lunedì 9 gennaio 2017

LA STREGHETTA SVANITELLA



Anche questa favola è stata spedita al concorso Andersen La baia delle favole. 
Leggendola a distanza di tempo alcune frasi mi sembravano stonate e poco scorrevoli,  così l'ho un po' modificata, non è una filastrocca ma gioca un po' su alcune assonanze.


Il racconto mi è stato involontariamente  suggerito a maggio del 2014 da Romina Tamerici  con il gioco Una parola al mese, a cui non ho partecipato, il racconto doveva essere scritto con 200 caratteri e io con la favola li ho nettamente superati. La parola del mese era  BIGIO.
Nel mio racconto ho usato sia la parola Bigio che Bigione,  metto perciò la definizione di entrambe le parole.
BIGIO: aggettivo
1) Colore grigio cenere...
2) Persona che, spec. in politica, mantiene un atteggiamento ambiguo o indeciso.

BIGIONE: (Zoologia)
Beccafico, e propriamente è un nome volgare del Beccafico cenerizio maggiore...

Nella favola non ho usato le parole nella maniera appropriata, soprattutto BIGIONE, ma perché mi piacevano. 


L'altro personaggio, la Streghetta Svanitella, fa parte del mio vissuto lavorativo. È stato uno dei personaggi fantastici di una programmazione scolastica che ci ha accompagnato per tre anni, quante cose ci ha suggerito e in quante cose abbiamo dovuto aiutarla. Svanitella perdeva le sue cose in classe ma non si faceva mai trovare... era svampita ma anche un po' furbetta. 

LA STREGHETTA SVANITELLA

Picture "Sleeping Beauty" ( 1279 x 499 )

(immagine Disney)

Nel bosco canticchiando Svanitella la streghetta se ne và.
Un fungo qui!
Un erbetta là!
Che bella sporta ha riempito già.
E’ felice Svanitella ma…
Perdirindina perdirindà! La strada ora dove mai sarà?
Oooo… povera Svanitella!
Che non sa più dove andare!
Ma ecco là un bel maniero.
Che fortuna, che sollievo!
Oh oh… ma la streghetta non sa cosa l’aspetta!
Quel maniero è di Bigione!
Bigione l’orco, buono buono, lui non è.
Bussa ignara Svanitella e presto, presto, ruggisce l’orco:
«CHI BUSSA AL MIO MANIERO?»
Il portone cigolando piano, piano, si apre un po’, mentre pensa Svanitella:
Mamma mia!
Che vocione! 
Poverino questo signore!
Che raffreddorone!
Cosi risponde lesta, lesta:
«Son Svanitella la streghetta, che nel bosco si è sperduta. Gentile signore del maniero, mi sapreste indicare il sentiero?»
«IL SENTIRO?!!!»
Altro che sentiero!
L’orco ha già un bel pensiero!
Bene, bene! Pensa il furbone. Streghetta con patate è la mia specialità.
Che delizia, che bontà!
E con voce dolce e suadente dice:
«Entra entra, dalla porta».
La svampita Svanitella, non ascolta con attenzione, scambia porta per sporta e risponde senza esitazione:
«Certo, certo entro con la sporta.»
«CHEEE???»
Questo signore un po’ sordo, così urla Svanitella:
« HO UNA SPORTA CON EERBETTE E FUNGHI.»
Risponde l’orco tutto contento:
«BENE, BENE PORTA PURE, CI STAN BENE CON L’ARROSTO!»
Svanitella or là sentito e lieta pensa:
O che caro questo signore, che un pranzetto mi vuole offrire.
Ma quando entra…
Oibò!
Che buio!
Qui ci vuole un po’ di luce!
l’orco Bigio non fa in tempo a dire “Bah!”, che una luce brilla già, mentre esclama Svanitella:
«Ma che polvere! che disordine!»
L’orco Bigio non fa tempo a dire “Beh” che la bacchetta lei agita già:
«Bim, bum, bam,
ambarabam,
spolvera qui, spazza là.»
SPOFF SPOFF fa il piumino, SPLASC APLASC fa lo scopone. 
Soddisfatta ora è lei e sorpreso è l’orco Bigio.
Ma che strana creatura che di un orco non ha paura! Or cerchiamo un pentolone! Pensa l’orco tutto contento, Grande? Medio? Di che grandezza ci vorrà?
Quando:
BAAADABANG… BUMM… BAMM
Che chiasso!
Che fracasso!
Fa un balzo Svanitella mentre ruzzolano i pentoloni.  
Mamma mia che spavento! 
Che maldestro questo signore!
Ruggisce L’orco:
«QUESTO SI’ CHE PUO’ ANDARE! OR TI DO UNA BOTTA IN TESTA!»
Risponde lesta Svanitella:
«CHE ORRORE! NON SIA MAI DETTO! LA RICOTTA SULLA TESTAAA???»
L’orco sempre più infuriato:
«NOOO, HO DETTO UNA BOTTA IN TESTAAA!»
Svanitella indispettita:
«LA RICOTTA, SULLA TESTA, NO POI NO!» poi continua con più calma «Mio caro buon signore con la sua ricotta e le mie erbette ci facciamo i tortelloni! Ho anche i funghi per condirli!»
Sussurra l’orco affamato:
«Oibò! Perché no! Un antipasto non fa mai male.»
Mentre pensa:
Ma che strana creatura, che di un orco non ha paura! Che bel pranzetto mi fo’ stasera, qui ci vuole un buon vinello.
Impasta e cuoce Svanitella mentre l’orco affamato un martello cerca già.
Or che lui l’ha trovato lei gli dice:
«Ecco è pronto. Come ti chiami?»
«Bigione.»
«Buon appetito Grigione»
«NOOO SON BIGIONEEEE»
«MA SI CALMI! Signor GIGIONE».
Ma che svampita è questa qua, or le do una botta in testa… ma che profumo delizioso!
Prima mangio, poi lo fo.  
Beve e mangia a sazietà e ora fame più non ha.
Che sonno!
Che torpore!
Qui ci vuole un pisolino.
Mentre urla Svanitella:
«SCUSI, SCUSI? E IL SENTIEROOOO???»
«RRRROARRR RRROARRR SBUF SBUF…» Lui risponde.
Che pazienza,
che disdetta! Pensa ora Svanitella.
Però che starano questo signore!
Come ha detto che si chiama? 
Grigione? Gigione? Forse sì è un Gigione.
E canticchiando se ne va.

