martedì 23 agosto 2016

INSIEME RACCONTIAMO 12


INSIEME RACCONTIAMO 12

Questa barchetta nata un anno fa



non può più contenere tutti i viaggiatori che si sono aggiunti e si è trasformata in un veliero inarrestabile, che sulle ali della fantasia veleggia solcando i mari, capitanata da Patricia Moll.

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immagine presa dal Web

La capitana del veliero, per questo storico anniversario, gradirebbe una satira sui personaggi che affollano e bivaccano sul ponte.
Bene!
Io ci ho provato ma tutto ciò che scrivo mi sembra artificiale e forzato.
Inutile!

Come mio solito noncelapossofare ad avere la verve della Regina delle regine nello scrivere racconti umoristici e ridanciani così ci rinuncio, lo lascio fare a chi li sa scrivere. Ma non rinuncio  a restare attaccata come una cozza all'ancora, ammirando le bolle di sapone che dal ponte fioccano leggere salendo sempre  più su, più in alto nel cielo



portando piccoli racconti fantasiosi carichi di mille sfumature e diversi umori scaturiti dalla fantasia della variopinta ciurma. che leggere salgono, salgono.
Io cozza ammiro e guardo quei colori con le mille sfumature dell'arcobaleno che salgono, salgono mescolandosi alle nuvole per volare insieme e colorare di sogni il mondo.




Spero solo che la ciurma magnanima e fantasiosa mi butti una fetta di torta, qui tra i flutti per condividere assieme le bollicine diverse e speciali che sto tenendo al fresco.

Risultati immagini per calici con vino e bollicine

per brindare assieme alla capitana Patricia Moll.
QUI
troverete il suo giullare racconto di questo mese.
Ooo cavolo!!! Ma ecco che si sono ricordati della cozza e dalla fiancata del veliero scende un cestino legato ad una corda. La capitana e l'allegra brigata mi hanno mandato una fetta di torta e io felice stappo la bottiglia ma... il tappo parte colpisce la fiancata e viene sparato verso la spiaggia colpendo a rimbalzo due teste che beatamente se ne stavano al sole. Il tappo continuando il suo folle rimbalzo colpisce altri due bianchi manigoldi che scappano da non so quale mostro marino. Noncelapossopropriofare, sulla spiaggia ho combinato un macello, scappano tutti disperati incolpando non so quale mostro sghignazzante che li ha trovati e colpiti.



Per chi volesse leggere gli altri miei racconti legati a questa iniziativa li può trovare a fianco sotto etichette cliccando su INSIEME RACCONTIAMO.

venerdì 19 agosto 2016

Cosa è successo alla Talpina Codina?

#pilloleistantanee#ispirazioniandaco

DIARIO
dalla
CA' SPERDUTA NEL BOSCO


Sto lavando le tazze della colazione quando la Birba di un nipote entra in casa correndo:
"Nonna, nonna vieni fuori a vedere cosa c'è sul tavolo!"
Mi asciugo le mani, ed esco:
"Quale tavolo?" 
"Quello sotto la quercia." Lui è lì che guarda una minuscola cosa scura. 


Mi avvicino:
"Ooo!!! Tu guarda!!!..." 


L'anno scorso mi ero arrabbiata perché sei fuggita senza che ti potessi vedere (QUI) e ora purtroppo di ritrovo qui, sola e immobile su questo freddo tavolo di plastica bianca. 
Povera Talpina timidina, sei tu? 
Sei quella fuggita in mezzo al rosmarino? 
Avrei preferito pensarti intenta a scavare tunnel nel mio orto, o meglio nell'orto di Birba. 
Sì, perché un po' alla volta tutto l'orto sta diventando suo. 
Suoi sono i peperoni, suo è il basilico, come dargli torto si è portato le piantine da casa! 
Sua è l'insalata e la rucola, ha voluto fare lui buchi, mettere le piccole piantine e i semini. Così un po' alla volta il suo territorio si sta allargando e il nonno glielo cede. 
Birba guarda l'animaletto e lo tocca con la paletta che ha in mano.
"Ma che ci fa qui? Dove l'hai trovata? Birba ce l'hai messa tu?"
"No, io no, l'ho trovata qui."
"Che strano. Che io sappia le talpe non si arrampicano, scavano buche. Ma chi può averla portata?"
"Tu cosa dici nonna?"
"Forse un'altro animale. Che sia stato Cesare?" 
Guardiamo il nostro micione che con lo sguardo più indifferente e innocente di questo mondo se ne sta beato a godersi il sole sul suo sassone. 
Può essere stato lui? Il nostro gatto sornione e tranquillone che si spaventa e rifugia in casa per un nonnulla?


