venerdì 27 marzo 2015

26) MELISSA E LA NUVOLA

SECONDA PARTE DEL CONSIGLIO

Dopo le premiazioni ci fu un intervallo.
«Beh! Che facciamo?» mi chiese Centaura con la sua bella medaglia al collo, testimonianza che era stata premiata, «Andiamo fuori?»
«No, io resto, voglio sentire cosa  dicono di mia zia».
«Uffa, che barba del negusmago! … Dai usciamo, ce lo facciamo raccontare dagli altri», si imbronciò mentre giocherellava con la sua medaglia.
«No, tu vai. Io voglio sentire … E poi scusa, è il mio primo Consiglio, lasciamelo sentire, no!»
«Sai che pizza.» Sbuffò sonoramente, «Và beh, resto anch'io» si lasciò andare rumorosamente sulla panca seguita da un coro di «Sss!» .
Fu così, che imparammo che del rapimento di Mysotis, non si era scoperto nulla. Forse volevano creare panico tra la popolazione inerme. Aron diede la parola a Ferruccio, affinché  spiegasse all'assemblea che cosa si era scoperto dell’incidente accaduto a mia zia.
Ferruccio si alzò e salendo sulla predella tonda del trono si mise alla destra di Ehloro. Mise i fogli che aveva in mano davanti a sé, questi fluttuarono nell'aria, come appoggiati su un immaginario leggio. Ferruccio  cominciò a leggerli, mentre ruotava lentamente insieme al Supremo. I fogli si ammucchiavano da soli,  una volta letti.
«Elfi, Nani, Fate e Maghi. Sono qui per spiegare gli episodi incresciosi che sono accaduti nel mondo Elfico. Vi voglio tranquillizzare. Il nostro paese è ancora sicuro. La sua entrata, la cascata, continua ad essere la più sicura delle entrate di tutto il Magicogiga. Sono stati cambiati gli incantesimi di protezione. Solo chi possiede la magia giusta, può attraversarla». Non terminò la frase che una voce urlò:
«Sì!!! Sicura… Se le fate e i maghi non smarriscono le proprie bacchette!». Era un elfo dai capelli bianchi e dagli occhi di ghiaccio.  Un brusio di fate e maghi offesi si alzò.
Aron intervenne: «Silenzio! Continua Elfo Ferruccio de Fabbro!». Ferruccio proseguì: «Noi elfi ci scusiamo di non aver saputo proteggere Fata Melina Malus Sylvetris e di non aver prevenuto prima le mosse di quell’essere viscido». Alcuni elfi mormorarono disapprovando.
Aron li interruppe: «Popolo del Magicogiga! Fate continuare il resoconto!»
Ferruccio riprese: «Abbiamo scoperto che un roliopet si aggirava da diversi giorni vicino al lago, con l’intento di carpire il funzionamento di entrata della cascata. Per troppo tempo noi elfi ci siamo sentiti troppo sicuri della nostra magia, tanto da ritenerla invalicabile». Il silenzio venne interrotto da un vociare concitato. Alcuni elfi si erano alzati in piedi urlando e agitando le mani in direzione di Ferruccio. Devo ammettere che in quel momento non mi sembrarono così saggi e distaccati, come credevo fosse tutta la loro categoria. Dall’altra parte Fate e Maghi mormoravano indispettiti.
Aron picchiò un martelletto su un immaginario ripiano e il suono arrivò nitido alle nostre orecchie.
Ferruccio continuò: «Ci siamo sentiti così sicuri che da troppo tempo vige la regola di cambiare la formula di entrata una volta a settimana. E’ stato da parte nostra un grave errore, che non si dovrà più ripetere. Questo ha permesso al nostro nemico di entrare».
Fate e Maghi annuirono, ma un grido si alzò:
«Basta! La formula di entrata deve essere conosciuta solo dagli elfi!» Un coro di assensi e disapprovazioni si alzò dal Consiglio.
Guardai mia zia. Mi sembrò indignata, ma molto sicura. La cosa mi stupì. Qui, nel mondo Magicogiga, scoprivo una zia molto diversa dall'Agnese che conoscevo.
Aron stava per richiamare tutti al silenzio, quando Ehloro in persona intervenne con voce tonante:
«Vergogna! Non si mette in discussione ciò che è stato deciso quando si sposò Arturo Quercus ».
Nel sentire il nome di mio padre mi agitai, “Che centra mio padre? Che gallina mi becchi se mi sposto da qui. Voglio capire perché una parte degli elfi ce là con lui”.
Ferruccio riprese a parlare con più fervore:
«Il consiglio non è qui riunito per discutere ciò che è stato deciso in passato, ma per capire perché il Roliopet, che sotto interrogatorio ha detto di chiamarsi Disturbino dei Disturbini, sia entrato in incognito nel nostro paese e abbia poi aggredito la nostra piccola Melissa Malus Silvestri Quercus. Inutile dirvi che Disturbino, nonostante sia stato lungamente interrogato anche sondando la sua mente, non ha detto null’altro che il proprio nome. Ora sorge un’altro interrogativo, chi ha fornito al Roliopet l’informazione e l’insegnamento elfico per chiudere la mente? Stiamo indagando anche su questo, se qualcuno ha informazioni o sospetti utili, lo comunichi all'ufficio investigativo elfico del corpo dei Regi Elfi.
Noi tutti dobbiamo ringraziare il primo regio elfo Aron de Ehloribus e fata Poppy Papaver, per quel loro tempestivo intervento che ha permesso la cattura di Disturbino dei Disturbini, ed ha evitato il peggio.
