sabato 27 febbraio 2016

7- PICCOLA STREGA


LA LIBERTÀ 
È 
UN DIRITTO PREZIOSO

«Fermiamoci.» disse Piccola strega, «dobbiamo aspettare che tutti i draghi siano svegli.»
«Perché aspettare?» Lucilla impaziente non capiva «Prima scendiamo sulla riva, prima finiamo».
«Calma. Ci vuole calma, la fretta è brutta consigliera. Poi loro ci stanno certamente osservando, e voglio che comprendano che non agiamo di nascosto. È meglio osservare l’isola per controllare che non ci siano movimenti strani.»
Matteo: «A ecco! Questo mi tranquillizza. E cosa dobbiamo guardare? Giusto per tranquillizzarci un po’ di più.»
«Che  non ci siano screzi tra loro.».
In quel viaggio Piccola strega si sarebbe aspettata di tutto, fuorché trovare un fratello e per giunta sarcastico.
«Aaaa bello! Questo si che mi tranquillizza molto! E questo come lo capisci?»
Piccola strega: « Se vedi del fumo! Se c’è fumo, vuol dire che c’ è in corso una lotta.»
 «Perfetto! Lo dicevo io che era pericoloso! Quelli ci bruciano!»
« Mio caro fratellone, anche molti animali del bosco combattono tra loro. Lo fanno per conquistare la propria compagna.»
«Giusto, ma forse sono un tantino più piccoli e non sparano fuoco. Poi quale è la prossima mossa?»
«A metà mattina ci avviciniamo piano. Mettiamo giù una scialuppa e noi donne scendiamo sulla spiaggia.»
Matteo: «E io?»
Piccola strega: «Tu aspetti sulla barca.»
«Ma neanche per sogno!»
Peperina non poteva più stare zitta: «Vuoi dirmi che vuoi abbandonare la tua preziosa barca?»
Chissà perché quando parlava Peperina, Matteo era sempre un po’ imbarazzato: «Non voglio lasciarvi là con quei, con quei cosi, ecco!»
Gli occhi della sorella ridevano, mentre tentava di dire seria:«Perché tu sai come trattarli?»
«No.» ammise il fratello.
La risposta della sorella suonò come un ordine: «Appunto! Aspettaci sulla barca. E se vedi volare via dei draghi con sul dorso qualcuno, conta quanti sono. Se sono quattro, puoi tornare indietro, perché vuol dire ne abbiamo uno ciascuno. Se sono meno, aspetta che ti raggiunga chi di noi è rimasto sull’isola.»
Matteo non era per niente contento.«Questo non è un piano, questo è un suicidio.»
Ma Piccola strega era molto decisa: «Fidati. So quello che faccio.»
A Matteo, non restava che aspettare e fidarsi, ma non era contento.
Le maghe erano tutte tese e spaventate, ma il battibecco fra i due fratelli le fece sorridere.
A metà mattinata l’isola non mostrava pennacchi e fuochi di nessun tipo, così Matteo si avvicinò piano e il più possibile alla riva, restando sempre molto visibile, come si era raccomandata la sorella. Caricarono sulla scialuppa gli acquisti fatti e i due sacchi che si era portata dietro Piccola strega. Tramquillina nel sistemarli finalmente chiese: «Ma si può sapere cosa ti sei portata dietro?»
«Un ovale di ceramica con disegnata una gabbia aperta,  sarà il centro di quello che dobbiamo fare. E… quattro selle per i draghi disposti a trasportaci.»
«Speriamo.» rispose una pensosa Tranquillina, mentre Lucilla e Peperina cominciarono a saltare in un girotondo,  tenendosi per mano: «Le selle, le selle. Voleremo su un drago. Le selle, le selle!»
Matteo però non era per nulla contento: «Cantate, cantate. Ora vedremo se ci sarà da cantare.»
La preoccupazione torno come un’ombra su tutti.
Arrivò il momento di separarsi e  Matteo abbraccio forte la sorella: «Marta sta attenta», poi rivolto a tutte, «cercate di essere prudenti, che la forza vitale sia con voi».
La compagnia salì sulla piccola barca e cominciò a remare. Matteo rimase ad osservarle con il binocolo, con una sensazione di angoscia e impotenza nuova per lui, Peperina salutava con la mano.

Due draghi uno bianco e uno nero da due sporgenze rocciose, osservavano quella piccola barchetta che si avvicinava, ma non si mossero.

(Immagini prese dal web.)

