lunedì 21 settembre 2015

ECCO LA RISPOSTA




ALLA MIA DOMANDA DELL'ALTRA SETTIMANA
PER I CURIOSI CHE SONO PASSATI DA QUI

L'altra settimana ho trascritto in un post una poesia trovata in un libro (cliccate QUI se volete leggerlo), senza dirne il titolo, il libro è La montagna incantata di Thomas Mann.
Chi lo ha letto sa, che il suo personaggio principale è un giovane semplice, ma simpatico, di nome Hans Castorp, o per lo meno così lo presenta l'autore. A mio parere questo giovane così semplice, semplice, come ci vuol far credere l'autore non è, io lo vedo curioso, molto curioso, amante dell'agio che si lascia un po' circuire dalle circostanze.
Mannaggia a me e a quando mi sono imbarcata in questa impresa cervellotica, perché non ho la competenza ne i mezzi per spiegarvi di quanti temi, considerazioni e riflessioni sfiori l'autore, tramite il suo personaggio, condendoli con un leggero strato di ironia, solo per darvi un'idea: anatomia, fisiologia, patologia, farmacologia, botanica, radiologia, musica, psicologia, biologia, meteorologia, occultismo, filosofia, teologia, politica, ecc.
Comunque eccovi la risposta, la poesia che ho trascritto, viene suggerita in una seduta spiritica da Holger, uno spirito evocato dai partecipanti, che sostiene di essere stato un poeta, e alla domanda se poteva raccontare una sua poesia, lo spirito scrive sul tavolino dove vi erano delle lettere, il brano che ho trascritto. 
Quello che sommariamente, per ora, mi è rimasto di tutto il tomo, perché ritengo che sia un libro che richieda più di una lettura per poterlo apprezzare appieno, non sono di certo gli ingarbugliamenti filosofici tra il simpatico personaggio di Settembrini e Naphta, che possono far confondere anche il più satanasso dei lettori, fondamentali però al fine della storia, ma è il tempo e tutte le considerazioni su esso, fino ad arrivare alla fine del romanzo in cui si respira il cambiamento di clima generale, come se l'aria di quel posto incantato ne fosse stata contaminata.
L'animosità, l'irascibilità, la paura, infetta tutto e tutti e porta tempi cupi dove aleggia il mal contento, dove il sentimento della rabbia serpeggia indisturbato, apoteosi e preludio di quel tempo storico.
Rimando, chi ha voglia di avere notizie più dettagliate e curiose di questo cult classico, ad un post di Glò la mia libreria, che trovate cliccando QUIlanostralibreria.blogspot.it/2015/04/glo-thinking-hans-castorp-e-la-musica.html.

11 commenti:

  1. Cara Anna Maria, ti ringrazio per la citazione del mio post, lo ripeto, un vero onore *_*
    Hai descritto in questa tua riflessione - a mio avviso - l'anima del romanzo, un libro complesso, da rileggere nel tempo, verissimo. Ma quello che hai colto è davvero l'essenza ;) Condivido tutte le tue parole!
    Io spero che La montagna incantata possa rapire moltissime altre persone, perché è vero cult del primo Novecento, e, di quegli anni, ci racconta l'aria che si respirava!
    Un caro saluto e alla prossima ^_^

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  2. Ciao Glò, felice che giudichi le mie percezioni giuste, quando ho scelto il libro da leggere, ero stata colpita dal titolo...io passo gran parte dell'estate nella mia casa sperduta in mezzo al bosco perciò in un ambiente montano e, come carattere, nonostante l'età, mi lascio incantare molto facilmente.

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  3. ma UFFA non mi ha accettato il commento .....
    bellissimo questo libro deve esserci nella biblioteca di mio figlio ... anche lui mi a sempre consigliato ... il tempo lo troverò ....intanto lo custodisce la polvere ....un abbraccio

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    1. Ahahahah! Ciao simpatica Giusi, potrebbe essere stato lo spiritello di Holger che ti faceva dispetti ;)))

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  4. La montagna incantata: da come l'hai descritto mi incuriosisce per cui lo andrò a cercare in biblioteca e lo leggerò sicuramente!
    Un abbraccio da Beatris

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    1. Ciao Beatris, ambasciator non porta pena, l'ho letto perché molti lo mettono tra i libri, che uno deve leggere almeno una volta nella vita.
      A me è piaciuto, ma si sa che non tutti abbiamo gli stessi gusti. In origine la storia era divisa in due libri, io ho la versione completa, ti avviso sono più di 600 pagine.
      Se lo leggi sarò molto curiosa di sapere se ti ha colpito.

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  5. Che tipa! Prima dici di non esser capace, poi tiri fuori una recensione perfetta. Noncelapossofare, eh?
    Non l'ho letto, ma esiste negli scaffali della mia libreria, nell'edizione Corbaccio. Non so quanti altri libri lo separano ancora dall'esser letto, ma temo che ci vorrà del tempo.

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  6. Ahahahahah!!! Non lo hai letto poi mi dici che è una recensione perfetta?
    Potrei averti venduto lucciole per lanterne.
    A parte gli scherzi, mi fa molto piacere che trovi la recensione perfetta, sono lusingata :)))

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    1. Ho acquistato anch'io l'edizione Corbaccio, in fondo al libro c'è una lezione di Thomas Mann tenuto agli studenti dell'università di Princeton moto carina, sembra quasi che l'autore scopra il suo libro tramite le recensioni, le critiche letterarie, anzi non sembra, lui lo sostiene proprio e così riscopre il suo libro, tramite il parere degli altri.

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  7. In casa c'è!!! Là in quel marasma ma c'è.... mi sa che dovrei tirarlo fuori.... Anna Maria vieni a dari una mano a cercarlo??????
    Io poi lo leggo :)))

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  8. Ahahahah!!! Sì, se tu vieni a dare una mano a me a riordinare casa... no, forse è meglio che tu venga a stirare, e io ti presto il libro...
    Patricia mi sono accorta solo ora che c'era un'altro tuo commento, sei troppo simpatica. :))))))

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