mercoledì 18 marzo 2015

LE SINAPSI impertinenti


LE MIE SINAPSI impertinenti

Qualche giorno fa ho letto in un blog, le cinque cose che più davano fastidio all'autore nella scrittura e ad altri chiedeva quali fossero le loro.
Oggi le mie sinapsi sono in fermento e viaggiano alla velocità della luce e se non scrivo mi sfuggono e ciò che ne scaturisce casca nel dimenticatoio.
Che cosa sono le sinapsi? Hanno a che fare con i nostri pensieri gli impulsi e i collegamenti che fa il nostro cervello che a volte sembrano nascere senza senso.
Che centra con il post incriminato, centra, perché le me sinapsi sono passate da lì per poi andare al corso di formazione per lettori volontari “Nati per leggere”( se volete saperne di più c’è il sito), che ho cominciato sabato.
Il relatore Alfonso Cuccurullo ha accennato nel suo intervento, alle sinapsi del bambino a  livello celebrale, a quel punto è da sabato  che le mie sinapsi vanitose si sono montate la testa e sono come palline impazzite, che si sfiorano provocando scariche che mi accendono lampadine, mi portano a riflettere sul mio blog, sulla mia infanzia, confrontandola con quella delle mie figlie, concludendo con quella di mio nipote; poi queste (le sinapsi) si riaccendono e mi portano alle cinque parole, che credo di aver letto che girano in twitter, sbarcate su blog per descriversi, poi apparse come spunto di riflessione su ciò che non piace, a cui hanno risposto altri, da me trovate anche nel libro di Alessandro D’Avena “Ciò che inferno non è”, le parole del suo personaggio sono: vento, luce, ragazza, silenziosamente e benché.
Questo numero “cinque” mi frulla nel cervello, ma le scariche delle sinapsi mi comunicano che forse non dovevo mettere le virgolette.
Non sono così acculturata, provengo da quella generazione che ha visto da bambina la trasmissione “Non è mai troppo tardi” che insegnava a leggere e scrivere a tanti adulti, e mai e poi mai un insegnante deve dare per perduto un bambino, un ragazzo, un adulto, la vita sempre modifica e insegna, perciò non sono per nulla mortificata di non sapere usare correttamente una stragrande maggioranza di cose; queste mie non competenze non mi fermano nel continuare a scrivere e fare ciò che mi diverte per il gusto di farlo (Non so se il punto e virgola è nel posto giusto ma fa lo stesso).
Non è irriverenza la mia è che sono proprio così, che faccio?
Mi butto nella spazzatura?
No, mi amo e mi tengo così.
Per fortuna in rete esiste chi come l’autrice del post, fa appunti che mi aiutano ad apprendere e correggere le mie manchevolezze.
Quando sono uscita dalle scuole medie, nel 1966, senza fama e senza lode, perché presa da una adolescenza sognante che non mi faceva concludere gran che, sono andata da sola (e qui ripensando al percorso delle mie figlie che ho sostenuto in  questo passaggio, mi dico brava) a scegliere la scuola, la mia scelta è stata: in questa scuola non c’è lingue straniere (ora sono pentitissima),  dura solo tre anni, è la mia; a 13 anni le priorità erano quelle.
Per fortuna ho scelto la scuola che era davvero nelle mie corde e che mi ha fatto lavorare con molta passione, sono un insegnante di scuola dell’infanzia ora in pensione.
E qui le mie sinapsi dopo aver fatto un giro contortissimo, mi suggeriscono di scrivere qualcosa sulle cinque parole, ma poi mi mandano alla ricerca di ciò che più mi piace e non ciò che non mi piace, poi si rincontrano e rimandano a ciò che ci ha raccontato Cuccurullo al corso Nati per leggere: la lettura  precoce ai bambini agisce positivamente sul cervello del bambino ed è molto importante nei primi tre anni di vita. La madre di tutte le letture che è simile alla musica con ritmi e silenzi, è la filastrocca.
Ma torniamo alle sinapsi, Cuccurullo nella sua lezione ha saputo rendere bene il funzionamento collaborativo delle sinapsi con questo episodio che le era successo: un bambino alla fine di un suo racconto in cui c’era un lupo vecchio, gli chiede “Lo sai che mio fratello ha perso un dente?” Uno pensa che centra con il racconto? Il collegamento che aveva fatto il bambino era: il lupo è vecchio, sarà senza denti, da qui la storia del dente del fratello. Bene, io sono in questo momento come quel bambino, ho delle sinapsi impazzite che mi mandano tanti segnali che sembrano senza senso, invece loro mi stanno indicando tante vie di soluzione del problema che mi assilla, il mio blog.
Ma le sinapsi birichine non stanno ferme e tornano al corso. (Si può cominciare una frase con il “ma”?)