Anna Maria Fabbri

mercoledì 4 gennaio 2017

INSIEME RACCONTIAMO 16



Sono stata assente 4 mesi ma non mi sono scordata degli amici che ho conosciuto tramite il blog.
Mi siete mancati perché siete tutti fonte di idee e spunti.
Patricia Mol con INSIEME RACCONTIAMO è una di queste.
Il suo gioco prosegue imperterrito sfidando il tempo e gli inghippi della vita ed è arrivato alla sua 16a puntata.
Per le regole del gioco andate al blog Myrtilla'shouse
Il termine ultimo per partecipare è il 6 gennaio 2017.  


L'incipit che Patricia, questo mese mi ha suggerito un  racconto davvero triste e me ne dispiaccio, preferirei sempre far sorridere e alleggerire la vita che di per se porta i suoi drammi ma anche le sue gioie.
In verde è la frase iniziale di Patricia Moll seguita dalla mia fine.

Natale! Dovrebbe essere il periodo delle feste, dei pranzi in compagnia... della gioia e dell'allegria. Eppure, quest'anno sarebbe stato diverso. Troppe cose erano cambiate. Aveva soltanto più ricordi che già sapeva il tempo avrebbe sbiadito.
Doveva trovare una soluzione.
Tornare.
Sì tornare là dove era nata, tornare alla sua vecchi tana, alle sue radici.
Dove era ora era stata ferita e si sentiva monca. Suo marito era morto, così senza motivo, per un folle che con un camion aveva attraversato quel mercatino di Natale.
Riviveva ogni  notte quegli attimi di terrore, rivedeva lui che la spingeva e le lanciava il loro bambino.
No, non avrebbe dimenticato ma suo figlio aveva il diritto di vivere protetto e circondato dall'amore. Chi meglio dei suoi genitori avrebbero potuto accoglierli, coccolarli, cullarli.
Sì, tornare, e ricominciare da lì. 
Poi forse un domani sarebbero rimasti solo i ricordi migliori.

