venerdì 29 aprile 2016

Insieme raccontiamo 8

#insiemeraccontiamo

INSIEME RACCONTIAMO 8



Erano seduti di fronte. Elegante, di classe. Sexy. Decisamente amante delle palestre e dei centri benessere. Si capiva da lontano un chilometro.
Ora doveva cominciare l'intervista ma non riusciva ad aprire bocca. La sua bellezza avrebbe imprigionato chiunque.
Poi, all'ennesimo richiamo della regia...

Di chi potrà mai essere questo incipit malandrino?
Ma di Patricia Moll del Blog Myrtilla'shouse per il suo gioco insieme raccontiamo 8
E già, la ragazza è proprio arrivata ad otto incipit, mica poco! E la partecipazione è sempre alta. La Capitana, come la chiamo io, accoglie e aggiunge nella sua barca fior fiore di scrittori, e io che scrittrice non sono ma mi ci diverto solo, resto attaccata alla barca ammaliata da questa sirena che mi intriga con le sue frasi e non riesco saltare nessun appuntamento. E' l'ultimo giorno utile per il gioco ma ci sono.
Le regole sono sempre le stesse un racconto di 200/300 battute o 200/ 3oo parole.
Ecco due racconti uno breve e uno lungo.
Buona lettura, sperando che piacciano e se non piacciono sono piaciuti a me ^__^

SCOMMESSA

Il testo breve:

"Emm... Chi le ha proposto il ruolo?"
Lei rizzò impercettibilmente la schiena.
Un leggero sudore lucidò l'ampia fronte dell'intervistatore...andava male, molto male. Ma da chi era partita quella stupida scommessa? Che cavolo, lui era un inviato! Aveva perso ancor prima di cominciare.

Il testo lungo:
"Emm... chi le ha proposto il ruolo?"
Lei rizzò leggermente la schiena e lo sguardo dell'intervistatore si puntò involontariamente sulla maglietta altezza seno, ebbe immediatamente un flashback... Lei eterea, sensuale nel video che si muoveva con leggera sinuosità, seguendo la musica, in quella moltitudine di petali colorati. Un leggero sudore gli imperlò la fronte stempiata... andava male, molto male. Da chi era partita l'idea di quella stupida intervista del cavolo! La regia impietosa riprendeva la scena. Stava perdendo la scommessa, anche lui era caduto nella sue rete seduttiva. Gli bruciava terribilmente ammetterlo, abituato a zone di frontiera e guerriglia si era sciolto così, davanti a tutti.
Gliela avrebbe fatta pagare, l'intervista sarebbe stata tosta.
Inconsapevole lei rispose "I ragazzi del gruppo, mi hanno fatto ascoltare la canzone", sorrideva tranquilla.
Lui "L'ha convinta il testo, il luogo della festa dove è stato girato il video o..." sarcastico "il gruppo famoso?"
"Sapevo dell'esistenza di questo tipo di festa che si svolge in quella regione dell'India, io amo la filosofia di quella gente, ma quello che mi ha convinto del tutto è stato il testo della canzone".
"Andiamo non mi vorrà far credere che lei parteciperebbe a una festa simile? Farsi imbrattare così?"
"Questa sera nella mia villa facciamo una festa simile, vuole partecipare?"
"Vestiti?"
"Come crede, io non mi formalizzo."
Regia: "Stop! Facciamo una pausa. Truccatrice prego".
Altro che truccatrice gli ci voleva una doccia.

Volete sapere chi mi ha ispirato?
E' Beyoncè nel video dei Coldplay "Hymn for the wrrkend" 

lunedì 25 aprile 2016

Buon 25 aprile 2016




Buon 25 aprile a tutti


Meraviglioso questo cielo dopo la giornata burrascosa di ieri.



domenica 24 aprile 2016

Edward Hopper a Bologna



EDWARD HOPPER

IN FILA 


PER


A PALAZZO FAVA
via Manzoni,2
BOLOGNA
Entro in punta di piedi in un mondo che non mi appartiene ma mi affascina da sempre, quello dell'arte e delle mostre d'arte. Non sono un'intenditrice, ma usufruisco spesso e volentieri delle esposizioni di quadri, senza pretendere nulla se non appagare la mia curiosità visiva.
La mostra di Edward Hopper con ben 60 opere tra bozzetti e quadri, resterà a Bologna fino al 24 luglio 2016. L'unica cosa che ho fotografato è lo scalone e la volta di Palazzo Fava, dipinta dai Carracci, perché dopo non è possibile fotografare nulla se non una piacevole sorpresa giocosa alla fine del percorso.



