lunedì 22 febbraio 2016

6- PICCOLA STREGA


IN VIAGGIO VERSO L’ISOLA NEBBIOSA

La paura che i Signore Oscuro, ostacolasse l’impresa, preoccupava tutte, ma questo non rovinò il viaggio verso Ponzio. Le quattro amiche chiacchieravano allegramente, godendosi il primo sole primaverile.
La strada sconnessa , faceva tintinnare il contenuto di due sacchi che Piccola strega aveva caricato, ma le sue compagne di viaggio, se pur curiose, non le chiesero cosa si fosse portata dietro, prima o poi lo avrebbero scoperto.
Intanto a Trasparentia apparvero le prime zanzare. Erano fuori stagione. Tutti ne erano molto infastiditi.
Arrivata a Ponzio, la compagnia cominciò a girare tra le bancarelle attirata da tutte quelle cose esposte. Erano ne più e ne meno come tutte le donne che vanno al mercato. La loro attenzione era particolarmente attratta da oggetti e chincaglieria vistosa e luccicante: bottoni dorati e argentati, perline colorate, catenelle, bigiotteria, lustrini, strass, pailettes ecc, ecc. Tutti gli oggetti che sembravano privi di una qualsiasi utilità giornaliera, venivano presi in esame e comprati. Non sembrava certo una spedizione in missione segreta, ma piuttosto donne frivole, vanitose e inconcludenti.
Le uniche cose sensate che comprarono, furono scarponi e abbigliamento pesante e confortevole che le riparasse dal freddo.
Riempirono quasi tutto il carretto con le loro inconcludenti compere, poi felici e soddisfatte, ripresero il cammino per il Villaggio dei pescatori di vongole, avrebbero pernottato lungo la strada.
Avanzarono finché la luce lo permise. Sfruttarono anche i raggi lunari, con questi, Piccola strega sapeva muoversi ancor meglio che con la luce del sole. Poi, cedettero alla stanchezza, così si fermarono e accesero un fuoco. Dormirono avvolte nei loro morbidi panni. Alle prime luci dell’alba, si prepararono un the al gelsomino e ripresero il cammino.
Il bosco diradò e davanti a loro apparve il mare. Quando incontrarono diversi carretti con il pesce appena pescato, capirono di essere vicine.
Erano arrivate al Villaggio dei pescatori ancor prima di quello che si erano aspettate. A mezzogiorno la Compagnia del the al gelsomino  era già sul molo a cercare una imbarcazione.
«Per la barba del negus! A chi chiediamo? Troveremo qualcuno disposto ad avvicinarsi all’isola Nebbiosa?» Lucilla si guardava attorno. C’erano vecchi pescatori vicino alle loro malandate barche che stavano aggiustando le reti. Uno di loro sollevo lo sguardo dal lavoro e salutò un nuovo arrivato: « Ehi Matteo, ne hai preso del pesce oggi eh! Devo ancora capire come mai finisce tutto nelle tue reti.»
Il nuovo arrivato avanzava sul molo con enormi ceste vuote e rispose ridendo: «O Giustinoooo, quand’è che ti decidi a seguirmi invece di stare vicino alla costa? Il pesce bisogna andarlo a cercare.».
L’uomo era alto e con spalle e braccia muscolose, si fermò vicino a una barca ad un albero e cominciò a lavare il ponte.
«Che ne dite? Ci occorre una persona in forze.» sussurrò Peperina alle compagne.
«La sua imbarcazione mi sembra in buono stato.» aggiunse Tranquillina.
Piccola strega annuì e si avvicino all’uomo che era sceso per caricare le casse.
«È una bella giornata, avete fatto una buona pesca?» Il pescatore si girò, la guardò sorridendo, e rispose cortesemente: «Sì abbastanza. Non avete l’accento di queste parti.»
«Infatti», rispose Piccola strega «siamo di Trasparentia, con una giornata così bella ci piacerebbe concludere la nostra gita con un giro al largo, lei ci potrebbe portare?», vedendo l’espressione stupita aggiunse in fretta: «naturalmente pagando!».
La risposta fu immediata: «E perché no!»,
Tranquillina aggiunse indecisa: «Bé, per un giorno quanto costerebbe?»
Il pescatore si tolse il berretto grattandosi i ricci rossi: «Se siamo di ritorno prima del calar del solei, 50 soldi»,
Lucilla decisa: «40»,
nel rispondere lo sguardo divertito del pescatore si fece sornione: «48»,
Lucilla« no! 40».
La risposta non mancò: «Mie care signore, io per pescare domani mattina mi devo alzare alle 4, a poco non si fa nulla», nel dirlo si era tolto la cerata, mostrando una maglia di lana tutta bucata.
Piccola strega tagliò corto: «45 e non se ne parla più!».
Il pescatore indicò la barca: «Ok, mi sta bene» e mentre aiutava già la prima a salire, fece un inchino e aggiunse «prego accomodatevi sulla mia lussuosa barca».