Birba ascolta, poi gira la piccola talpa con la paletta.
"Cosa sono quei puntini bianchi?"
Senza dirmi cosa vuole fare, parte e va in casa. 
Bah!!! il suo interesse è già finito! 
E invece no! Torna con la lente d'ingrandimento, e osserva la povera vittima. 
Birba, il detective sta studiando attentamente il corpo. 


Si guarda attorno per capire dove, può essere morto l'animaletto, ma soprattutto chi lo abbia portato lì.
Cesare incurante di ciò che sta succedendo se ne scende dal suo sassone e si arrotola beato tra l'erba secca.


Ma tu guarda un po'! La sua pelliccia si sporca con piccoli petali bianchi. Sono uguali a quelli che ha la talpina.
All'ora è successo qui il misfatto!
Ma può essere stato lui?
Birba lo interroga, ma lui si avvale della facoltà di non rispondere e si avvia verso casa.
Bussa per entrare.


"Eee no!" qui intervengo io "Te lo sogni di entrare così conciato in casa. vieni che ti spazzolo il pelo." lui beato fa le fusa.
"Che dice detective lo posso lasciare andare o lo deve ancora interrogare."
Mi chiede preoccupato: "Ma sarà stato lui?"
"Non lo so, chi può dirlo, potrebbe, ma come possiamo essere sicuri, nessuno ha visto chi è stato. non lo si può accusare con certezza."
"Va' bene fallo entrare."


Ed eccolo qui, spaparanzato come il più sereno e innocente dei gatti sulla sua poltrona preferita.
"E ora che facciamo?" Mi chiede Birba
"Scaviamo un buco e mettiamo a riposare la povera talpina."



Diciamo una piccola preghiera per questo animaletto che ci ha lasciato.
Scriviamo un biglietto con la frase riposa in pace.
E' finita la cerimonia, ora la talpina non sarà più disturbata, ma purtroppo la nonna di Birba è anche ligia al dovere e non si fa distrarre e commuovere dai fatti, ciò che sa da fare si deve fare:
"Ehi Birba è ora di fare i compiti."
Birba sbuffa "No dopo." 
Ma la nonna è intransigente:
"No ora!" 
Brontolando, Birba mercanteggia  e chiede di scegliere quale dei tre libri estivi fare.
"ok."
Sceglie il libro "Leggo leggo" e...
Toh!!!
C'è un racconto con un pirata e una talpa. La talpa Pina.


"Ehi Birba, che ne dici se la chiamiamo Pina la nostra talpina timidina?"
Il detective ha una sua teoria e non accetta suggerimenti ribatte deciso:
"No! Si chiamava Codina."



Sotto l'etichetta LA CA' SPERDUTA ho riunito i racconti presenti nel blog legati a questo luogo:

domenica 14 agosto 2016

Due anni fa, il 15 agosto, questo blog è nato qui: La Ca' sperduta


DIARIO
dalla
La Ca' sperduta in mezzo al bosco





Eccomi qua, nel mio eremo estivo.
Eremo, è la parola giusta. Guardate un po' come si presenta la strada per raggiungerlo.