sabato 31 dicembre 2016

31 Dicembre 2016 AUGURI a modo mio



Buon capodanno
2016

Che idea bislacca! Ieri sera nel vedere il Film Alice in Wonderland di Tim Burton mi è venuto in mente di farvi gli auguri così:

a tutte le Cenerentole che lavorano nei giorni di festa




A tutte le belle addormentate che aspettano il principe 



A chi è intrappolata nei sogni come Alice nel Paese delle Meraviglie


Auguro di risvegliarvi nel 2017 



 Con l'intento di fare il possibile perché il mondo sia migliore e pieno d'amore
sconfiggendo il male che si cela in ciascuno di noi


 per un modo di pace.

Cari maschietti perdonatemi per questo augurio al femminile  
l'ho annunciato all'inizio è un augurio un po' bislacco, un po' monco 
perché uomini e donne si compendiano e insieme sono l'umanità
perciò rimedio con una bellissima canzone 

HUMAN




Eccovi la traduzione del testo tralasciando alcuni ritornelli:

Sono solo un essere umano
Forse sono stupido
forse sono cieco
a pensare che posso guardare oltre questo
E vedere cosa c'è dietro non ho alcun modo di dimostrarlo
Quindi forse sono cieco
ma dopo tutto sono solo un essere umano
non scaricare le tue colpe su di me
Dai un occhiata allo specchio
e cosa vedi
lo vedi più chiaramente
o sei stato ingannato
in quel che credi
perché dopo tutto sono solo un essere umano
non scaricare le tue colpe su di me.

Buon 2017
a tutta l'umanità

giovedì 29 dicembre 2016

Favola -La PERLA e il SASSOLINO-


Anche quest'anno ho inviato alcune mie fiabe e favole al concorso letterario Hans Christian Andersen -La baia delle favole- di Sestri Levante. 
Inutile! Noncelapossofare, c'è gente bravissima con ironia e fantasia da vendere difficile da eguagliare.
Questa è una delle mie storie inviate quest'anno.

 Favola
LA PERLA E IL SASSOLINO

Una graziosa perla, se ne stava nella sua confortevole conchiglia, a sonnecchiare tranquilla. La conchiglia, ogni tanto sbadigliava e, gli abitanti degli abissi potevano rimirare la sua graziosa ospite.
Lei sapeva di essere bella, lucida e lucente.
Vicino alla conchiglia c’era un sassolino senza casa.
Se ne stava semplicemente lì, sul fondo del mare.
Era arrivato per caso, rotolando da un torrente, poi trasportato da un fiume.
Non era bello, anzi aveva uno stupido colore grigio, però sapeva raccontare storie bellissime.
Raccontava di uccelli dalle piume variopinte, di fiori dai petali colorati, di farfalle leggiadre, di vento che sussurrava, di alberi frondosi, di fiocchi di candida e bianca neve che trasformavano tutto in un immacolato paesaggio fatato.
Sassolino ammirava moltissimo Perla, mentre lei non lo considerava affatto “In definitiva è un semplice e umile sasso.”, pensava Perla la Bella Chi vuoi che si interessi a lui? Io sono nata per essere ammirata e un giorno sarò gioiello.”
Chi passava di lì per ammirare Perla la Bella, finiva poi per ascoltare le bellissime storie di Sassolino a bocca aperta.
Fu così che l’umile sassolino grigio, conquistò la stima del mondo marino.
Pesci sconosciuti, venivano da lontano per ascoltare le storie di Sassolino Raccontafole.
Molti, arrivavano fin lì e, non lanciavano neanche uno sguardo a Perla la vanitosa, che nulla sapeva raccontare. E presto venne dimenticata.
Ma non tutto dura per sempre.
Perla la Bella e Sassolino Raccontafole, un giorno finirono nella rete di un pescatore.
«Uauuu!!! Una perla!», esultò felice il pescatore, il cuore di Perla fece un balzo, finalmente qualcuno riscopriva e apprezzava la sua bellezza.
Il pescatore però, non notò il povero sassolino che improvvisamente uscendo dal mare, aveva perso la sua voce.
Dalle stelle alle stalle, o meglio, da conosciuto a sconosciuto.
Triste per lui fu quel giorno.
Perla la vanitosa, fu portata da un orafo che ne fece un ciondolo bellissimo.
Che ne fu di lei? Non ne abbiamo notizie. Sicuramente avrà avuto la notorietà che si aspettava.
E Sassolino? Volete sapere cosa è successo a Sassolino?
Il figlio del pescatore era un bambino curioso di nome Marcello, notò il sassolino con la sua strana forma e subito se ne impossessò.
Già! Perché Marcello, aveva un libro di dinosauri con immagini bellissime e in una c’era un dente un po’ a forma di cuore, era il dente di un dinosauro marino. 