Arrivate sulla spiaggia, la compagnia del the al gelsomino, cominciò a scaricare il suo carico.
I due draghi, continuarono ad osservare dall’altura, mentre altre teste si allungavano ad osservare quelle curiose bipedi dai lunghi capelli. Nessuno di loro accennò ad aprire le ali. Tutti avvertivano quel leggero sentore di drago che proveniva dalle gruppo di donne che erano sulla spiaggia.
Quelle delicate creature, senza armature, non potevano certo essere pericolose.
Le donne, consapevoli di essere osservate, si muovevano piano e con calma, cercando di controllare la paura, e in questo c’era molto coraggio.
Esse aprirono i loro fagotti e cominciarono a mettere qualcosa che luccicava sulla sabbia.
I colli dei draghi, si allungavano sempre più. La Compagnia del the al gelsomino, continuavano a girare attorno a quella curiosa immagine, quasi danzando, e aggiungevano altri oggetti. Una gabbia? Sembrava una gabbia vuota. Attorno vi erano disegnati degli uccellini che volavano via. Quell’oggetto era lucido e smaltato, ed era molto bello. Le curiose creature bipedi continuavano il loro lavoro attorno ad esso, appoggiando oggetti bellissimi e brillanti. Ogni tanto si fermavano a controllare il lavoro, lo aggiustavano, lo miglioravano, era davvero un bel gioco, e il disegno che si stava formando era molto bello. Era brillante.
I draghi sulla scogliera ora erano tanti, nessuno fiatava o sbuffava.
Fermi, e attenti guardavano il disegno che si stava formando.
Finalmente il drago tutto bianco si decise e volò planando sulla spiaggia.
Piccola strega si staccò dal gruppo e si avvicinò. L’odore del suo drago colpì le narici del nuovo arrivato. Nella mente di Piccola strega arrivò la domanda «Chi sei?», la sua mente venne sondata e, le sue sensazioni unite a immagini della sua storia personale, le passarono rapidamente davanti gli occhi, lei lo lasciò fare.
Finalmente il drago fece udire la sua voce gutturale: «Cosa state facendo?»
Piccola strega rispose: «Un dono per voi.»
«Perché?»
«Abbiamo bisogno del vostro aiuto e abbiamo pensato che avreste gradito un dono.»
Alla parola “Aiuto”, il drago infastidito fece un piccolo sbuffo di fumo. Sono animali che non amano essere usati e coinvolti.
Intanto le compagne continuavano il loro curioso gioco e, l’immagine che stavano creando si andava via, via, allargando, e completando, ormai prendeva quasi tutta la spiaggia. Era un disegno rotondo e brillava al sole.
Poi si sedettero attorno al cerchio finito. I sacchi scaricati erano vuoti, tranne uno.