Stiamo ancora indagando sul perché il Roliopet volesse aggredire una bambina.
Voi sapete che i Roliopet non possono vivere più di una settimana lontani dai loro acquitrini, perché la loro pelle si secca. Ormai sono passate tre settimane e lo stato di salute del prigioniero è pessimo, ma continua a tacere.  Ieri gli abbiamo permesso di detergersi in un bagno di petrolio per mantenerlo in vita». L’assemblea mormorò di nuovo. «Popolo di Magicogiga, non è da noi togliere la vita a chi che sia. Il prigioniero non è più in grado di nuocere. Ora la formula di entrata viene cambiata ogni minuto, e inviata telepaticamente a chi si avvicina alla cascata, col permesso  di questa assemblea di entrarvi. Se il soggetto in questione manda un segnale di pericolo, automaticamente si interrompe il messaggio. Questo permette a noi agenti di essere avvisati del pericolo e di intervenire con più tempestività per soccorrere l’aggredito».
Un coro di approvazione generale permise all’elfo di concludere con dignità il suo intervento. Ringraziò per l’attenzione e scese dalla predella circolare, che si fermò dove Ferruccio aveva il suo posto a sedere.
Io pensai ad Isotta, “Ferruccio doveva menzionare anche la mia gatta. Se non fosse stato per il salto mirabolante con cui ha graffiato in viso la finta fata, nessuno avrebbe capito che era un Roliopet.” Mi sentii sfiorare le gambe. Isotta non so da dove era arrivata, ma era lì che si strusciava nelle mie gambe, facendo le fusa, come se avesse percepito ciò che pensavo.
Il primo regio Elfo Aron Ehloribus prese la parola:
«Al consiglio è permessa una pausa di mezz'ora, poi si discuterà l’ultimo dei punti in scaletta per oggi, l’uragano Filiberto, che sta per investire per la seconda volta una città sulla costa nord-est dell’America. Noi tutti sappiamo quali catastrofici risultati ha lasciato in questa costa quello precedente. Questa volta pare sia ancora più potente, perciò vi prego di non tardare nel tornare in consiglio, in quanto la seduta si presenta lunga e di difficile soluzione».
Uscii da quella sala a forma di uovo insieme a Centaura, frastornata e silenziosa, con Isotta che mi marcava stretto.
«Che c’è?» mi chiese Centaura.
«Perché voi elfi, ce  l’avete con le Fate e i Maghi?»
«Oooh, io non ce l’ho proprio con nessuno. Non ti so spiegare perché alcuni urlavano così» mi disse imbarazzata, ma io continuavo a guardarla dritta negli occhi aspettandomi una risposta vera «Uffa Melissa, non guardarmi così, non è colpa mia se qualche elfo crede che la magia delle Fate e dei Maghi sia inferiore alla nostra!»
Non tornai per sentire il resto del consiglio e fu un bene, perché Chicco seppe farmi ridere e scordare il disagio provato  nel sentire quelle voci rancorose e arrabbiate nei confronti delle Fate dei Maghi e di mio padre. Mentre mangiavo nella grande cucina della reggia insieme a miei amici, Chicco si esibì in una delle sue più esilaranti imitazioni degli elfi più arrabbiati, e, assumendo un’aria altezzosa, esordì con voce strana, direi quasi canina:
«Bau Bau Bu, anche noi elfi ci possiamo Bau arrabbiare Bu Bu, ma restiamo pur sempre molto dignitosi Bu bu bau e distinti Rrrauu bu bu» poi accennava ad un colpo di tosse «Bu Bu Bau». Continuò a parlare l’abbaiese, come lo chiamava lui, per tutta la giornata.
Alla fine ci aveva un tantinello stancato e Allo lo minacciò:
«Se continui ad abbaiare ti chiamerò Fido».
Vito rincarò la dose: «Sì, a cuccia Fido, vuoi un biscottino?»
 Lo scherzo gli si era ritorto contro. Chicco smise di parlare abbaiese perché -Il gioco è bello quando è corto-.
Il giorno dopo davanti ad una abbondante colazione non bruciacchiata  chiesi a mia zia, perché alcuni elfi fossero così duri nei confronti delle Fate e dei Maghi, e cosa centrasse mio padre con la cascata.
«Ma che vuoi che sia,» fu la sua serafica risposta, mentre si piluccava le dita sporche di marmellata «sono i soliti fanatici. Prima che tuo padre sposasse mia sorella, tutti gli altri abitanti del mondo Magicogiga non entravano dalla cascata se non accompagnati da un elfo. Dal momento che Melania era diventata la moglie di un elfo, bisognava darle il permesso di entrare e uscire dal regno elfico con più facilità.
Fu il primo passo per cambiare delle abitudini.
Piano piano, tramite Melania e Arturo, impararono a conoscerci e a frequentarci.
Fu così che gli elfi, che sono sempre stati molto chiusi e isolati, capirono che è l’unione che fa la forza. Per esempio una volta gli agenti in borghese erano solo elfi. Oggi ci sono anche altri personaggi del mondo Magicogiga. Oltre a Melania si è creata la necessità di permettere di entrare nella cascata anche chi aveva queste mansioni e altri incarichi».