Peperina non riuscì a trattenere un scanzonato: «Oooo, davvero lussuosa, ha un delizioso profumo di pesce marcio», ma lui prendendole la mano ridendo rispose: «Cosa vuole, signorina, oggi al mercato avevano finito il profumo alle rose e mi sono dovuto accontentare di questo».
Preoccupata Tranquillina bisbigliò a Piccola strega:«Ma ci possiamo fidare?»
L’amica rispose sottovoce allargando leggermente le braccia: «Che cosa potrà mai succedere, siamo in quattro contro uno».
Dopo aver svolto le prime manovre per allontanare la barca dal molo, Matteo alzò la vela e cominciò a dirigersi verso il promontorio.
Piccola strega indispettita sottolineò: «Ti abbiamo chiesto di portarci al largo, non lungo la costa!». Senza discutere il pescatore girò il timone verso il mare aperto. Quando furono lontani dalla costa Piccola strega, finalmente chiese di essere portata all’isola Nebbiosa.
«Cooosa?» la risposta di Matteo non si fece certo attendere, «non ho certo voglia di fare abbrustolire la mia barca dai draghi».
Tranquillina con il suo modo pacato intervenne: «Piccola strega sa quello che fa.Lei ci ha vissuto con un drago».
Il pescatore sbiancò. «Cosa vuol dire ci ha vissuto?».
Piccola, che era seduta su del cordame di fianco al timone spiegò: «Conosco il loro modo di pensare e muoversi. Ho vissuto con uno di loro da quando ero piccolissima.».
Matteo, improvvisamente si fece serio e pensoso. La streghetta lo notò, ma era abituata alle reazioni strane della gente, così continuò a raccontare: «loro hanno un olfatto sviluppatissimo, captano effluvi vecchissimi, ognuno di noi si distingue e ha un suo profumo. Gli odori sono per loro un forte riconoscimento. Io ho la traccia del mio drago. L’odore del mio drago fa parte di me, voi non potete percepirlo ma loro sì. Fa parte del mio essere.».
Matteo ascoltava ed era sempre più serio, legò ad una corda il timone e si giro parlando verso Piccola strega: «D’accordo, ma perché rischiare, perché andare proprio là».
Tranquillina allora raccontò degli episodi che stavano sconvolgendo l’intera comunità, e della necessità di chiedere aiuto hai draghi. Solo loro potevano attraversare velocemente l’oceano.
Matteo dovette ammettere che anche da loro c’erano stati strani segnali, ma continuava a fissare quasi sbalordito Piccola strega. E quale fu la sorpresa generale quando le chiese a bruciapelo: « Ma tu, non ti ricordi di me?»
Piccola strega trasalì: «Perché mai io mi dovrei ricordare di te?»,
«Il nome Marta non ti dice nulla?»,
«Chi è Marta?»,
«Marta sei tu.».
Stupite e incredule tutte guardavano Matteo che ora esitante raccontava: «Io, io avevo tre anni quando il drago distrusse il paese… giocavo nell’aia e con me c’era anche la mia sorellina di un anno. I miei genitori erano nella stalla. Lingua di fuoco la incendiò. Tentarono di portare fuori le due mucche ma il tetto crollò… Poi, po il drago volò in cerchio e urlando si abbassò… artigliò la mia sorellina portandosela via. Non scorderò mai quel giorno. Io e gli zii abbiamo sempre pensato che fosse stata sbranata… e ora, ora io non so… Gli zii scapparono portandomi con loro, lontano da quel luogo triste pieno di brutti ricordi. Chi può mai sopravvivere a un drago infuriato? Io, io credo anzi ora ne sono certo, sei tu.»
Piccola strega era ammutolita e con gli occhi lucidi a fatica sussurrò: «Mi stai dicendo che sono tua sorella?»
«Sì, da quello che mi avete raccontato, non puoi che essere tu. Guarda i tuoi capelli, sono rossi come i miei.» Imbarazzato allargò leggermente le braccia e commosso disse: «Marta son felice che tu sia ancora viva e qui.».
Lì in piedi davanti a lei stava quell’uomo in attesa di una sua reazione . Piccola strega si buttò tra quelle possenti braccia e contro la sua spalla cominciò a singhiozzare: «Non ho mai saputo come mi chiamavo e oggi, improvvisamente, scopro il mio nome e anche un fratello.». Tutte avevano gli occhi lucidi, nessuno fiatava, Piccola strega tirava su col naso. Poi, improvvisamente si allontanò decisa dall’abbraccio e puntando le mani sui fianchi, disse con fare risoluto: «Bé!!! Allora fratellone ci aiuti sì o no?». Matteo si mise a ridere ma aveva gli occhi ancora lucidi: «Le donne!!! Ma se mi incendiano la barca sorella o non sorella me la paghi nuova chiarooo?!!»
«Chiarissimo, fa come ti dico e vedrai che andrà bene.»
All’alba del giorno dopo erano al largo dell’isola Nebbiosa.