Waww!!!
E' decisamente ora che io e mio marito facciamo qualche cosa per questa benedetta strada! 
Va bé! 
Un pezzetto alla volta, anno per anno la miglioreremo.
E' un  luogo decisamente ameno e sperduto, ma lo amo proprio per questo. Vi sono legati ricordi e sentimenti familiari che me lo fanno amare. Era la casa estiva dei miei suoceri, mi ha visto fidanzata giovanissima, ha visto le mie figlie appena nate e ora vede e sopporta la Birba di un nipote. Il pargolo ci ha momentaneamente abbandonato, è a fare il pesciolino con pinne e boccaglio dentro grotte, calli e callette con i suoi genitori.
Quando sono qui la mattina mi sento libera di uscire scarmigliata, in pigiama e con occhi cespugliosi, tanto so di non scandalizzare nessuno, i caprioli Saltafosso e Manto chiaro non sono interessati al mio abbigliamento. 
Comunque in macchina in un soffio sono in paese, un grosso paese dotato anche di ospedale, che con la mamma quasi centenaria non fa mai male.   
Che ci faccio qui?
Quello che faccio in pianura, solo che il clima e il paesaggio è  migliore e io e mio marito ci godiamo la pensione. Leggo, scrivo, prendo il sole,



 vado a fare passeggiate, cucino, faccio le faccende di casa, e alla sera messa a letto la Bisnonna Uffa, ce la passiamo così:



Questa è la postazione stelle cadenti o Notte di San Lorenzo. Ci sono tre sedie perché ci ha raggiunto la nostra secondogenita, che finito il lavoro è fuggita dalla città per riposarsi un po'. 


Questa è la porzione di cielo che da quella postazione si può godere.
E sì! Qui il cielo di notte non subisce inquinamento da luci artificiali e la volta celeste è trapunta da una infinità di capocchie di spilli luminosi, grandi, piccoli, piccolissimi, tremolanti, abbaglianti, bianchi, rosati, e più guardi e più ne vedi.
Ma vi volevo far notare come sono sistemate le sedie.


La vedete quella girata?
E' la seggiola della bastian contraria.
Chi è?
IO
Perché Mai?
Perché ero spaparanzata, insieme alla mia famiglia per godermi le chiacchere e il cielo stellato quando... 
Ma che cosa è questo chiarore???
Ma la luna! 
Una luna che rischiarava tutta la vallata! 
Si vedevano solo venere e le stelle più grandi.
Così, ostinata, mi sono girata nonostante il parere contrario della comitiva, per guardare un piccolo fazzolettino di cielo tra il tetto e le querce. Lì il cielo era blu e pieno di stelle.
Risultato?
Non ho visto nessuna stella cadente, mentre loro due sì, e una grande la sono riusciti a vedere assieme.
I due manigoldi commentavano e se la ridevano.
Mannaggia!!! 
Questa condivisione giullare mi ha proprio spiazzato! 
Così, la sera dopo con nonchalance ho girato la seggiola e finalmente due stelle cadenti le ho viste anch'io, una assieme a mia figlia, ma l'altra l'ho vista solo io, 
Dove?
Ma ovviamente nel piccolo fazzolettino di cielo che ogni tanto sbirciavo. 
Qui, nella Ca' sperduta, due anni fa è nato questo piccolo blog e qualche anno prima la storia per bambini Melissa e la Nuvola.

Buon ferragosto a tutti.


Con questo post partecipo anche a #pilloleistantanee#ispirazioniandaco



mercoledì 27 luglio 2016

INSIEME RACCONTIAMO 11



INSIEME RACCONTIAMO 11

Eccomi!
Nonostante le difficoltà di connessione che ultimamente non mi permettono di essere molto presente sul web non posso non partecipare ad INSIEME RACCONTIAMO come ogni mese.
Non mi dilungo più di tanto perché sto scrivendo dal cellulare. 

Come al solito il primo pezzo è l'incipit di Patricia Molto del blog Myrtilla'shouse, a cui si unisce un racconto di 200/300 caratteri o 200/300 parole, ma chi lancia questo gioco è di natura cordiale e accetta anche chi trasgredisce un po'. 
Questo mese la sua frase non mi ha colpito nella fantasia ma in cari ricordi.

Odore di muschio. Di foglie in decomposizione.
Nel bosco, sotto a quel guazzabuglio di querce, olmi e acacie, alte da sembrare volerlo solleticare e spesso da oscurarlo, il cielo era sparito. Si chinò ad annusare lo stesso odore di allora quando… 


era una ragazzina e in quel bosco a cercare funghi c’era anche suo padre.
Non una parola solo la ricerca, lo sguardo attento puntato al terreno, le foglie scostate delicatamente con il bastone, sfruscio di foglie secche e rametti spezzati, odore di bosco, frescura sulla pelle, l’urlo di gioia e sorpresa nel trovarlo, lui, il  fungo. La condivisione della scoperta con papà. 
In quel bosco ombroso e odoroso, ora a distanza di anni, avvertiva la sua presenza, rammentava il suo sorriso e la gioia che li univa… dolci ricordi. 

