venerdì 14 agosto 2015

LA FALENA





SULLA SCIA DEI MIEI DUE ULTIMI POST
(Con foto e finale a sorpresa)


La simpatica Giusy,  del blog Semplicemente Giusi commentando il mio post "Una farfalla tra i capelli" mi ha mandato questa curiosa e corta poesia, di K. Gibram, che sembra caschi proprio a fagiolo con gli animaletti incontrati negli ultimi giorni, nella casa sperduta in mezzo al bosco:



La farfalla che svolazza
intorno alla lampada,
finché non muore,
è più ammirevole,
della talpa, che vive,
in una galleria oscura.


Il concetto lo condivido appieno, meglio vivere intensamente e alla luce, che in solitudine e al buio.  Questa corta poesia però, mi ha fatto riaffiorare ricordi infantili ormai sepolti.
Io non ho conosciuto i miei nonni, sia materni che paterni, i miei genitori, erano i figli più piccoli di una famiglia numerosa e quando sono nata io, non erano più giovanissimi. Però sono stata circondata e amata da molti zii e zie, che durante i mesi estivi mi ospitavano in campagna, mentre i mie genitori lavoravano, avevano un negozietto a Bologna, una latteria.
Tutto ciò mi ha permesso di assorbire e vivere diversi modi e routine delle varie famiglie.
Una mia zia acquisita, aveva un papà anziano che abitava nella grande casa colonica con loro, io lo reputavo nonno a tutti gli effetti, e lui mi chiamava affettuosamente Parpaia. 
In dialetto modenese la Parpaia, è la falena, la farfalla notturna che gira intorno alla lampadina. 
Io non ne ero molto felice di questo soprannome, perché la falena, tra le farfalle, non è certo la più bella, però capivo che la similitudine era azzeccata.
Ero una bambina magrissima, e non certo bella, in movimento perpetuo. 
Quando arrivavo là, nella casa colonica piena di gente ( tre zii con relative famiglie, di cui 5 cugini, 3 maschi, e 2 femmine), io abituata alla solitudine in un piccolo appartamento di città, diventavo iperattiva e molto spericolata.
L'euforia mi trasformava in una bambina distratta che si faceva male in ogni dove, e così a turno, tutte le estati c'era una zia o uno zio che mi doveva portare dal dottore per mettermi dei punti, in un sopracciglio, in un piede, in un ginocchio...
La prima volta che mi misero dei punti, fu nel sopracciglio, volevo far vedere a un mio cugino, che sapevo fare delle capriole mirabolanti e caddi dal letto.  I letti una volta erano altissimi, mi ricordo che anche le mie zie sedute non toccavano con i piedi per terra.
Quando mi riportarono a casa, i miei genitori ci vennero incontro alla stazione di Bologna, io che non li aspettavo lì, sulla pensilina, gli corsi incontro felice, gridando come se fosse una novità spettacolare "Guardate, guardate, ho dei punti su un occhio!"
Avrò avuto all'incirca 5 anni, mi ricordo ancora i passanti che mi guardarono ridendo, e solo in quel momento realizzai che forse non era una bella novità, però i loro sguardi ilari, non guastarono la felicità di riabbracciare i miei genitori.
Così questa poesia mi ha riportato alla memoria uno dei miei soprannomi di quando ero bambina, Parpaia. Gli altri erano, "La fiola dla latera", la figlia della lattaia, e "la bolognese", perché mi aggiravo ospite, in quel di Modena, Mantova e Sestola.


Perdindirindina!!! Questa falena ieri sera era sullo specchio del mio bagno, felice l'ho fotografata pensando al post. Meravigliata mi sono stupita che non fosse marroncina e anonima, ma bianca con il contorno marroncino, e ad ali spigate, bella. Così stupita sono andata a vedere in internet e... Perdindirindina, Perdindirindà!.. E' un parassita del bosso. Io ho una siepe di bosso davanti casa.
Questa farfalla notturna, si chiama Piralide del bosso, ed è arrivata in Italia, dalla Cina nel 2011. Ora capisco le foglie gialle e sofferte, sotto la mia siepe.
Anche di questo devo ringraziare Giusi, che con la sua poesia mi ha suscitato un ricordo, che mi ha fatto scrivere questo post, portandomi a fotografare una falena e a cercarne il nome.
Perdindirindina, Perdindirindà!!!
Ora devo cercare il prodotto per debellare la malefica falena cinese.



6 commenti:

  1. lo vedi perchè si è posata da te la farfalla?? perchè sei troppo dolce .... che bello leggere questi tuoi ricordi teneri e dolcissimi ...pensa cosa riesce a scatenare una frase , un avvenimento |!!!! bellissimo .. grazie ancora di tutto e anche dell'importanza che mi riservi... e ... volevo dirti a riguardo i nostri dialetti sono simili anche mia suocera chiamava le farfale ... parpaie ... me lo hai fatto ricordare anche tu ......ciao Parpaienna !!!
    buon ferragosto ...noi vedremo come ci organizzeremo per trascorrere questi giorni ... di solito vado a raccogliere more ... se il tempo permette lo farò anche quest'anno sperando che questa arsura non le abbia tutte bruciate .... bacioni
    giusi

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    1. Ciao Giusi, per il tenera e dolce, ma ti posso garantire che finiti i ricordi, torno ad essere la solita rompente Anna... Ahahahahah... povera famiglia che mi deve sopportare.
      Domani se non piove come promette il meteo, vado a more anch'io, però quest'anno sono un po' secchine davvero, qui da me sono venute prima e in più sono piccoline... provo a cambiare sentiero, chissà!!!
      Buon ferragosto a te e famiglia.

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    2. ma hai visto le parpaie che ti ho mandato??? hai perso la mail??? cercala!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ciaoooooooo

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    3. Ma non sono parpaie, sono bellissime farfalle... Giusi dalle tue mani delicate come farfalle, nascono cose bellissime.

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  2. Mi hai emozionata davvero! Splendidi ricordi, grazie per averci reso partecipi.

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  3. Grazie Rosalba, per il complimento e per essere passata da qui.
    E' un ricordo piacevole della mia infanzia, che mi ha riportato ad un tempo lontano e molto diverso dalla realtà attuale.

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