lunedì 29 giugno 2015

LA FINE



Eheheheh!!! 
Ci sono! 
All'ultimo, ma ci sono, per il concorso UN RACCONTO AL MESE di Romina Tamerici (potete leggere QUI)


LA FINE


Il duello era impari fin dall'inizio, e sembrava non avere fine, il sudore colava sugli occhi, nell'asciugarlo con la manica della maglia, si accorse che c’era sangue, tentava invano di schivare quel  coltello che fendeva l’aria, e che inesorabile sfiorava la sua pelle lasciando il segno.
Le ferite erano ormai troppe, quel coltello non perdonava, ma lui tignoso, tignoso fino allo spasimo, non voleva mollare.
Sapeva che avrebbe perso, ma la rabbia che aveva in corpo e la testardaggine, lo spingevano a continuare a costo della vita.
Onore o morte.
In quel mondo malato, bacato e senza più valori, non era rimasto nulla per cui combattere, se non l’onore.
Non sarebbe morto da vigliacco, avrebbe venduta cara la pelle.
Sentiva martellare nelle orecchie il sangue, i rumori erano confusi, udiva solo il suo respiro ansimante.
I suoi movimenti erano sempre più lenti, mentre l’avversario impietoso lo colpiva.
Un’ombra balenò e lo urtò facendolo cadere.
Le palpebre si facevano sempre più pesanti e si lasciò andare.
Era la fine.
Qualcosa di ruvido e bagnato le toccava il viso.
Che succedeva?
Non capiva.
Le palpebre sembravano incollate, non volevano ubbidire, a stento riuscì socchiudere gli occhi.
Patacca, il suo buon fido Patacca, il suo cane bastardo, ansimante e scodinzolante attendeva paziente che si rialzasse.
E l’avversario? Che fine aveva fatto l’avversario?
Brandelli insanguinati dei suoi pantaloni erano sul selciato.
Patacca, quel cane strano, che aveva tratto in salvo da quel dirupo, azzoppato e senza un orecchio, lo aveva messo in fuga. 
Si mise faticosamente a sedere, e grato lo accarezzò.
Aveva deciso lui, Patacca, aveva deciso per lui, che la vita del suo padrone aveva un valore, e in quegli occhi languidi si vedeva un amore incondizionato.
“Ei Patacca siamo proprio una bella copia io e te, un perdente e un bastardo”.  

domenica 28 giugno 2015

LE LETTURE DEGLI INCANTASTORIE 2014-2015



GLI INCANTASTORIE







In ritardo di alcuni giorni pubblico questa foto scattata il 24 giugno, con il cellulare di una del gruppo Incantastorie e invitami in WhatsApp, davanti alla scuola dell'infanzia "Arcobaleno" di Calderara di Reno (Bo); tutto perché come mio solito con la tecnologia futuristica io noncelapossofare, così non sono riuscita a scaricarla senza l'aiuto di una delle mie figlie.
Con la lettura "Gli Sporcelli" di Roald Dahl, riveduta e accorciata, il gruppo per questo anno scolastico ha concluso le sue letture proprio con i bambini di 5 anni di questa scuola.
In questa foto c'è solo chi ha partecipato a questa lettura, ma il gruppo è molto più numeroso.

Da Natale ad oggi sono state lette 18 favole più quelle di Villa Teracina, a cui io non ho partecipato.

 Letture di Natale in biblioteca:
Come Caterina salvò Babbo Natale di Cecco Marinello
Buon Natale Samira di Bolliger Max
Buon Natale mostri di Jo Hoestlandt
Le scarpe della Befana di C. Ghigliano
Il complotto dei Babbi Natale Ute Krause
A casa di Babbo Natale

Letture a favole a merenda al centro  Bacchi:

Uffa proprio adesso che... di Silvia Roncaglia
Uffa la conosco già. di Silvia Roncaglia
Festa nella giungla di Brian Wildsmith
Gisella pipistrella di Jeanne Willis; Tony Ross
Il grufalò di Donaldson Julia; Scheffler Axel
Il gatto stregato di Paolo Cossi; Massimiliano Frezzato
Il berretto del folletto di Brigitte Weninger; John A. Rowe
I compleanno del signor Guglielmo di Anais Vavgelade

Letture alle scuole primarie:

1 classe prima: Uffa che rabbia di Simona Masneri
1 classi terza: Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico di Luis Sepulveda
4 classi quarte in 4 incontri: La magica medicina di Roald Dahl

Lettura alla scuola dell'infanzia Arcobaleno:
1 calsse di 5 anni: Gli Sporcelli di Roald Dahl


Gli Incantastorie augurano a tutti buone vacanze. 

sabato 27 giugno 2015



ANCHE GLI ANGELI PERDONO LE PIUME?






