sabato 21 maggio 2016

Le letture degli INCANTASTORIE


INCANTASTORIE

Sono felice di fare parte del gruppo, gli Incantastorie.
Leggere assieme a loro, davanti a bambini attenti è sempre molto emozionante.
Giovedì (19/05/2016), i bambini erano veramente tanti, tre classi di quinta elementare. La paura di non interessarli è stata tanta, e vedere la loro attenzione è stato bellissimo, ancor di più quando abbiamo sentito anche le loro risate. Tutte le volte, la ricerca di storie e brani adatti, richiede tempo, e ci sembra di cercare un ago nel pagliaio. Poi quando ci sembra di aver trovato il libro giusto, può succedere, come questa volta. che durante le prove, si scopre che la lettura non sta nei tempi richiesti, un'ora. 
Panico. 
E' tutto da ricercare, il tempo si accorcia, che cosa si può raccontare a dei bambini di 10 anni? 
E invece anche questa volta siamo riusciti a trovare brani giusti per ragazzini scafati di 10 anni. 
La soddisfazione maggiore è stata sentire dai bambini, che sono piaciuti non solo i racconti divertenti, ma anche quelli che fanno riflettere.

Ecco la scaletta di cosa abbiamo letto in ordine di lettura:

Prima lettura

MIA SORELLA E' UN QUADRIFOGLIO
di 
Beatrice Masini
Svjetlan Junakovic
ed. CARTUSIA



Questa storia è per bambini e quei grandi
che non si accontentano
di essere uguali
e che non hanno paura
di essere diversi

 Un libro commovente che fa riflettere. 
Viola, la protagonista è una bambina attenta e curiosa, e racconta in prima persona, le sue paure come la gelosia, e il fastidio di dover condividere la mamma con la nascita della sorellina Mimosa. Ma racconta anche lo scombussolamento che la nascita della sorellina, ha provocato in tutta la famiglia. Mimosa ha la sindrome di Down, questo Viola non lo racconta, ma la descrive con i suoi occhi di bambina: 
Cresceva piano...
 Io lo avevo già capito da sola che Mimosa era diversa dagli altri bambini. Ma uno non può mica chiedere scusa per quello che è. E' così e basta...

Racconta la reazione degli adulti:
la nonna ripeteva "Bisogna essere forti. Bisogna avere coraggio" Io ero d'accordo: ci vuole del coraggio a prendersi in casa un bambino piccolo che piange tanto e continua a sporcarsi e devi cambiarlo dieci volte al giorno...
L'altra nonna continuava a non venirci a trovare. Una volta che è venuta a prendermi a scuola le ho detto: "Non devi avere paura di Mimosa. Non mangia nessuno". Le sono venute le lacrime agli occhi, ma non ha detto niente...

 Racconta cosa confida ai suoi amici e i dispetti del bulletto di turno:
Ieri Martino, che è il mio compagno di classe più odioso, mi ha preso in giro tutto il giorno come fa lui, con delle canzoncine stupide che s'inventa e che non fanno ridere nessuno,
siccome io facevo finta di niente alla fine mi ha detto: "Tua sorella non è mica normale". Poi è corso via perché aveva paura di prenderle.
Tanto prima o poi lo becco, Martino.
E comunque ha ragione. Mia sorella non è normale.
Lei è speciale. Essere normali vuol dire essere uguali: come fili d'erba, come i trifogli in un prato.
Mia sorella invece è un quadrifoglio.
I quadrifogli sono rari e sono diversi. Sono rari perché sono diversi. Sono diversi perché sono rari.
Tutti vorrebbero trovarne uno, ma ci riescono in pochi. I quadrifogli portano fortuna.
Noi abbiamo la fortuna di averne uno tutto nostro: Mimosa, il quadrifoglio.
  
Viola alla fine della storia dice che Mimosa è solo "mia sorella e basta", e già queste poche parole insegnano e la dicono lunga sull'accettazione dell'altro così come è.
La storia commuove, gli occhi si arrossano e la voce si incrina, questo libro è consigliato per bambini di 5 anni, ma è bello anche per un adulto, la storia di Viola e Mimosa, nomi con due colori bellissimi.

Seconda lettura
 due poesie

UNA FARFALLA IN CLASSE

Quello è un tipo strano
gli frulla un po' il cervello
sta con un sasso in mano
mentre a scuola fan l'appello.