Sassolino non si era mai visto, ma anche lui era a forma di cuore, proprio come quel dente, in più il mare lo aveva levigato e reso liscio.


Orgoglioso Marcello, lo mostrava a tutti i suoi amici: «Guardate, ho un dente di dinosauro, il dente di un Megalodonte».
Il Megalodonte, era un mastodontico pesce che ricordava un po’ lo squalo e, aveva un sacco di denti appuntiti.
Bé, Sassolino era proprio felice.
Alla sera Marcello, lo appoggiava sul comodino vicino al letto e alla mattina se lo metteva in tasca e, viaaa che erano pronti per nuove avventure.
Marcello, quando due suoi amici litigavano, diceva: «Ho il mio sassolino Magico», e lo lanciava in aria. Era lui, Sassolino, a decidere chi aveva torto o ragione, doveva scegliere se atterrare dalla parte un po’ tonda, o un po’ piatta.
Che felicità! Lui, misero sasso, era diventato MAGICO.
Con Marcello giocava, giocava, giocava.
Volete sapere che giochi faceva?
Marcello disegnava con il gessetto per terra tante caselle, poi lanciava Sassolino in una  e saltellando su un piede solo, di casella in casella, lo andava a recuperare.
Prendi sasso invece, era un gioco di abilità di mani molto curioso, occorrevano altri sassi che Marcello metteva in fila, poi lanciava Sassolino in aria e lo recuperava prima che toccasse terra. 
Ora non sto ad annoiarvi con l'elenco di tutti i giochi che facevano, vi dico solo che Sassolino, era diventato Magico e aveva trovato un amico.

Chi trova un amico, trova un tesoro.

Anna Maria Fabbri

Il sassolino che mi ha suggerito questa storia, è stato trovato in giardino da mio nipote che non si chiama Marcello. La forma del sasso lo ha incuriosito proprio perché assomiglia alla foto del dente di Megalodonte che c'è in un suo libro -Dinosauri e altri animali preistorici- Lito editori.

venerdì 23 dicembre 2016

Buon Natale 2016


BUON NATALE 
2016

Buon Natale a tutti quelli che passano da qui. 
Anche se temo che siano pochissimi, perché le cose care bisogna curarle ed io questo mio piccolissimo, ma caro blog, è da settembre che per motivi famigliari, l'ho del tutto trascurato e ignorato.
Ma prima o poi tornerò da queste bande a scorrazzare in lungo e largo.
Intanto oggi vi voglio raccontare un episodio di casa mia, sintomo di come i tempi cambiano e noi ci adeguiamo.
Il 21 dicembre alle ore 20 la Birba di un nipote con la sua classe era qui:


Basilica di San Petronio, Bologna.