La zia mi raccontò anche con un certo orgoglio che il Consiglio era riuscito, unendo tutte le forze, a trovare una soluzione per declassare l’uragano Filiberto, dalla classe 5, che è molto distruttiva, alla classe 1.

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Ma grazie Olgica, ormai sono alla fine :)))

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  2. Credimi Annamaria mia, quando ti leggo io non so mai e il dubbio resta per un pochino di tempo se, parlo con te in persona o con una fata, un elfo , un qualsiasi personaggio di fantasia che i tuoi post raccontano. Tutto così minuzioso, preciso, tutto calza a pennello , si incastra, ti prende , ti porta e tu navighi lontano con la fantasia.
    Ma come potrò mai ringraziarti?
    Per ora con un grosso bacio!

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    1. Grazie Nella, anche da parte di Melissa, ci hai fatto un bellissimo complimento. Vado a letto felice, mentre la mia mente è già da un po' in fermento e subbuglio, nel riprendere in mano questo racconto finito da tempo, mi sono venute altre idee per scrivere un secondo libro con un seguito, ma ci vorrà tempo, molto tempo per creare qualcosa di leggero, un po' ironico, un po' pedagogico e con un senso. Peccato non abbia ancora trovato un illustratore e qualcuno veramente interessato ad una pubblicazione. Un grosso bacio anche a te, da parete mia e di Melissa.

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