(foto di A. M. Fabbri)
Il drago bianco si avvicinò a guardare. Anche il drago nero scese e planò vicino al compagno.
Era quello che Piccola strega desiderava, suscitare la loro innata curiosità. La loro vita è talmente tanto lunga che una volta superati i primi cento anni, hanno la sensazione di non avere più nulla da scoprire, cadono nell’apatia. Per potarli ad agire bisognava suscitare il loro interesse, dovevano conquistare la loro curiosità.
Piccola strega continuò: «Si chiama mandala. Per costruire un mandala si possono usare tante cose: carte, colori, sassi , stoffe, fili, sabbia, semi…. Il mio carissimo e amato amico Lingua di fuoco, mi faceva giocare con il suo tesoro e un giorno mi insegnò come farne uno.».  Nel dirlo si sedette attorno al cerchio con le compagne.
«Venite», disse verso i due draghi, «vi racconterò una storia».
I due draghi si avvicinarono e, percepirono quel leggero ma gradevole pizzicorino di paura, che a loro piaceva tanto.
L’olfatto dei draghi è così raffinato che captano sfumature di effluvi che non vengono nemmeno considerati odori. Questa fragranza sapeva di peperoncino rosso, di rose e di acqua salata. Quelle personcine delicate, avevano una pura paura di sana prudenza, e questo li divertiva.
I draghi si sedettero attorno al grande cerchio ad ascoltare.
La voce di Piccola strega era musicale, calda e suadente: «Sono stata cresciuta da un drago, si chiamava Lingua di fuoco. Lui amava viaggiare ed esplorare terre lontane e sconosciute. Giovanissimo, all’età di 80 anni, decise di volare verso ovest, volo senza fretta fino a sera. Poi invece di tornare al suo sicuro nido, si fermò a dormire su di un altura. Il giorno dopo fece altrettanto e fu così per un mese intero. Volò sopra paesi, vallate e montagne sconosciute, fermandosi nei posti più belli.
Poi un giorno vide dall’alto, delle persone vestite con stoffe arancioni che costruivano sul terreno un disegno bellissimo, con sabbie colorate, era rotondo. Planò per chiedere cosa fosse, ma gli uomini scapparono dentro alla loro tana.
Lui si sdraiò e aspettò, finche giunse la notte e si addormentò.
Il giorno dopo le persone vestite di arancione non osavano uscire, puzzavano terribilmente di paura.
Voi sapete che difficilmente i draghi parlano agli umani, ma lui era un giovane drago troppo curioso per non chiedere cosa fosse quel bel disegno. Stupiti nel sentirlo parlare, i monaci, perché questo erano, piano piano, uscirono. Solo il più giovane ebbe il coraggio o l’incoscienza di parlare. Il disegno era un Mandala.
Il giovane monaco e il mio drago divennero amici. Lingua di fuoco lo portò spesso in volo con lui e, il monaco lo allietò con il suo sapere. Stettero assieme finché il monaco non morì di vecchiaia.      
Ora questo disegno a forma di Mandala è un regalo per voi.».
Alle spalle delle donne e dei due draghi, si era formato un altro cerchio di bestioni, verdi, rossi, arancioni, grigi, che ascoltavano in religioso silenzio.
Piccola strega non si fece distrarre dal pubblicò: «Il mandala si costruisce partendo sempre dal centro e via, via, si unisce il resto. Il centro è il cuore, il nucleo dove tutto parte e tutto gira attorno.
Qui, abbiamo messo una gabbia aperta con uccelli che escono e volano nel cielo liberi e giocosi, perché la libertà è preziosa e non ha prezzo.».
Un leggero sbuffo di fumo, uscì da una delle quattro nari del drago nero.
Piccola strega sperò fosse di gradimento e continuò: «Il colore oro che vedete attorno alla gabbia, sta ad indicare la luce del mondo, che in questo momento è in pericolo. Perché il Signore oscuro sta cercando di soggiogarci con l’inganno.». Questa volta, fu il drago bianco ad emettere un piccolo sbuffo. La streghetta sperò fosse di disappunto.
Sapeva che anche i draghi non amano il Signore oscuro, così continuò: «Il bianco, è il simbolo dell’aria dove voi volate liberi e felici, e della purezza, perché noi veniamo in pace e senza inganno.
Il verde delle pietre, è il simbolo della natura: un albero dalle forti radici, è solido e sfida tutte le intemperie, come i draghi.
Le pietre rosa unite a quelle verdi sono l’energia dell’amore. Perché una vita senza amore è triste e tetra.
Il blu ricorda la notte stellata, che porta bei sogni e il riposo.
Il nero, ci ricorda dove tramonta il sole. Quando è più facile fermarsi a pensare e riflettere.
I’azzurro è il sognare ad occhi aperti. Ci aiuta a continuare a sperare, e immaginare un mondo migliore.
Perché questo e altro c’è nella vita.».
Smise di parlare e si guardò attorno, la spiaggia era piena di draghi seduti o sdraiati ad ascoltare.
«Queste e altre cose mi ha insegnato Lingua di fuoco, era molto caro e buono con me, e erano poche le cose che mi erano impedite. Ma sulla distruzione finale del mandala una volta finito era ferreo.»
La rivelazione fece raddrizzare le teste.
«Distruzione? Perché distruggere una cosa così bella?» Chiese il drago bianco.
«Perché il disegno è finito. Il gioco è finito. Non bisogna attaccarsi troppo alle cose. E’ sbagliato il possesso, l’attaccamento eccessivo alle cose. Quindi noi ora insieme lo distruggeremo.».
Un coro di “Nooo” si sollevò dai draghi. Piccoli sbuffi minacciosi riempirono l’aria, uniti all’odore più intenso della paura delle maghe. Ma Piccola strega si alzo, e decisa con un gesto plateale sollevò un sacco: «Qui dentro c’è un sacchetto per ciascuno di voi. In ogni sacchetto, riporremo un po’ del materiale del nostro mandala. Così ciascuno di voi potrà avere un ricordo di questo giorno. Dentro al sacco ci sono quattro oggetti di vero oro, per chi si offrirà a  portarci dall’altra parte dell’oceano».
Le tre maghe a questa notizia si mostrarono molto stupite, non avevano mai pensato al tesoro che certamente aveva Lingua di fuoco. Piccola strega, era ricca.

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Questa puntata di Piccola strega la dedico a
Ispirazoni&co, e alle sue comari
che questo mese mi hanno ispirato con il loro tema:
 IL MANDALA

24 commenti:

  1. Che meraviglia di racconto Anna Maria grazie!!!

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    1. Mille grazie Barbara, felice che sia piaciuto (^___^)

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  2. Veramente fantastico, grazie di cuore, davvero bellissimo!

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    1. Ciao Rosalba, Grazie a voi per il tema molto interessante e ispiratore.
      P.s. Tutte le volte che ti vedo penso alla tua bellissima pizza tentatrice... sono a dieta :(

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    2. Da oggi anche io ....di nuovo...uffi!!!