TRAVIATA DAL MARITO



TRAVIATA DAL MARITO

L'amica con cui facevo la camminata veloce di un ora, alle ore 6,30 del mattino, mi ha abbandonato, è andata al mare. 
Il primo pensiero che mi è balenato alla sera è stato "domani dormo".
La mattina, con occhio socchiuso e cespuglioso sbircio l'ora... le 7, vado in bagno, poi mi dirigo verso la  la cucina e l'orologio sopra la porta mi segnala ore 6,05???
Che cavolo di orario ho letto prima?!!
Mannaggia!!!... Potevo restare ancora a letto... uno zombi canuto in mutande mi raggiunge e con voce cavernosa mi dice
"Andiamo a fare colazione fuori?"
Tentata... anzi tentatissima... chi ama la colazione fuori è lui, io prediligo quella in casa con yogurt  in cui aggiungo noci o mandorle di tutto e di più, con rigoroso caffè finale, ma la pasticceria del paese ha rinnovato da poco il locale e presa da impulso di nuova vita le sue paste trasbordano di crema, richiamando una moltitudine di gente.
Come dire di no a una proposta così golosa?!! Bisnonna Uffa russa...
Non si dice di no, ci si veste veloci con occhiali da sole che nascondono le occhiaia e un bel sorriso stampato sulla faccia.
Deliziato l'ex pancino che con l'età è diventato pancione, ci dirigiamo verso casa, passando per il mercatino dei contadini, e l'omarel con le mani dietro la schiena, è già dall'altra parte della strada che svolge il suo utile lavoro sociale, sta controllando il camion che raccoglie la spazzatura.
Chi è l'omarel?
E' la figura del pensionato che nella mia città e paesini limitrofi. si ferma a guardare i lavori nei cantieri sparsi per i rioni.
Poco tempo fa un TG regionale ha parlato di questa figura ritenuta utile, perché svolge una funzione di controllo senza disturbare, inducendo chi è guardato a non sgarrare. Il comune di San Lazzaro di Savena ha deciso di dare una targa simbolica al suo Omarel più assiduo.
Con un leggero tocco al gomito di mio marito indico l'indiziato in funzione
"Ecco l'Omarel, però anche noi abbiamo avuto un piccolo Omarel in famiglia"
"Noi?!!"
"Sì, non ti ricordi i giri che ti faceva fare la Birba di un nipote, prima di andare alla scuola materna?Appena sentiva in funzione un taglia erba o una motosega?Era il nostro piccolo Omarel che svolgeva il suo utile lavoro di controllo sui giardinieri"
"Ahahahah!!! Sì conosco quasi tutti i giardinieri del paese".
Buon e sereno fine settimana a tutti ^__^

domenica 21 giugno 2015

L'ANTENATO DEL FRIGORIFERO



L'ANTENATO DEL FRIGORIFERO


Vi siete mai chiesti come facevano una volta a conservare gli alimenti molto deperibili e puzzolenti come il pesce? 
Ma con l'antenato del frigorifero, seguite il percorso delle mie foto che ve lo presento.
Questa è la pescheria sul porto canale di Cesenatico, ovviamente qui il pesce è freschissimo spesso ancora vivo e guizzante...  



Dietro alla pescheria, c'è l'entrata della Piazzetta delle conserve, che prende il nome da quella struttura bianca in muratura, nascosta in fondo dalle bancarelle dei contadini. Qui i contadini vendono i propri freschissimi ortaggi e spesso trovi anche le verdure già sminuzzate per fare il minestrone.


Questa è la parte davanti della semplice casupola che è nella piazzetta; bene questa struttura di per se insignificante, ha avuto per secoli un ruolo importante è una delle Ghiacciaie o "conserve" le antenate dei frigoriferi, dove per secoli fu conservato il pescato.


Al suo interno ha la cella del ghiaccio, una stanza interrata a forma di imbuto, che veniva riempita di ghiaccio, la "conserva" era attiva tutto l'anno e permetteva di mantenere al suo interno una temperatura di -5° anche in estate.


Costruita intorno al 1820 è stata attiva fino alle soglie del XX secolo.
Mi sono divertita talmente tanto a fotografare a destra e manca, che non resisto alla tentazione di tediarvi con altre immagine delle colorate stradine limitrofe alla Piazzetta delle conserve e...




del porto canale Leonardesco... portate pazienza che me ne fò di queste foto se non le metto qui?




Ora penserete di non avere più nulla da scoprire se capitate a Cesenatico? 
Bé restano i sapori, gli odori, i bianchi gabbiani che volano sopra le imbarcazioni da pesca, i neri martin pescatori che eleganti si tuffano in mare e sembrano non riemergere più e... fratello sole con tante altre suggestioni che fratello mare, regala sempre.

sabato 20 giugno 2015

GIOCANDO A FARE LA FOTOREPORTER (che panzanata!)





AI LOVE CESENATICO

Reportage fotografico
 Canale Leonardesco
di
Cesenatico

Sole, mare, spiaggia e camminate lungo la riva, bagnando i piedi per arrivare al Canale Leonardesco di Cesenatico, con i suoi caratteristici capanni da pesca.
Già il nome del canale dice chi ne sia stato l'ideatore.







Un'imbarcazione che rientra dopo una nottata di pesca


 Sugli scogli del canale... chi sarà mai stato a fare questi?






C'è anche la statua della famiglia del pescatore





I suoi due curiosi traghetti che fanno in continuazione la spola fra le due sponde trasportando anche le biciclette.


Quello vicino alla foce



Quello all'interno del paese




Il canale ospita il museo delle barche all'interno del paese
(a Natale vi fanno il presepe),





negozi e ristoranti gli fanno compagnia.



Il faro del canale
di giorno,


di notte.



Il canale non si riposa mai... ha anche la sua vita notturna,




  all'imbrunire fino a notte inoltrata il molo e i suoi locali si riempie di luci e persone che non vogliono abbandonarlo... 
godendo della suggestione del posto e del sottofondo della risacca del mare.