martedì 2 dicembre 2014

Linguaggio da Birba


"Ciao Birba cosa hai fatto oggi a scuola?"
"Ho fatto le cose"
"quali cose?"
"Ma quelle che mi hanno detto di fare!" Chiuso il discorso. Tu nonna volevi sapere di più? Accontentati perché Birba si è già fermato a guardare la nuova vetrina del cartolaio piena di oggetti Natalizi e... aiuto... ci sono anche Tartarughe Ningia, astucci e zaini con l'immagine di Spider Man... Super Aiuto!!! Riuscirà la nostra eroina Super Nonna a togliere il nipote dal vetro e dirigersi verso casa?... Wawww... si sono aggiunti altri amichetti anche loro appena usciti da scuola, mi sa che qui ci mettiamo le radici. E invece no! Il gruppo delle pesti ha deciso che è più bello rincorrersi. Giulive e contente, mamme nonne, segue il branco, approfittando della spinta accelerata dei propri pargoli. Inspiegabilmente raggiungiamo casa e... quando meno te l'aspetti Birba ti racconta che ci sono gli indiani penna bianca e penna nera.
"Davvero?!! Ma che bella storia mi stai raccontando."
"No no, c'è una tenda dove troviamo i messaggi che ci dicono di seguire le tracce e che dobbiamo disegnare, tratteggiare, pitturare... bla bla bla bla bla bla bla...  Ma gli indiani penna nera sono furbi, ma noi penna bianca bla bla bla bla bla". Però! Brave queste insegnanti, sono riuscite a far amare hai propri bambini gli esercizi di prescrittura (nonna felice con un sorriso ebete sulla faccia). Il ragazzo non ha mezze vie, o ti intontisce di bla bla bla, o è conciso, succinto, stringato, super breve ecc.
Siamo in Dicembre, che può fare una nonna che non vuole invecchiare nello spirito? Bazzica nel mondo dei bambini (un po' della mia vita precedente di insegnanti di scuola dell'infanzia mi è rimasta appiccicata addosso), così frequento il gruppo di "Incantastorie" della biblioteca, e mentre scegliamo delle bellissime favole di Natale da leggere pubblicamente, una mamma racconta che la sua polpetta di 5 anni, alla domanda cosa hai fatto a scuola, le ha risposto imbronciata:
"O insomma!!! Non è giusto i piccoli ballano, i 4 anni cantano e io devo parlare e ci sono anche delle parole difficili". Tutti ridono, io la guardo incantata e penso, e Birba? Che parte ha Birba?
Mi riprometto di chiedere, ma quando il giorno dopo lo vado a prendere da scuola, Birba ha in testa solo il basket
“ Tu nonna non entrare nello spogliatoio che faccio tutto io, ci penso io bla bla bla bla…”
Che ci posso fare… mi intorta, così mi dimentico di chiedere, di sicuro ha fatto cose, quali cose non si sa, però sono quelle cose che gli hanno chiesto di fare.
Mentre lui gioca felice e beato, sto proprio pensando a queste cose, quando dei genitori che conosco cominciano scherzare:
“o quest’anno siamo cresciuti di grado, da pecorelle sono diventati Angeli e Birba cosa fa?” Mi chiede una mamma ridendo, e mo che gli dico?
“Boo!!! Non mi ha ancora detto nulla… ma sapete già tutti cosa fanno le vostre pesti allo spettacolo di Natale?” Un po’ sì e un po’ no, menomale che non sono l’unica a non essere aggiornata, molto probabilmente mia figlia, la mamma di Birba, sa, ma con tante cose da dire e fare di questo non abbiamo parlato.
Mi riprometto di chiederlo a Birba al ritorno in macchina.
E così chiusi, dentro il bozzolo confortevole della macchina, avanziamo nelle tenebre di ritorno verso casa e comincia lui:
“E’ notte.”
“Eee già! Ora le giornate fino a Natale si accorciano e il buio arriva presto, ma a proposito di Natale, tu, alla recita, che parte fai?” Lui tranquillo e serafico
“Il narratore”
“ah!... Ma ci sono parole difficili da dire?”
“Dico quello che mi dicono di dire.” come per dire -o bella è così!-
“Ahh!! E cosa devi dire?”
“ C’è grande fermento tra gli Angeli Bla Bla bla…”
“Ah!”
Il narratore… il mio cucciolo è il narratore, ma può una nonna essere più scema di così, mi sto sciogliendo mentre guido, -IL NARRATORE- già me lo vedo che incanta il pubblico con il suo eloquio o sproloquio… Lui è il NARRATORE… Sto già volando anche se non ho le ali, ma il narratore mi tira con i piedi per terra.
“Io sono l’Angelo pensatore… e i pensieri si costruiscono tutti qui e indica la testa.”
“Ma allora i 5 anni sono tutti Angeli?”
“Sì”
“e tutti parlano?”
“Sì”
“Aaa! Ma che bello. Sono proprio curiosa, curiosa di vedervi recitare.” Ma l’Angelo pensatore è già con i sui pensieri tra le nuvole, e io da sola mi do della deficiente, ma perché noi adulti vogliamo che i nostri pargoli siano più speciali degli altri? Per fortuna che nella mia vita precedente ero un’insegnante.




  

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