150 bambini di prima, seconda e terza ci hanno regalato un'ora di spensieratezza cantato canzoni tratte da film e cartoni animati che inneggiano all'amore.
Inutile! 
Mi sono emozionata. 
Come tutte le nonne sono di picaglia tenera. 
I nostri cuccioli si sono presi i meritati applausi e la Birba di un nipote che era in prima fila, tutte le volte faceva l'inchino, insieme a due suoi amici e un'amichetta. Iniziativa personale? O era ciò che dovevano fare tutti ma non facevano? Non ho indagato ma non ha importanza, perché quello che vi voglio raccontare è successo prima e dopo il concerto fanciullesco.
Antefatto: I bambini sono partiti prima di noi in pullman con le maestre, noi li abbiamo raggiunti dopo.
Arrivati alla Basilica in Piazza Maggiore conosciuta, per chi non è di Bologna, come Piazza Grande dalla canzone di Lucio Dalla, i portoni erano chiusi.
Parenti e amici si sono fermati sulla scalinata ad attendere l'apertura al di là di un percorso, una guardia ci ha annunciato che prima di entrare dovevano fare uscire le persone che erano dentro.
La Basilica, che mi ricordi io, è sempre stata aperta.
Tempi strani e bui ci fanno agire e pensare in modi sconosciuti e diversi. 
Io stessa al mattino mi ero comportata in un modo inconsueto. Mia figlia mi aveva mandato via WhatsApp un articolo di giornale che parlava dell'evento e della raccolta di fondi per il restauro del monumento storico, elencava i musicisti, un tenore, un soprano ecc.
Io che agisco sempre con leggerezza e spensieratezza, ero già pronta per divulgare via Facebook la notizia, quando...  mi sono fermata... 
Perché divulgare?.. 
Più passa in sordina meglio è... 
La metto dopo, è più prudente. 
Mi sono ben guardata dal confessare questa mia titubanza improvvisa. Mi sembrava esagerata da persona super ansiosa. Ma di atti insulsi, rabbiosi, rancorosi, violenti, che si rincorrono come un cane che si vuole mordere la propria coda, nel mondo in questi ultimi anni c'è n'è parecchi.
Così eccomi lì, sulle scale ad attendere di poter entrare.
Però mi godo la serata, e la mia Piazza illuminata.
Una volta aperta la porta siamo passati per una passerella, che ha ristretto la fila, mentre dei poliziotti controllavano l'entrata. Un papà che conoscevo davanti a me è stato perquisito per benino, molto probabilmente perché aveva la cuffia? O forse un controllo a campione? Boo!
Una volta finito il concerto siamo usciti tutti assieme, Birba, i suoi genitori, io, mio marito, l'altra mia figlia, spensierati e felici. 
Bè dai! Dopo l'ora piacevole che avevamo passato ci poteva stare che mi fermassi e fotografare l'albero in Piazza Maggiore. nooo???



Eccolo qui, sul cellulare insieme alle foto e alle registrazioni fatte in Basilica. 
Lui, l'albero, è bello e sfavillante, la foto un po' sfocata ma pazienza.
Poi ci siamo avviati verso le macchine, e a me è scappata questa considerazione: 
"Pero! era parecchio blindata la Basilica! Pensate che Tizzio che era davanti a me, è stato perquisito per benino, sotto gli occhi stralunati di Tizzia sua moglie."
"Anch'io sono stato perquisito." Mi dice il papà di Birba.
"Davvero?"
"Sì." Mi risponde e mia figlia aggiunge: "Forse perché con la cuffia sembrano tutti terroristi."
Mio nipote curiosissimo: "Papà, papà, che cosa hai detto che ti hanno fatto papà?"
"Mi hanno perquisito."
"Perché?"
"Hanno controllato che non avessi armi." gli ha risposto e Birba pronto: "Ma a me non mi hanno perquisito!" A noi è scappato da ridere perché nel dirlo sembrava, anzi lo era, quasi invidioso per non aver condiviso una esperienza simile. 
Benedetta infanzia! Tutto è un gioco. 
Però i tempi sono proprio cambiati... tu guarda un po', se con un bambino bisogna parlare di perquisizioni!
Ma soprattutto, non tutti i bambini si possono permettere il lusso di giocare spensieratamente e di fare di tutto un gioco, e questo mi rattrista.
Così questo Natale voglio fare a tutti un augurio speciale, anche se so che è utopia, ma a me piace credere nel bene e nell'amore, perciò: 

AUGURO  una COSTITUZIONE UNIVERSALE uguale per tutti i POPOLI e tutte le RAZZE senza distinzioni di credo, dove il primo articolo sancisca che:

1) Tutti i bambini del mondo hanno diritto al gioco.

BUON E SERENO
 NATALE

sia 
   a chi crede e a chi non crede
 a chi così così e a chi è ateo,
 a chi professa un'altra religione e ai potenti.
Fermatevi, 
riposate, 
lasciate fuori dai vostri cuori i rancori e apriteli all'amore.
Vivete e lasciate vivere.

sabato 3 settembre 2016

Opss!!! Non era una talpa.