Per chi vuole leggere gli altri miei racconti di questa iniziativa può trovarli in etichette, cliccando su INSEME RACCONTIAMO.

lunedì 27 giugno 2016

INSIEME RACCONTIAMO 10



Decimo appuntamento con
INSIEME RACCONTIAMO
Ormai questo appuntamento è  per me come la nutella che mi attira a cui non so dire di no.
Le regole del gioco e tutti i racconti dei vari partecipanti le trovate nel blog di Myrtilla's House.
Brevemente: Finire l'incipit suggerito con un racconto breve di 200/300 battute o lungo con 200/300 parole.
Questo mese io ho scritto solo quello breve che riporto qui sotto: in verde la frase suggerita seguito dal mio finale.
Buona e spero piacevole lettura.
(immagine presa dal web)

Uscita dal bosco, lungo quel sentiero che correva tra querce e olmi, la vide apparire all’orizzonte. Pianta quadrata, quattro basse torri ai lati, si stagliavano contro il cielo ancora chiaro del tramonto in arrivo. Scura, quasi nera con quelle bifore che parevano occhi giganti.
Che davano un senso di…
sicurezza, come il suo abitante.
All’intero della fortezza, nella Sognoteca, c’erano migliaia di barattoli con ogni tipo di sogno, ma il suo amico portava hai bambini solo i sogni più fantasiosi e belli.
Il Grande Gigante Gentile le venne incontro:
«Ciao piccirottola.»
Due volte all’anno, Sofia andava a trovare GGG nella sua nuova casa.


A fianco cliccando sull'etichetta "INSIEME RACCONTIAMO" potrete trovare tutti i racconti delle volte precedenti.


lunedì 6 giugno 2016

PRIMA ELEMENTARE


Prima elementare



Ultimo giorno di scuola, si portano a casa le proprie cose, aria di vacanze e spensieratezza.
In un lampo è già passato il primo anno scolastico, e pensare che i pomeriggi con i compiti sembravano noiosi e così pesanti, invece ora ci accorgiamo che la prima elementare è già passata in un lampo e di cose ne ha imparate davvero tante.
I primi giorni, la Birba di un nipote, si scordava a scuola il quaderno o il libro che occorreva  per gli esercizi casalinghi ma poi con il tempo era lui a dire: "devo fare i compiti perché dopo vado a basket".
Non crediate però che la cosa fosse veloce, anzi, ogni parola o esercizio era seguito da un tamburellare di matita sul tavolo, lanci della gomma perché rimbalza bene, canticchiare, parlare e io a spronare "Vai avanti!".
La mia Birba!
Quando gli esercizi erano particolarmente noiosi, gli sbadigli si sprecavano, all'ora una corsa intorno al tavolo o una coccola al gatto ci poteva stare. 


Gli ultimi mesi poi erano pagine e pagine di esercizi in corsivo, e il ragazzo che ci tiene ad essere particolarmente preciso, usava la gomma ogni due per tre, peggiorando la pagina linda, e ogni parola era un vai di batteria con la matita sul tavolo e io a spronare "Muoviti se vuoi andare a nuoto!", così, io che spesso gli rammento quando è sudato e corre troppo "chi va piano va sano e va lontano", mi son sentita dire più volte: "Chi scrive piano scrive meglio!".
Opss!!!
"D'accordo però scrivi e non tamburellare con la matita. Ok!" 
Ed ora? E' già finita la prima!
Per un po' ci riposeremo. Già perché non si riposa solo lui ma anche la testa della nonna.
Poi ci saranno gli esercizi di ripasso, ma per ora un po' di riposo ce lo meritiamo.

mercoledì 1 giugno 2016

A cena con...