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    3. Ahahahaha... Mal comune mezzo gaudio :)))

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    4. Ahahahaha... Mal comune mezzo gaudio :)))

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  3. La libertà è sicuramente una cosa molto preziosa - ma bisogna sempre ricordarsi che per essere liberi bisogna anche saper utilizzare bene il cervello e soprattutto che la propria libertà non permette di fare tutto. Bisogna tenere presente che la propria libertà finisce dove inizia quella degli altri :-) Sembra una frase stupida e di uso comune ma è una cosa molta vera e reale
    Buona domenica ed a presto - bel post

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    1. Concordo pienamente con te. Bisogna avere l'intelligenza di capire che la tua libertà confina con quella degli altri e che è, doveroso rispettare i confini personali altrui, come è auspicabile che gli altri rispettino i nostri confini.
      Nei proverbi c'è sempre una verità.
      Buona e serena serata ^___^

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  4. Ma che meraviglia..il mandala , la spiegazione dei colori , i draghi, poter volare sulle selle in volo nel cielo con loro, la saggezza di Piccola Strega, meravigliosa..
    grazie Annamaria..
    Bacionissimo piovosissimo..

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    1. Grazie Nella, pivosissimo anche qui, la cataratte del cielo si sono aperte. Chissà se questi draghi voleranno al di la dell'oceano?
      Scaldiamoci con un abbraccio ;-)

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  5. Ma che raccontone sembra proprio
    Che sei un personaggio tanto riesci ca coi coinvolgere nell'avventura. ...bella storia...ma la tua foto. ..è un bijoux?

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    1. Ciao cara Giusi, il mandala l'ho assemblato con ciò che ho comprato al Mondo creativo di Bologna, pensando proprio al mandala da costruire.
      L'idea della della libertà, mi è stata suggerita dal ciondolo che è nel mezzo e, che ho trovato per caso bazzicando tra i vari stand. Mi ha ispirati, e l'idea mi è sembrata carina.
      Chiudono il cerchio delle mie colane.
      Mi sono divertita a costruirlo, anche se il risultato non è certo dei migliori.
      Il mandala è stato pio distrutto e, le pietre le utilizzerò per una collana e degli orecchini.
      Baci

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    2. Bah!!! Ho scritto diversi strafalcioni, c'è una collana a cui manca una L e , un "pio" che dovrebbe essere un più.

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  6. Molto coinvolgente, fantasioso ma anche profondo. L'ho letto molto volentieri.
    Complimenti!!
    Maris

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    1. Grazie Meris, devo ammettere che come al solito mi sto facendo prendere da questa storia e la mia fantastica e rielabora la storia facendomi distrarre dal quotidiano.
      Come mio solito sono di nuovo tra le nuvole e sogno ad occhi aperti.

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  7. Che meraviglia Anna Maria! Una storia fantastica, coinvolgente e profonda. Talmente ricca di pensieri, riflessioni, emozioni e soprattutto di valori. Il dialogo tra i protagonisti è tenero e puro come quello dei bambini e il mandala finale è proprio come deve essere!!
    Complimenti davvero, questo post mi ha portato lontano...
    Un abbraccio e grazie per averlo condiviso con noi <3 <3 <3

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    1. Diciamolo, il mandala, è stato pensato ai fini della storia e, trovare il ciondolo con la gabbia alla fiera del Mondo creativo di Bologna, mi ha ulteriormente aiutato a costruire i significati nel racconto; ma il mandala vero e proprio è una vera ciofeca.
      Come artista non sono un gran che. Però il farlo mi ha veramente divertito, ed è verissimo che quando impegni la mente in qualcosa di creativo, stacchi e ti rilassi.

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  8. Ti sei veramente superata.
    Grazie, grazie, grazie per questo racconto incredibile, per il mandala che hai creato e per essere dei nostri.
    Un abbraccio forte!!!!

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    1. Ma Squitty sono io che ringrazio te e le comari. Siete un vulcano di idee, a sapete farle girare e condividere. Molto bello il gruppo di Ispirazione&co.

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  9. Un bel racconto, super complimenti. ANche il Mandala è super.

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    1. Grazieeeee
      Robby, mi fa davvero molto piacere vedere che hai letto e commentato in più post è bello trovare e conoscere persone nuove.
      Un abbraccio.

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  10. Molto bello anche il senso del racconto e poi... quanto mi piacerebbe essere lì anche io in mezzo ai draghi!!! :P :D

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  11. Io con la testa ci sono in mezzo ai draghi, sto volando con loro sulle ali della fantasia e quando ho questi stati di sogno ad occhi aperti mi sento molto bene. Viaggio lontano dal mondo reale che non finisce di angosciarmi con la sua stupidità e malvagità.
    Un forte abbraccio

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