mercoledì 12 novembre 2014

Uffa uffa uf uf

Mercoledì
Umm .... Che buona la ricotta .... è così cremosa al palato che non sembra ricotta, il caseificio che conosciamo ne fa una spettacolare. 
Mio marito è stato in montagna a mettere via le ultime cose del giardino e a controllare la casa. E' passato anche a salutare gli inquilini che abitano nella mansarda, la famiglia Ghiri, ma loro non hanno risposto, russavano di brutto. 
Nel scendere in pianura si è fermato al caseificio e ha comprato ricotta, parmigiano reggiano, caciotta tenera (adatta per farcire tigelle). Tigelle?! .... Giusto, se c'è il formaggio adatto ci vogliono anche quelle, così si è fermato anche dal fornaio che fa quel delizioso impasto fresco, a questo punto ci voleva anche il salame nostrano, e già che c'era affettati vari sempre per farcire le suddette tigelle. Così questa sera qui in pianura, sono con le mani in pasta e mentre faccio le palline delle tigelle assaggio ricotta. 
Mmm .... che buona, mi sa che concluderò la cena  con una tigella ripiena di ricotta e marmellata di fichi, evviva il  menu montano!
Hai voglia a festeggiare! La bisnonna Uffa (la mamma dice spessissimissimo "uffa") mangia come un'uccellino e senza la figliolanza con prole, che me ne di tutta questa ricotta?!! E se facessi tortelloni?... Li metto in freezer, così sabato, sono pronti per la mega festa dei cinque anni di mio nipote la Birba, sarà meglio che a mezzogiorno ci trattiamo bene se vogliamo tener botta hai suoi amici briganti che arriveranno nel pomeriggio. Perfetto, mezzo menù già pensato.
Sparecchio, riordino e metto a letto la mamma, poi guardo la ricotta sconsolata.
No! Adesso proprio no! Ho il mio libro che mi aspetta.
Cosa succederà mai a "Q" scritto da quei furfanti che si firmano con pseudonimo Luther Blissett? Curiosa io sono .... 
Ore 18 del giovedì
La ricotta è ancora lì che aspetta .... Ok tiriamoci su le maniche ma ....
"Uffa uffa uffa" .... si sente dalla sala, controllo l'orologio il buio avanza e gli, uffa, aumentano. Dalla sua poltrona preferita la bisnonna Uffa mi comunica che vuole andare a letto.
"Mamma è già buio ma è presto, sono solo le 18".
Mannaggia!!! Queste stramaledette giornate sempre più corte e parche di luce stanno stressando me e lei.
Tiro fuori il tagliere per fare la sfoglia e .....
"Uffa, uffa, uffa, vado a letto."
"No aspetta ti do da mangiare, poi ti porto a letto"
Velocemente apparecchio la tavola in sala, il tavolo della cucina è occupata dal tagliere, infilo nel microonde il polpettone e le zucchine trifolate restate dal pranzo, e viaaa, sistemata la Bisnonna Uffa, torno al mio tagliere.
Le mani in pasta .... Bella la sensazione che si prova nel manipolare la pasta, il movimento ritmico mi fa partire ricordi .... piccole cose, piccole immagini .... sensazioni .... piccolo mondo mio, ma che mi riscalda il cuore, mi emoziona e mi lascia sul viso un sorriso ebete, ma ....
"Uffa,uffa,uffa ...." seguito dallo stridore del coltello arrotato contro la forchetta, il rumore fa accapponare la pelle come il gesso sulla lavagna, persino il mio gattone Cesarone infastidito si viene a rifugiare in cucina.
"Uffa, Uffa ..." .... mi scappa da ridere e rivedo la scena del pomeriggio, gli uffa sono Super aumentati, ora non si controllano più neanche quando passeggiamo.
Nel venire a casa, dalla scuola dell'infanzia, con mio nipote era tutto un Uffa con un più controllato e bisbigliato uf .... perciò io e Birba avevamo come sotto fondo un:
"Uffa uffa .... uf uf ....".
Che potevo dire? Con mio nipote al seguito, lungo la strada principale del mio paesino?
"Tu Tu .... Ciuf Ciuf ...." e bisnonna "Uffa Uffa .... uf uf".
Birba ride divertito e facciamo la strada in fila indiana, carrozzina con bisnonna davanti come locomotiva, io e Birba dietro,
"Ciuf Ciuf .... Tu Tu ...." "Uffa Uffa .... uf uf".
Per fortuna che non siamo a Bologna, ci prenderebbero per matti, ma sai che ghigne fare una cosa così sotto il portico del Pavaglione? Già oggi tra i passanti c'era chi ci guardava perplesso, ma molti sorridevano, mentre chi ci conosceva ci salutava ridendo.
Sono felice, ho ritrovato la sensazione di quando un Birba pigrone si faceva scarrozzare da una soddisfatta bisnonna.

                                                                                                                                                                  Generazioni cosi lontane a spasso assieme facevano fiorire sorrisi a molti passanti, ma da quando siamo tornati dalla montagna Birba ha deciso che è grande  e non richiede più di essere preso in braccio.
Giusto! Quante volte l'ho rimproverato dicendogli:
"Sei un pigrone!".
Le birbe crescono e un po' mi dispiace.
Impasto e schiaccio, schiaccio e impasto, mentre di là lo stridore del coltello con la forchetta accompagnato dagli uffa continua.
Anche in pianura la vita scorre .... Però la montagna mi manca .... Ci saranno ancora le castagne nel bosco? E i funghi?
Impasto e schiaccio, schiaccio e impasto .... e i ricordi affiorano.
Piccole birbe crescono.                                            

6 commenti:

  1. Grazie Patricia, mi piace il tuo blog.

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  2. WWoooWW è un vero piacere leggerti... così semplicemente umana.... contenta di aver incontrato il tuo blog!!!
    Kly

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  3. Ma grazie!!! Kly mi piace la tua bigiotteria, sto cercando una scrittura semplice e leggermente ironica adatta ai bambini e nell'esercitarmi in questo la sto applicando un po' a tutti i miei racconti.

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  4. Hai fatto sorridere anche me... sei speciale ♥♥♥

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  5. Grazie... Sono speciali loro, il connubio nipote e bisnonna.

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