Immagine presa dal web.







11 commenti:

  1. E brava Anna Maria!!!!!
    Mi piace sempre più!
    Adesso però ti aspetto a insieme raccontiamo per il finale.... a luci rosse... almeno rosa! ahahahahahahhaahh

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    1. Ahahahah... Ciao Patrizia, a metà settimana arrivo anche da te, sto cercando la canzone, non mi ricordo più il titolo, ma prima o poi la trovo. Io e mio marito ci litighiamo il computer ;-)
      L'amore non è bello se non è litigarello.

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  3. Anna bellissimo ... almeno qualcuno compra da queste parti ....la fiaba si fa avvincente la streghetta ha trovato la sua famiglia ....bacioni

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    1. Loro comprano e si divertono ma hanno un progetto, scoprirai presto qual'è.
      Mia cara amica speriamo che l'economia si sblocchi anche nella realtà.
      Un abbraccione.
      La storia si allunga e si complica.

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  4. Quando mi immergi in questi mondi incantati Annamaria bella non ne uscirei proprio più..che meraviglia..
    Ma adesso che ci avviciniamo all'isola a quando la prossima puntata??
    Bacionissimi mia cara!

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    1. Opss!!! Che imbranata, mi era sfuggito questo tuo commento :(

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  5. Brava Anna Maria! Mi sono persa le puntate precedenti ma recupererò!

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    1. Ciao Lisa, recupera, poi dimmi senza peli sulla lingua se come fiaba può funzionare.
      Baci bacioni.

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  6. Finalmente riesco a continuare l'avventura! E che bel colpo di scena! Corro a leggere il seguito :D

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  7. Cavolo!!! Ma questa sera ti trovo dappertutto ^__^
    Felicissima che ti piaccia ^__^

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