venerdì 30 gennaio 2015

18) MELISSA E LA NUVOLA


UN CATACLISMA


Quel giorno gli adulti presenti sotto il pergolato della reggia avevano un’aria tesa, Aron era tornato, per informare il padre che bisognava convocare il più velocemente possibile il Consiglio Supremo, una grave catastrofe aveva colpito la terra. Io e Nino ci guardammo preoccupati.
«Su andiamo, non guardatevi così, questi sono problemi da adulti.»  Aron, poi, guardando Nino «Sai ho visto tuo zio è con Ferruccio.» Il mio amico si fece attento, sembrava teso e preoccupato. L’elfo raccontò che Gnò continuava le ricerche giù al lago, ma nessuno sembrava avesse visto o sentito niente. Nino cominciava a sentire la mancanza di questo zio, sempre indaffarato e in giro per il mondo, ma Aron seppe rassicurarlo «Mi ha detto di dirti che tornerà presto con una sorpresa che ti piacerà.» Gli occhi di Nino si accesero «Cosa, cosa?»
«Ho promesso di non svelare il segreto.» Gli occhi gli ridevano
«Aron giuro sul mio onorato cuore che non dirò nulla allo zio.» Nino ritto in piedi si era portato la mano destra sul cuore.
Ma Aron fu irremovibile. «Una promessa va mantenuta e io ho promesso.»
«Ma lui non lo saprà mai.»
«No!»
«E daiii.»
«No no e no!» Aron lo aveva stretto fra le braccia dal didietro e poco dignitosamente cominciò a solleticarlo, Nino ridendo a crepapelle  cominciò ad urlare «Bastaaa bastaaaa.»
«Ti arrendi?»
«Sì.»
«Non vuoi più sapere che cosa è?»
«Sì sì.»
«Siii?»
«Noo volevo dire no.»
«Aaa bene.» Aron lasciò la presa e allungò la mano per stringere quella di Nino come un patto confermato «Pace?»
«Sì pace.» Ma l’elfo prendendo la mano di Nino lo strattonò  e girando velocemente su se stesso lo sollevò facendolo volere. Poppy divertita guardava la scena seduta sul divano, Aron la guardò e sorrise. Nino era in brodo di giuggiole e si mise a sedere barcollando mezzo ubriaco con un sorriso che andava da un orecchio all’altro. Lo capivo. Capivo Nino, anch’ io sentivo la mancanza del chiacchiericcio continuo della zia, anche se per la maggior parte del tempo più che chiacchierare abbiamo sempre battibeccato. Gli incidenti nel mondo Magicogiga, il cataclisma che stava per colpire il mondo che conoscevo, e che qui chiamano Tunturlo, rendevano le nostre giornate non serene come a Campo Verde. Chicco seduto per terra sul tappeto intratteneva Gigaro e loro due sembravano gli unici non particolarmente turbati, per fortuna esisteva la tisana delle cinque che allentava le tensioni! Quella sera gli adulti parlarono prevalentemente del consiglio, che bisognava organizzare. Io spiluccavo la torta in silenzio, tentando di capire cosa dicevano, ma la mia mente tornava sempre alla zia dormiente. Aron che si era seduto vicino a Poppy stava comunicando al padre chi aveva già garantito la propria presenza al consiglio, quasi tutti gli interpellati avevano dato la loro adesione, quando Papaver lo interruppe:
«Và bene siamo in molti, ma che cosa è successo esattamente nel mondo Tunturlo?» Lui la guardò stupito di essere interrotto ma le rispose con garbo.
«C’è un uragano di notevoli dimensioni che devasta la costa dell’America del Nord, una grande  città è in pericolo, potrebbe essere il cataclisma del secolo.» Poppy si accigliò.
Vito chiese con ansia:
«Chicago?»
Questa volta nel sentire il nome della città nessuno rise. Ehloro guardandolo con dolcezza:
«No,no, è una città sul mare, non ti preoccupare, lì è tutto tranquillo.» Mora seduta in mezzo ai due figli più grandi chiese preoccupata:
«Pensate che ci sia lo zampino dei Roliopet?» Ehloro la guardò.
«Probabile, sono così perfidi da considerare più importante il potere economico che il benessere della terra.» Sorseggiava la sua tisana pensieroso «Il nostro pianeta sta invecchiando, ed ha bisogno che tutti noi gli portiamo rispetto, la terra è quella che ci permette di vivere sia di qua che di là.»
Vito ed io ci guardammo, e quasi in coro chiedemmo:
«Ma chi sono i Roliopet?» Aron, voltò il viso verso la poltrona dove eravamo seduti in due, Vito era sul bracciolo:
«Già chi sono? A volte me lo domando anch’io… I Roliopet vivono a Putriferrimus nelle paludi maleodoranti su al Nord. Hanno un aspetto viscido e orribile, sono magri, del colore del petrolio, non hanno padiglioni auricolari ma solo dei buchi ai lati della piccola testa con occhi scavati, le loro gambe secche sembrano quelle di uno scheletro e le loro braccia sono lunghissime, le mani poi sono tutte rugose con due artigli. Sono così sgradevoli che a volte mi domando  se la loro caratteristica, di trasformarsi e assumere le più svariate forme, non sia dovuta al fatto che anche loro fanno fatica a guardarsi allo specchio senza spaventarsi. Sono come i camaleonti se toccano un oggetto o un essere vivente ne prendono le sembianze, proprio per questo riescono a camuffarsi meglio tra i tunturlini. Seminano zizzania con il chiaro intento di far perdere di vista l’obbiettivo più importante per tutti, il bene del pianeta. Forse temono che se tutti si prendono cura dell’ambiente, sparisca il loro maleodorante mondo Putriferrimus. Purtroppo, la terra sta subendo un eccessivo surriscaldamento, e non ha bisogno di essere affaticata con corbellerie dannose che inquinano e modificano l’habitat.» Ascoltandolo mi acciambellai e involontariamente mi appoggiai a Vito cercando protezione “ Si trasformano? Come ci si può difendere da chi si camuffa così? Come si fa a riconoscerli?” Avevo la pelle d’oca, Centaura mi guardò in modo strano, immediatamente mi scostai da Vito. Aron continuò a sorseggiare la sua tisana pensieroso poi continuò. «Anche noi in incognito abbiamo tentato di suggerire diverse soluzioni ai tunturlini, ma facciamo fatica a muoverci nel loro mondo senza che ci considerino gente strana. Il guaio è che non possiamo esporci più di tanto, nel mondo Tunturlo sono conviti che il nostro mondo non esista, e chi sostiene il contrario viene preso per pazzo.» Papaver sbuffando:
«Ma possibile che i tunturlini non si rendano conto di tutto ciò?» Lui la guardò.
«Non sono tutti così cechi, anzi, anche tra loro, ci sono persone coscienziose e intelligenti che si occupano del problema. Alcuni dei loro capi si sono riuniti ed hanno scritto un accordo per limitare i danni del pianeta. Cosa vuoi farci, purtroppo prima non tutti gli stati hanno aderito, poi chi aveva aderito e aveva promesso di fare delle cose non le ha fatte … Insomma non è per niente facile mettere d’accordo tutti e controllare che venga mantenuta la parola data. Hanno bisogno del nostro aiuto, ma noi non abbiamo abbastanza agenti abituati a vivere con i loro usi e costumi.» Aron nel parlare si stava accalorando, il padre lo guardava annuendo «Abbiamo bisogno di elfi, fate e gnomi, che non soffrano troppo della differenza che c’è tra i due mondi, persone magiche che si sappiano inserire senza sembrare strane nelle loro commissioni che lavorino con loro per arginare i danni dei Roliopet e dei tunturlini che per ignoranza rovinano la Terra. Il nostro futuro sono i nostri e i loro giovani.» Indicò noi bambini. Un servo svelto e premuroso gli riempì di nuovo la bella tazza che aveva tra le mani con della tisana calmante, Aron lo ringraziò. L’effetto calmante della tisana sembrava stesse funzionando.
“Cavolo! Se credevano che una pasticciona come me fosse in grado di salvare il mondo stavano freschi!!”
Poppy interruppe il mio pensiero.
«D’accordo, ma ora cosa possiamo fare nell’immediato?» Lui scosse la testa sconsolato.
«Valuteremo nel consiglio insieme agli altri, però ti dico subito una cosa, noi elfi che controlliamo le forze della natura, quando ci sono cataclismi così distruttivi non riusciamo a contrastarli. Un uragano è più facile scatenarlo che fermarlo.»
Poppy annuì e chiese:
«E di ciò che è successo a Melina sapete niente?»
Una guaritrice arrivò correndo trafelata.

«Si è svegliata, si è svegliata, ha chiesto di Melissa!»

4 commenti:

  1. grazie di essere passata da me e di avermi regalato quel bellissimo commeto ... appena riesco ripasso a leggere quel che la mente e il cuore ti dettano ....intanto mi sono aggiunta e sono la numero 18 ... mi piace questo numero ....e me lo sono preso ..... a presto
    giusi

    RispondiElimina
  2. Ahahaha!!! Che simpatica. Grazie numero 18 ogni venerdì pubblico un pezzetto di una favola e come vedi oggi è l'episodio 18, potresti giocarlo chi sa che non ti porti fortuna. Ciao Giusi a presto.

    RispondiElimina
  3. Risposte
    1. Waww, detto da te Nick per me è un complimentone one one. Grazie

      Elimina