giovedì 19 maggio 2016

CHI HA PAURA DEL DIZIONARIO?

LE MIE PAURE



Sono totalmente impazzita!
Partecipo al Thriller paratattico n° 47 del blog  Scrivere per caso di Michele Scarparo. Nel suo blog Michele, propone tutte le settimane un esercizio di scrittura diverso. Utilizza come ambientazione il thriller che lui chiama paratattico di Helgardo con Hitchcock, la frase da rielaborare è questa:

Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

Bene! 
Leggo tutte le settimane, gli esercizi di tutti i baldi giovani e graziose donzelle, che partecipano.  Non c'è che dire sono bravi e dalla penna veloce, io noncelapossofare, non mi arrischio certo di mescolarmi a tal brigata. E allora cosa mi è successo che oggi mi ha fatto spedire un mio compitino? Il titolo malandrino di Michele Scarparo:

CHI HA PAURA DEL DIZIONARIO?

O bella! Io!
Perciò, lesta lesta, ho preso la tastiera a due mani, mi sono fatta coraggio, e ho scritto e spedito  questo raccontino:

GIULIVA

15 luglio 3968
Il Robot modello Giuliva 33, con il navigatore fuori uso si aggira nel quartiere parigino di Montmartre, con l’urgente necessità di caricarsi e connettersi con la stazione spaziale La Grande Madre.
I vicoli stretti e bui sono un labirinto senza senso. Si aggiusta il mini top giallo fosforescente, e continua a camminare ancheggiando, accompagnata dal ticchettio del suo tacco 12. Rilevamento gatto nero ore 6, cane che fa i bisogni ore 4, nessun umano. Ma il sensore segnala voci.  Provengono da un antro buio con un’insegna arrugginita e mezza staccata “Mano Morta”. Entra. Forse  potrà caricarsi e collegarsi. La luce delle scale non funziona, umani incompetenti! In alto intravvede una luce. Sale. Il vociare aumenta. Spinge la porta semiaperta che cigola. Tutti gli occhi si girano su quella splendida ragazza nera, con gambe chilometriche. Nel bar puzzolente e fumoso cala il silenzio. È pieno di uomini trasandati e ubriachi, c’è chi resta con la bocca bavosa spalancata. -PERICOLO, PERICOLO, il segnale le ronza in testa, RETROCEDERE VELOCEMENTE- ma il tacco 12 si pianta in un piede dietro di lei. L’urlo è immediato. Il robot viene preso per il collo e sbattuto a terra. Due loschi figuri ghignati,la guardano dall’alto. Giuliva 33 sorride ammiccante: «Fate di me ciò che volete, prima ca ri ca te mi».
«Che oca giuliva, Geppo! Questa vuole essere caricata», ride l’uomo piccolo, pelato col ventre prominente.
«Mi conoscete? Ca ri ca te mi».
«Sìii! Prima ti puliamo, poi ti accontentiamo», il compare allampanato, dai capelli unti ride e risponde con un sonoro rutto. Arraffano nella borsa e  addosso a quel corpo perfetto.
Il sensore di 33 ronza nelle testa - UBRIACO, UBRIACO; BATTERIA  AL 10%: «Pre go… ca ri ca te mi».
«Sce proprio proprio insciscti. Spillo tu laa preendi peer i pieedi e io peear le spalle, ook?», «Ok». Sghiganzzando, barcollando, si appoggiano al muro, arrivano al fiume e SPLASC… Quando: «Sensore modello Giuliva 33, umidità! pericolo circuiti!»
«Che?!!!»
«Cretino! È un robot! Ci potevamo fare un fracco di soldi!»
«Geeppo aiutami, tttienimi strettto», afferra il braccio del compare, si china, si allunga verso il robot e… SPLASC! L’acqua è ghiacciata: «Aiuto! Non so nuotare!» Spillo annaspa ma non molla l’amico, che barcolla. Le artiglia la giacca e…  SPLASC!... «Manco io».
Una mano la scuote, Giuditta si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora, mezza corona, prego!»


8 commenti:

  1. Anzitutto, grazie per la citazione. Sono felice che tu abbia deciso di partecipare: la cosa importante è proprio fare esercizio e discutere con gli altri. E, se qualcuno ha una trovata più brillante, magari copiargliela. :)
    Perché la scrittura è come un muscolo: bisogna esercitarsi tutti i giorni, per rimanere allenati. Ci saranno giorni migliori e giorni peggiori. Anche atleti strapagati hanno giornate no, figurarsi noi. Però ci si prova, si gioca e magari, in compagnia, ci si diverte anche un po'.

    Questo è un bell'esercizio, simpatico, che mi ha fatto ridere e sorridere. Continua così e non dimenticare che, domenica, i thriller verranno votati da chi avrà voglia di passare sul mio blog!

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    1. Hai ragione Michele, lo so perfettamente, non sono invidiosa di natura, ma da sempre ho questa caratteristica di mantenermi hai bordi di gruppi che mi piacciono, sfruttandoli per poter migliorare, praticamente nascosta e attiva, una timida codarda.
      Mi piace sperimentare, i tuoi esercizi sono belli e azzeccatissimi e leggendo i commenti da botta e risposta del gruppo mi fate proprio ghignare ;)
      Io non sono così immediata, sia come mente che tempo, in più con la tecnologia computerizzata ci litigo.
      A domenica ;)

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  2. Anna a me è piaciuto tantissimo il tuo racconto ... hai ideato un simpaticissimo racconto con la traccia ....e poi mi piace molto come scrivi ... troppo brava ... un abbraccio

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    1. Magari fossi brava!
      Mi sa che anche questa volta le mie favole inviate al concorso La baia delle favole, sono state superate da roba più bella.
      Pazienza.
      Finiranno nel mio bloghettino dopo la premiazione che c'è a giugno.
      Baci bacioni.

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  3. Un'idea brillante e svolta alla perfezione!
    Buonagiornata.
    Cristiana

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    1. Tu dici? Ti sembra perfetta la forma?
      Grazie Cristiana sei un amore.

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  4. Brillante Anna Maria!!!!
    Brava!

    ps mi sa che questi esercizi me li soo persi... ultimamente perdo parecchi post, maledetto tempo!

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    1. Grazie Patricia, ma tu devi leggere gli altri altro che brillanti, sono sfavillanti ;)
      Non parlarmi di tempo, è da settembre che con il tempo ci litigo, mi sa che qua in giro siamo in parecchi in affanno.
      Ciao bellissima.

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