lunedì 6 luglio 2015



COME UN CALDERONE STREGATO

Pezzi della mia storia sobbollono piano, dentro ad un enorme calderone da strega.
Sono i pezzi che dovranno formare il continuo di MELISSA E LA NUVOLA, non ho ancora pensato a quale sarà il suo titolo, per ora la chiamo semplicemente, storia.
Ogni tanto scoppia una bolla nel liquido denso, la rigiro senza assaggiarla, poi l’abbandono a se stessa nella speranza, che i pezzi magicamente si mescolino con i giusti ingredienti, quelli che insaporiscono ma soprattutto uniscono e rendano il tutto appetibile, gradevole.
Il problema è che per ora, non ho voglia di cucinare, così non mi preoccupo troppo di cosa  mettere per unire e rendere appetibile l’intruglio.
So che non è il giusto modo di procedere, e faccio propositi tutte le sere per il giorno dopo, ma il giorno dopo mi perdo in mille faccende giornaliere.
Intanto l’intruglio sobbolle e quando un PLOP di una bolla esplode e con i suoi effluvi non ancora troppo gradevoli, richiama la mia attenzione, inforco gli occhiali per controllare.
So che nel momento in cui vi metterò seriamente le mani, diventerà una droga e passerò notti insonni a cucinare come una assatanata, e la passione per quello che sto facendo mi prenderà, mi conosco non ho mezze vie, forse è proprio per questo che temporeggio, aspettando il momento giusto.
Non è positivo tutto ciò, però l’idea dell’impalcatura nella mia mente c’è da tempo, da prima che MELISSA E LA NUVOLA fosse scritta.
Ogni tanto mi scattano idee balzane che mi fanno scrivere ovunque mi trovi, al parco con il nipotino che  gioca con gli amici e bisnonna Uffa al seguito, o mentre faccio la fila dal dottore.
Una volta a casa le butto dentro al resto, lasciando decantare il tutto.
Ho sempre un libricino con me, è un libricino nero acquistato in un negozio di articoli giapponesi, in via Ugo Bassi, nella mia città natia, Bologna.
Il libricino nero ha sostituito chi lo precedeva perché saturo di scribacchiamenti vari, anche negli spazi più piccoli, anche lui rigorosamente nero.
Dove avevo comprato il vecchio diario, compagno e complice di mille idee, alcune, anzi molte, ancora da aggiustare e utilizzare, mi avevano detto che è il tipo di diario,  usato per gli appunti dai giornalisti, perché piccolo maneggevole e perciò facile da portare.
Questo forse avveniva in un era, dove non cerano le corbellerie tecnologiche odierne, o almeno credo.

Quadernino vecchio, saturo e con l’elastico ormai andato




Nel negozio giapponese, dove ho fatto il nuovo acquisto, mi ci ha portato la necessità di sostituire il ventaglio ormai ridotto maluccio dell’estate trascorsa.
Da giovane mi sarei vergognata di portare dietro un attrezzo simile, ora non mi interessa più, e godo del suo sollievo quando ne sento il bisogno.

Ecco il famigerato attrezzo per donne non più giovani



Soddisfatta dei miei acquisti sono tornata a casa convinta che un quadernino così comprato, da chi reputo,  abbia nel DNA l’arte, come i giapponesi, non può che essere di buon auspicio e non mi può portare altro che bene.

Quaderno nuovo



Mio nipote intanto quando lo ha visto, ha deciso di inaugurarlo così,



gliele do’ sempre tutte vinte, in questo caso però ho scoperto che tutte le volte che lo apro, mi scatta anche un moto di commozione.
Questo acquisto sta diventando il mio fedele Quadernino affettivo, la mia copertina di Linus.
Intanto recluto idee, è come se stessi comprando il materiale che mi occorre per costruire una bella casetta nel bosco, e lo porto a casa, stivandolo per quando comincerò sul serio a tirami su le maniche e finalmente costruirò le fondamenta. 
Ci vuole tempo, ma non certo “dai tempo al tempo” ora devo cominciare a riordinare, ma soprattutto è proprio ora che ci aggiunga voglia e metodo, molto probabilmente sono questi gli ingredienti giusti che occorrono al calderone stregato.
Non ho perso la speranza che l’intruglio si trasformi in un’ottima pozione.

5 commenti:

  1. Beh bello il tuo quadernino nero... Anche con la molla rovinata, non importa, l'importante è che non si perda mai e che contenga idee, pensieri, appunti e ispirazioni... Quanto al ventaglio... Beh, anch'io lo uso, ho 25 anni :) ma lo uso già da 5 o 6... Beh si, non sono mai stata giovanissima, dentro...

    Maira

    PS. Mi accorgo ora che non mi arrivano sempre i tuoi post nell'elenco di blogger, porca miseria :(

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    1. Vero anche lui resta la mia copertina di Linus. di cui non potrei fare a meno, anche perché dentro ci sono già tanti pezzi, che al fine della storia occorrono.
      A proposito del ventaglio non credo certo che tu sia vecchia dentro anzi, un po' ti conosco da ciò che scrivi, sei semplicemente concreta e badi all'utile e non alle panzanate.
      Un bacione piccola e concreta e dolce Maira.

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  2. Con un quadernino così, non può che uscire una storia fantastica!
    Non vedo l'ora di leggerla!

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  3. Ahahahah!!! lo spero, però come vedi mi perdo in baggianate, come se ciò su cui scrivi contasse al fine della storia. Oggi però ho preso il via e dal niente, proprio su una piccola baggianata. sto scrivendo pagine su pagine, sul potere dell'amicizia positiva. O almeno spero....
    quando avrà decantato un po' anche quello che ho scritto oggi, deciderò se mi piace o no.
    Ciao Reggiocanadese ^__^

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