A 1 mese le sinapsi del bambino,  sono poche e ramificate, fate conto di racchiudere dentro ad un cerchio tanti puntini che si possono unire con un filo e su quel filo scorrono scintille che attivano immagini, odori, movimenti, sono collegate ai bisogni fisici e assieme collaborano, un puntini dice ho fame, l’altro manda un segnale che comanda di piangere.
 A 6 mesi il bambino vede meglio comincia a vocalizzare, es. finisce il suono finale della parola.
A 2-3 anni è una esplosione di sinapsi e di collegamenti è un giardino rigoglioso, ma il cervello comincia a potare ed eliminare ciò che crede superfluo. Non muoiono i puntini o neuroni ( non so il termine medico giusto) ma si bloccano se non utilizzati.
Ma dove cavolo voglio arrivare??? Che centra il mio blog? Che centrano le cinque cose che non mi piacciono o mi piacciono nella scrittura?
Vi sembra tutto poco capibile e complicato? Non chiaro? Non scorrevole? Mancano collegamenti e spiegazioni?
Sì!
Perché questo è il percorso pazzerello delle mie sinapsi che non hanno una logica apparente e si muovono sconclusionate.
Leggere al bambino in età precoce aumenta la sua capacità di interpretare meglio la realtà e di sviluppare più competenze, ha nella sua memoria più possibilità, più vie per risolvere i problemi.
Un bambino che ha un buon linguaggio rispetto a quello che è attratto solo dal movimento ha tante opportunità in più, la lettura fatta ai bambini già in età piccolissima aiuta la formazione di queste benedette sinapsi a livello cerebrale, più stimoli più sinapsi, queste offrono più mezzi per risolvere un problema, rispetto al bambino che non possiede un lessico e si esprime con il corpo, che agisce per istinto (mi difendo con il corpo, conquisto con il corpo); qui le mie sinapsi mandano scintille e mi suggeriscono che dopo la parola parlata, c’è la parola scritta e mi distraggono andando a settembre quando la Birba di un nipote andrà in prima elementare, ma con un imperioso:-Ssss! Le metto a tacere.
Più sinapsi si creano meno si corre il rischio di un vuoto emozionale, ci si accorge degli altri, delle tue e delle loro emozioni, si collabora.
Le parole permettono di relazionare e risolvere al meglio i conflitti.
 Bisogna curare sempre le proprie sinapsi anche da adulti aggiornandosi, leggendo, scrivendo, collaborando ecc. ecc. ( Ho optato per gli ecc. invece dei puntini per evitare un singhiozzo fastidioso).
E qui entro finalmente in ballo io. Che ci sto a fare io qui con un blog?
Ecco che tutto questo sconvolgimento cerebrale di questi giorni mi apre la strada.
Non so un fracco di cose sullo scrivere bene ma vivo bene le mie mancanze, ne ho tantissime anche in altri campi, perché non tutto si può sapere, ma ci si può informare leggere imparare.
E queste benedette sinapsi che mi ha raccontato Cuccurullo che vi ho frammentato e propinato a dosi per tutto il racconto, perché le ho tirate in ballo?
Ma a me, chi me le muove e le accende le mie sinapsi?
VOI dei vari blog che seguo, i libri che leggo, i miei interessi, le persone a cui voglio bene e quelle che mi fanno incavolare.
Per cui grazie a chi scrivere di scrittura, di libri per bambini, di arte, di poesia, di creatività, di scienze, di spiritualità, di esoterismo, di musica, di ambiente, di genitori in difficoltà, di genitori felici, di informazioni curiose, di discussioni… (qui mi sono scappati i puntini).
Sul blog mi sono posta queste domande:
Mi diverto? Sì.         
Mi offre stimoli? Sì.
Le risposte che mi sono data valgono di più della paura di fare delle figure del cavolo che si possono fare per incompetenza? Sì.
Perché? Perché a 63 anni voglio ancora mettermi in gioco e migliorare.
Non importa quanti mi leggono, certo che se leggono mi fa piacerissimo, ma non mollo una cosa che mi piace perché non può piacere ad un’altro.  
Ecco perché le mie sinapsi erano agitate, perché mi pongo sempre domande che mi mettono un po’ in crisi, ma dei miei dubbi negli anni ho imparato a trarne vantaggio, mi occorrono per capire cosa sto facendo e aggiustare il tiro, valutare i pro e i contro.
Conclusione, ma chi se ne frega se ciò che scrivo non è correttissimo o non dovesse piacere, l’importante è che abbia divertito me nello scriverlo.
Io continuo coi mie tempi, i miei spazi, senza stressarmi col dover pubblicare per forza, ma solo quando ho idee impellenti che mi frullano per la testa, come in questo caso, e soprattutto quando ho un attimo di solitudine e pace casalinga intorno a me.

