mercoledì 16 settembre 2015

Eccomi...


FINALMENTE SCRIVO UN PO’


Questa mattina, presa da singolar impulso, ho deciso di trascrivere questa poesia, che sia ammattita?...
Non saprei?...
Certo è che questa mattina lo posso fare.
la Birba di un nipote oggi è a scuola e la Bisnonna Uffa (chi ogni tanto passa da questo blog, sa perché ha questo soprannome) stranamente, è tranquilla sulla poltrona, e non ha ancora cominciato con il solito “Andiamo” che da quest’estate le appartiene di diritto.
Devo ammettere che la preferivo e trovavo più simpatico l’Uffa.
Questo “Andiamo” detto, urlato e bisbigliato, senza capire dove, alla lunga stanca, e alla fine giornata mette un po’ di ansia.
Di contro partita anche io e Birba (per chi non lo sa, è mio nipote, che per ora ha ancora 5 anni) che le stiamo più appresso,  rispetto gli altri componenti della famiglia, che sono presi da tutt’altre faccende affaccendati, diciamo, urliamo e bisbigliamo la parole “Doveee????”, sicché alla fine giornata non si sa, chi di noi è il più ripetitivo.
Vero è che io e Birba ci giochiamo anche… potenza dell’inventiva!
Così a volte aggiungiamo al -Dove?- una località, es: Dove vuoi andare al mare??? Oppure: a Parigi? Ecc.
Così parte sempre un gioco che ci fa nuotare o pescare, al mare, o andare chi ne so… sulla Tour Effel?...Dove io, povera nonna che soffre di vertigini, non voglio più scendere e me ne sto attaccata al parapetto, così, mi viene a salvare Spiderman, se mi va bene, se mi va mal un verde e cattivo Goblin che mi imprigiona.
Sta di fatto che capirete del perché io ultimamente fatichi a scrivere, l’appartamento in pianura non permette di certo le esperienze che offre una casa in mezzo al bosco sugli Appennini modenesi, e ci si annoia di più.


Il nostro cucciolo ha lasciato il nido sicuro, ed è partito per altre esperienze e altri lidi sconosciuti. Che si può fare, drammatizzo sempre un po’ tutto, scordando che lui a scuola andava già, ma si sa l’istituto primario è un ulteriore passo di crescita, sono i sui primi doveri, e richiedono voglia e impegno.
AIUTO!!!
Ne avrà voglia di fare i compiti?
Perché quelli in primis toccano a lui, in seconda a me per convincerlo quando torna a casa, non li può certo fare con i suoi alle 19 di sera.
Già questa estate la Birba in fatto di scrittura aveva già le sue idee, sentenziando «Io non scrivo con la matita, scrivo con il computer!»…
Doppio AIUTOOOO!!!
Per ora è partito benissimo… va bé… ieri ha raccontato che hanno solo fatto festa e raccontato una favola per bimbi piccoli, oggi si studia per davvero.
I suoi genitori, mi hanno detto che quando è entrata l’insegnante e si è presentata alla classe, lui si è alzato dal banco, gli ha dato la mano dicendo «Io sono…», poi è tornato verso il suo banco, si è seduto e guardando i suoi ha chiesto:
 «e adesso cosa faccio?».
La sua mamma che era già commossa, si è sciolta lì in piedi,  liquefatta in un mare di emozioni, sentendosi molto orgogliosa del suo cucciolo.
Nelle prossime puntate, vi saprò dire come Birba affronterà questo suo nuovo e primo vero impegno.


Comunque bando alle ciance, questa mattina sono qui, per trascrivere codesta poesia, non mia, ma trovata in un libro che testé ieri sera ho finito di leggere, e che ho cominciato da Booo!!!... Forse due mesi?!!!... E a causa sua sto trascurando casa e Bisnonna, che con i suoi ANDIAMO, forse allude molto probabilmente, alla passeggiata mattutina, con la sua appendice a ruote (carrozzina).
Ora non è che la lettura sia stata continuativa, è stata inframmezzata da letture più leggere e liete, o semplicemente meno voluminose, maneggevoli, da borsetta (non possiedo ancora un ebook reader), che in questo caso spesso prendevano il sopravvento rispetto il classico che avevo per le mani; non che il suddetto tomo non sia piacevole da leggere,  ma di certo è di lettura impegnativa.
Comunque, ribadisco, testé trascrivo codesta poesia senza dirvi oggi, chi l’ha scritta e in che libro si trova.
L’enigma verrà risolto e scritto un giorno imprecisato di quest’altra settimana, in cui ritaglierò un po’ di tempo per comunicarvelo se ancora non sia stato sciolto l’enigma da qualcuno di voi.    
Ecco qui la poesia, che io ho in alcuni punti mandato a capo, non so se questo mio agire è corretto, nel libro è trascritta di seguito, molto probabilmente perché nel romanzo la poesia è inserita in un contesto dove viene dettata, e la lettura, così di seguito, rende ancor meglio l’idea di che impressione ne traesse chi la udiva per la prima volta:

Rifiuti marini a mucchi lungo la stretta riva della baia ampia e curva nel paese delle isole con le ripide dune sulle coste.
Guardate!
D’un verde morente l’immensità svanisce nell’eterno, dove sotto larghe strisce di nebbia e veli cremisi e teneri lattei bagliori il sole estivo indugia nel tramonto!
Nessun labbro saprebbe dire come e quando l’argenteo e tremulo riverbero dell’acqua si tramuti in un cangiare di madreperla; in un ineffabile giuoco di colori pallidi, opalini, come lo splendore della selenite che si stende su ogni cosa…
Ahi, furtiva, come era sorta, la silente magia si dileguò.
Il mare si addormiva.
Ma laggiù là fuori rimasero le soavi vestigia del solare commiato.
Né scende il buio se non a notte fonda.
Una semiluce spettrale regna nel bosco di pinastri sulle dune fa brillare come neve la scialba rena del fondo.
Illusoria foresta invernale nel silenzio, percorsa dal volo grave di una nottola!
Sii il nostro ricovero a quest’ora!
Tenero il passo, alta e mite la notte.
E lento respira laggiù in fondo il mare e strascica il suo murmure nel sogno.
Brami di rivederlo?
Esci allora sul pendio della duna, smorto ghiacciaio, e sali per la morbida sabbia che entra fresca  nei calzari.
Irta di cespugli e ripida la terra scende al lido sassoso, e ancora al margine della vanente lontananza fluttuano i resti del giorno…
Posa qui in alto sulla sabbia!
Mortalmente fresca, farinosa, come seta.
Dal tuo pugno scorre con getto sottile e incolore e, sotto, ecco si forma una tenera collina.
Lo riconosci questo scorrere sottile?
E’ il fine fluire silente attraverso l’orificio della clessidra, il severo fragile oggetto che orna la dimora dell’eremita.
Un libro aperto, un teschio, e sul trespolo, entro una cornice sottile, la leggera doppia fila, in cui un po’ di sabbia, tolta dell’eterno, diventa tempo e vive di vita segreta, sacra, conturbante…


Potenza di una mente fervida di uno scrittore, che è in grado di inventare e scrivere all’interno del suo romanzo, l’inizio di un poema per il gusto di avvincere e stupire… Vero è che a scrivere e partorire il suddetto romanzo, ci ha messo 12 anni, nel fra mezzo ha scritto altro (questo lo dico per chi scrive o tenta di scrivere un romanzo, e si chiede se sia giusto scrivere una storia alla volta, o avere più trame in testa e tra le mani, credo  non ci sia un metodo sicuro, se non il proprio).


Scusate la lunghezza del post, mi dovevo riprendere e sfogare per astinenza dallo scrivere qui.

12 commenti:

  1. Brava Anna Maria, hai fatto benissimo!
    Bentornata anche!
    Bella la poesia ma non so proprio dove l'hai presa... :( sto dormendo in piedi! Mannaggia!!!!
    Cerca di essere bella riposata eh, che il 20 settembre parte il mio giochino e tu non puoi non partecipare.... eh, daiiii!!!
    Un bacione a te e tanti auguri al piccolo studente!

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  2. Ciao Patricia, sono prontissima x il 20 sett. non vedo l'ora.
    La Birba è bella carica e ti ringrazia per gli auguri, oggi non ha compiti ma ha detto che questa mattina ne ha fatti tanti, vorrei essere un moscerino per poter vedere cosa fa a scuola.
    La prossima settimana come promesso racconterò in quale romanzo ho trovato questo brano.
    Un abbraccione

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  3. Beh, forse la blog-vacanza ha giovato a questo vivido racconto,
    Bentornata.
    Cristiana

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    1. Grazie Cristiana, mi fa molto piacere risentirti, a presto qui in giro :)))

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  4. Bentornata AnnaMaria! Bello il tuo post, ci hai raccontato tanto di te, di Birba e di NonnaUffa (oppure NonnAndiamo?)...
    La poesia non so di chi sia... Lo ammetto, ho cercato anche su Google, ma non penso di aver trovato la soluzione :D

    Maira

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    1. Cara Maira mi fa piacere aver suscitato la tua curiosità, il libro è un classico di uno scrittore vissuto tra il 1800 e il 1900. Credo sia difficile trovare in giro questa poesia, perché non è al fine della storia e di ciò che vuole sottolineare, una parte importante, è un sovrappiù, e mi ha stupito proprio per questo, non era fondamentale ma lo scrittore non si è limitato a due striminzite strofe poetiche, per raccontare quella serata.
      Ciao dolcissima fanciulla, ripassa di qua quest'altra settimana per la soluzione.

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  5. Cara che piacere rileggerti un po.... non hai perso la tua grinta ... fra i mille impegni .... che emozione leggere di tuo nipote a scuola al suo primo giorno ...mi è tornato a mente quello di mio figlio ... la maestra dopo l'appello chiese chi sapeva scrivere ....e lui brandì la sua manina in alto e fece un salto sulla sedia .. io .. io ... io ....so scrivere il mio nome ... ma sono bravo ho solo sei anni ... la maestra ancora lo ricorda e ride .... quanta tenerezza per i nostri piccoli .... ma poi sarei curiosa di sapere se le emozioni sono più intense con tuo nipote o i figli ....
    avevo letto oggi ma poi non ho avuto tempo per risponderti ...questa poesia non la conosco ... ripasso per leggere la soluzione ... buona serata o notte se andrai a letto presto ... baci

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    1. Ciao cara amica, anch'io ricordo la forte emozione che ho provato nel veder le mie figlie salire le scale della scuola con la cartella che era più grande di loro, e ora tramite i racconti di mia figlia e di mio nipote rivivo la stessa grande emozione... piccoli uomini crescono.
      So' che sembra esagerato, ma ogni età ha i suoi percorsi e ostacoli da superare.
      Buona notte... baci

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  6. Leggerti è sempre un piacere, piena di grinta e di emozioni, sei di una grande simpatia!
    Un forte abbraccio e buona serata da Beatris

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  7. Bentornata e ottima la scelta della poesia.
    Saluti a presto.

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