Quando lo chiamano
nemmeno risponde
è tutto stralunato
un pesce fra le onde.

E poi non sta mai fermo
muove sempre le mani
a volte gli chiediamo 
se parla coi marziani.

Sta sempre in banco solo
però sulla sua spalla
una volta abbiamo visto
posarsi una farfalla.


FARFALLE IN TESTA

Dicono che sono strano
e mi parlano alla spalle
dicono che nella testa
mi volano le farfalle.

A volte non rispondo
perché sto guardando un sasso
e il colore è così bello
che non voglio fare chiasso.

A volte non sto attento
perché sto aspettando un suono 
e quel suono è così vero
che può trasformarsi in tuono.

A volte non sto fermo
perché sto girando il mondo
e quel mondo è così grande
che se mi fermo affondo.

Dicono che sono diverso 
e mi parlano alle spalle
ma io non sono solo
perché ho le mie farfalle.

Terza lettura

LA MIA FAMIGLIA
E ALTRI DISASTRI
Storie di LUCA e SARA
di Bernard Friot
ill. Silvia Bonanni
ed. Feltrinelli


Il libro è composto da tante storie, ed è come sbirciare nei diari di  due impertinenti e ironici ragazzini di 12 anni, Luca e Sara. 
 Una recensione dice:
"Sara, una ragazza oppressa da (in ordine di intralcio): un fratello piccolo, una mamma, un papà e parenti a volontà.

Luca, un ragazzo ingombro da (in ordine alfabetico): una sorella prepotente, una mamma, un papà che non c'è.
Sara e Luca sono compagni di classe, quasi non si parlano, forse si piacciono. Ognuno ci racconta le sue avventure quotidiane: evitare i cavolini di Bruxelles, nascondere i brutti voti, fare la spesa al supermercato, innamorarsi di un compagno, neutralizzare i continui attentati del "piccolo" di casa, sbarazzarsi dei deliri della sorella isterica e riflettere sui disastri che la vita ci propina."

Vi posso garantire che è proprio carino, le storie sono brevi e si leggono agevolmente. Le più, sono esilaranti, ma ci sono anche episodi di vita visti e descritti con la leggerezza dell'adolescenza.
Il nostro gruppo ha scelto di leggere tre storie di Sara:
1- LISTA 
2- NON TI DIMENTICARE 
3- IL PARCO
tre di Luca:
1- TERRORE 
2- CARAMELLA
3- TI AMO

Ecco l'inizio di TI AMO la mia lettura:

Ci sono un sacco di cose importanti che non si imparano a scuola. Riparare una lavatrice, per esempio, o rammendare i calzini. E dire: "Ti amo".
Come sì fa quando ci si innamora per la prima volta? "Ti amo", sì sembra facile in teoria? Ma in pratica? Quando bisogna dirlo? E con che tono? In che posizione? Bisogna lavarsi prima i denti?
Bisogna mettersi la cravatta o il papillon? Lo si deve dire in un orecchio? O con un SMS?
Si più mandare tutto a monte se non si è allenati.
E allora io mi alleno. Due volte alla settimana, mercoledì e sabato pomeriggio. Immagino una situazione...

E' un libro veramente carino, ed è stato bello vedere tutta la platea ridere, tra cui anche gli insegnanti. 



5 commenti:

  1. Ma che bello piacerebbe anche a me leggere le favole ai bimbi!!

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    1. Ciao Serena, sono stata fortunata, il gruppo è nato e seguito dalla biblioteca del mio paese. Credo che iniziative di volontari per le letture ci siano un po' dappertutto. C'è anche il progetto "Nati per leggere" se sei interessata, prova a cercarlo nella tua zona.
      Per me è una grande valvola di sfogo, mi prende e diverte molto. Mi piace la letteratura per ragazzi e in più resto a contatto coi bambini (sono un'insegnante dell'infanzia in pensione). *__*
      Un abbraccio

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  2. Ma che bello piacerebbe anche a me leggere le favole ai bimbi!!

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  3. che bello! Immagino la gratificazione che ti può dare l'attenzione e la gioia spontanea dei bambini

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    1. Proprio così, azzurrocielo, mi sa che mi diverto e ricevo più io di loro.
      Baci bacioni *__*

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