State in campana perché 
Fata Confetto
ha in serbo
una sorpresa

Aderisco di buon grado alla richiesta di Fata confetto, del blog Parole di contorno.
La simpatica fatina, in questo blog, ci fornisce ricette della tradizione e non, trasformandone e inventandone alcune a suo piacimento. Io ne ho già sperimentate diverse davvero gustose, ma soprattutto semplici e veloci. 
Fata Confetto  nell'assegnare ai blogger il premio LIEBSTER, ha modificato le regole e ha avuto una idea geniale che mi è subito piaciuta.
 Così commentando nel suo blog e presa da impulso scribacchino, non ho resistito a partecipare anch'io anche se non invitata.

Ecco la simpatica richiesta di Fata Confetto:
-Per restare nello spirito del food blog riguardo alle rituali domande per i nominati ho pensato di sostituirle invitando ciascuno di loro a comporre un menu, dall'antipasto al dessert, dedicato ad un personaggio a loro scelta: vivente o vissuto, artista, sportivo, della politica della cultura... 

E questa è stata  la mia risposta nei commenti a questa iniziativa anche se non invitata, per fortuna la mia iniziativa è stata gradita:
Spero tu mi perdonerai se partecipo anch'io e metto qui il mio menù:
Il mio personaggio è GGG.
Tre G che stanno per il Grande Gigante Gentile, fiaba di Roald Dahl.
Il povero GGG è alto solo sette metri mentre gli altri giganti più di 20, perciò lui è un nanetto per la sua gente. Gli altri giganti mangiano uomini, donne e bambini di tutti i "popolli". Ogni "popollo" ha un suo gusto ad esempio, un bell'Eschimese in carne è come il cornetto dal cuore di panna.
GGG non mangia "popolli", mangia "cetrionzoli" disgustosi che non gli piacciono, ma nel suo paese non cresce altro.
Così mi piacerebbe cucinare per il povero Grande Gigante Gentile un menù tutto verdure:
Antipasto: fiori di zucca e salvia fritti con la pastella.
Primo: crema di zucca bella densa, che va servita con al centro un cucchiaio di yogurt greco o un cucchiaio di funghi.
Ingredienti: 1 porro. 500 g. di zucca. 2 patate. dado vegetale. pepe.
Procedimento semplicissimo, mettere tutto in una pentola con l'acqua che copra al pelo le verdure, una volta cotte ridurle in purea. Mettere nei piatti e servire con crostini, ma è più buona come ho suggerito all'inizio.
Secondo: una parmigiana di melanzane grande come un tavolo. Un tortino di patate con formaggio e funghi porcini. Una quintalata di olive all'ascolana (che non ho mai fatto perciò non chiedetemi la ricetta). Un bidone di verdure in pinzimonio. Crostini di verdure miste in quantità. (E' pur sempre un gigante:)
Dolce: un Erbazzone e non sto scherzando esiste davvero.
Ecco gli ingredienti:
Per la pasta frolla con cui farcire lo stampo:
300 di farina, 150 di zucchero,150 di burro, l'uovo 1/2 bustina di lievito.
Per il ripieno: 250 g. di zucchero, 2 uova, 250 di ricotta, 100 di mandorle. un pugno di bietola cotta, un bicchierino di sassolino.
Cuocere in forno a 180 gradi per circa mezz'ora.
Buon appetito caro GGG.
(*__*)

Come vi dicevo sopra ho scritto il menù di impulso, perciò senza controllare ne il menù ne la scrittura. Ora nel rileggerlo, aggiungo che nella crema di zucca potete aggiungere un cucchiaio di olio di oliva a crudo e nella farcia del dolce, ovviamente l'uovo è intero e va mescolato prima  con lo zucchero, poi con  mandorle e bietola che vanno macinate prima di amalgamarle con la ricotta. Per il liquore sassolino io possiedo dei bicchierini piccolissimi di mia suocera che non vedo più in circolazione, vi bastano 2 o 3 cucchiai.
Aggiungo anche un'immagine del libro GGG.



Fata Confetto che in incognito non è altro che Marilena,  mi ha scritto che intende estendere il gioco dell'ospite a cena a tutti quelli che hanno voglia di coniugare cucina e fantasia. L'idea è proprio carina, perciò passate da Fata Confetto la cuoca sopraffina per i dettagli del gioco in PAROLE DI CONTORNO