Spero, con questo racconto sconclusionato, e dopo aver menzionato per ben 24 volte la parola sinapsi, escluso il titolo, di avere per lo meno reso l’idea di come funzionino e dell’importanza di curare sempre il giardino che c’è nel nostro cervello. 

10 commenti:

  1. Solo 24 volte? Nella parte finale del post avevo l'impressione di averla varcata da un po' quella soglia ^_^
    Comunque hai scritto davvero un bel racconto stile "flusso". E in più hai citato un anno anche per me importante: nel 1966 entravo in prima elementare *_*

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    1. Bellissimo! Sta danzando! "Stile flusso" mi piace troppo :)))

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  2. Le tue sinapsi hanno sinapsato alla grandeeeeeee! Non si può dire sinapsato? Beh, nemmeno la mia cultura è granché, anzi ne ho meno di te ;D
    Ma a parte che tu scrivi molto bene... (il ma si può mettere all'inizio, l'ho scoperto dopo una ricerca fatta per il mio libro :D ), sinceramente penso che nemmeno lo scrittore o il blogger più bravo del mondo possa piacere a tutti. Per me lo scrivere, come il blog è questione di passione, fervore, gioia, ispirazione e... sinapsi ;D Non cultura o perfezione grammaticale e di punteggiatura... sai che noia? Fai benissimo a metterti in gioco perchè secondo me si impara proprio "giocando"!!! E io, come altri ti leggeremo sempre supervolentieri.
    Un abbraccio grande! :D

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    1. Mitica e deliziosa Vivy, anch'io guardo i tuoi video molto volentieri, dai sinapsiamoci insieme :)))

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    2. siiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!! ahahaha!! ;D :D

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  3. Da sinapsi in sinapsi mi sono persa, ma certo questa tua riflessione merita essere nominata Top Of THe Post della settimana scorsa → http://tucc-per-tucc.blogspot.it/2015/03/tuttopertutti-top-of-post-16-marzo-2015.html.
    Bravissima Anna Maria, adoro il tuo stile!
    Kly

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    1. Ciao Kily... ti giuro che sono rimasta senza parole da scrivere dalla sorpresa, GRAZIE... Le mie sinapsi stanno danzando freneticamente felici ;)))

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    2. Scusa Kly, dalla felicità ho sbagliato a scrivere il tuo nome, noncelapossopropriofare :)))

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    3. Tranquilla!! da tutta la vita mi sbagliano il nome, mi chiamo Clizia immagina tu quante storpiature. Ho adottato Kly per comodità, visto che mio papy mi chiamava così, ma... Comunque la nomination è per un lavoro veramente fantastico che fai sul tuo blog!! Ripeto, i tuoi aneddoti quotidiani sono degni di nota e infatti ho scritto che sono i miei favoriti!! Una iniziativa carina per far conoscere blog che meritano come il tuo!!
      Buon Lavoro!!
      Kly

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    4. Grazie, credevo che kly fosse uno pseudonimo, invece scopro che è un abbreviativo affettuoso del tuo nome e lo trovo molto simpatico. Ancora mille grazie, e buon lavoro anche a te.

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