UNA TALPA???

Ma si può!!!
Certo che si può, io lo so fare benissimo do' per scontate le cose senza informarmi, se la mia mente mi detta che è così, è così e non faccio nulla per informarmi, per sapere e conoscere di più, salvo che sbandierare il mio presunto sapere.
Così lo prendo nei denti e scopro tutta la mia ignoranza.
In un commento sul post "Cosa è successo alla talpina codina" Lisa Agosti mi ringrazia perché grazie a me ha scoperto una nuova specie di talpa.
Opss!!!
Mi sorge un dubbio atroce.
Ovviamente in ritardo e dopo la puzza, come mio solito,
Ma è una talpa quella che io e mio nipote abbiamo seppellito???
Urge andare a controllare.
Freneticamente cerco immagini...
Opss!!!
Doppio opss!!!
E' un topo ragno!

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Questa è una talpa



Risultati immagini per foto di talpe gratuite
immagini gratuite prese dal web

Ora devo correggere immediatamente l'informazione sbagliata che ho dato alla Birba di un nipote, non vorrei mai che crescesse ignorante come la nonna.
Grazie Lisa per avermi messo la pulce nell'orecchio ;))
Ora mi sento in pace, nonostante i miei noncelapossofare il mio sapere aumenta, sbagliando si impara.
Però una talpa viva e dal vero mi piacerebbe proprio vederla.


Sotto l'etichetta LA CA' SPERDUTA ho riunito i racconti presenti nel blog legati a questo luogo:
COSA E' SUCCESSO ALLA TALPINA CODINA

martedì 23 agosto 2016

INSIEME RACCONTIAMO 12


INSIEME RACCONTIAMO 12

Questa barchetta nata un anno fa



non può più contenere tutti i viaggiatori che si sono aggiunti e si è trasformata in un veliero inarrestabile, che sulle ali della fantasia veleggia solcando i mari, capitanata da Patricia Moll.

Risultati immagini per disegni di velieri gratis
immagine presa dal Web

La capitana del veliero, per questo storico anniversario, gradirebbe una satira sui personaggi che affollano e bivaccano sul ponte.
Bene!
Io ci ho provato ma tutto ciò che scrivo mi sembra artificiale e forzato.
Inutile!

Come mio solito noncelapossofare ad avere la verve della Regina delle regine nello scrivere racconti umoristici e ridanciani così ci rinuncio, lo lascio fare a chi li sa scrivere. Ma non rinuncio  a restare attaccata come una cozza all'ancora, ammirando le bolle di sapone che dal ponte fioccano leggere salendo sempre  più su, più in alto nel cielo



portando piccoli racconti fantasiosi carichi di mille sfumature e diversi umori scaturiti dalla fantasia della variopinta ciurma. che leggere salgono, salgono.
Io cozza ammiro e guardo quei colori con le mille sfumature dell'arcobaleno che salgono, salgono mescolandosi alle nuvole per volare insieme e colorare di sogni il mondo.




Spero solo che la ciurma magnanima e fantasiosa mi butti una fetta di torta, qui tra i flutti per condividere assieme le bollicine diverse e speciali che sto tenendo al fresco.

Risultati immagini per calici con vino e bollicine

per brindare assieme alla capitana Patricia Moll.
QUI
troverete il suo giullare racconto di questo mese.
Ooo cavolo!!! Ma ecco che si sono ricordati della cozza e dalla fiancata del veliero scende un cestino legato ad una corda. La capitana e l'allegra brigata mi hanno mandato una fetta di torta e io felice stappo la bottiglia ma... il tappo parte colpisce la fiancata e viene sparato verso la spiaggia colpendo a rimbalzo due teste che beatamente se ne stavano al sole. Il tappo continuando il suo folle rimbalzo colpisce altri due bianchi manigoldi che scappano da non so quale mostro marino. Noncelapossopropriofare, sulla spiaggia ho combinato un macello, scappano tutti disperati incolpando non so quale mostro sghignazzante che li ha trovati e colpiti.



Per chi volesse leggere gli altri miei racconti legati a questa iniziativa li può trovare a fianco sotto etichette cliccando su INSIEME RACCONTIAMO.