Tutti i quadri che vedrete sono tratti dal web. 
Abituata a vedere questo autoritratto del pittore nella pagina del Blog di Ivano Landi Cronache del tempo del sogno, (se volete leggere su Hopper cliccate nella sua pagina su -tutti i post divisi per serie-  e cercate "Rike e Hopper tra visibile e invisibile", troverete ben 5 post scritti da chi di arte se ne intende e che meritano di essere visti e letti.) 



mi sono stupita appena entrata di trovare un suo Self-Portrait giovanissimo. Il pittore è nato a Nyack  in una cittadina dello stato di New York il 22 luglio 1882,



Infatti nella prima sala ci sono i suoi primi quadri impressionisti fatti a Parigi, dopo lo definiranno metafisico, pittore del Realismo Americano ma questo pittore si presta a molte interpretazioni.
Tenete presente che in questo post scrivo e racconto le mie impressioni non da critica d'arte, perciò vi segnalo solo ciò che più mi ha colpito e potrei sparare emerite cavolate. Nelle prima sala tra i quadri con influenza parigina ce ne è uno grandissimo intitolato "Soir Bleu" del 1914 che non fu accolto molto bene dalla critica e venne arrotolato e mai più esposto se non dopo la morte del pittore, ed altri tra cui "Le Bistrot o The Wine Shop" 1909.
La mostra è stata allestita in collaborazione con il Whitney Museum of America Art di New York ed è in ordine cronologico e tematico. Ascoltando la guida registrata mi ha incuriosito anche la figura dalla moglie Josephin Verstille Nivison, la compagna della sua vita anche lei pittrice. Cosi, curiosa come sono, a casa sono andata a cercare notizie su di lei, e ho trovato questa foto che li ritrae  



 ma soprattutto volevo veder alcuni suoi quadri che però non ho trovato. Questa donna viene descritta come bella colta e dal carattere vivace.
Una copia complementare, lei piccola e minuta ed estroversa, lui introverso e taciturno. Ma l'amore non è bello se non è litigarello, e questa copia ne è la prova, lei scrive nei diari, e lui disegna vignette umoristiche della loro relazione.

.Edward Hopper drew caricatures to express sour feelings toward his wife, Jo, as seen in “He can not choose but hear.”   All sketches ca. 1933–52.  COURTESY ARTHAYER R. SANBORN HOPPER COLLECTION TRUST

 Josephine prima di sposarsi viene invitata a mostrare i suoi acquarelli al Brooklyn Museum e preme perché espongano anche quelli del suo fidanzato, così finisce che Hopper viene notato e riesce a vendere uno dei suoi quadri offuscando lei.
I quadri che dipingeva Josephine riprendevano la scena o il soggetto in verticale, mentre Hopper disegnava in orizzontale. Lei in un intervista ha detto " Io disegno quello che non disegna lui".
Si sposeranno nel 1924. Una volta sposati Hopper la usa come modella, la loro vita è costellata da liti furibonde, lui è geloso persino del gatto, non vuole che usi la macchina che permetterebbe  a Josephine di trovare scorci interessanti da pitturare. Jo lascia definitivamente la pittura, prendendosi cura della casa e di lui, proteggendolo dalla stampa.

Nella seconda sala ci sono i nudi o i quadri che richiamano una sensualità, tra cui Summer Interior del 1909.

Di questo quadro, nella mostra di Bologna c'è solo il bozzetto:



Hopper in un momento di crisi era andato da solo a teatro a vedere delle ballerine che ballavano e si muovevano sensualmente con dei veli. Una volta a casa Jo ormai più che sessantenne, ha posato permettendo che la trasformasse in una donna più giovane.

Anche del quadro che segue  nella mostra c'è solo un bozzetto di studio molto bello, leggermente diverso, la donna è totalmente girata verso l'archivio per cui non si intravvede il volto, mentre l'uomo legge leggermente girato verso lei. Due persone nello stesso ambiente, che non interagiscono, impegnati a in attività solitarie, ma il corpo della donna suggerisce sensualità. La solitudine  è una caratteristica dei personaggi nei quadri di Hopper. 
Office at Night




Il  bozzetto di Eleven A. M.  l'ho creduto bello così come era, però una volta a casa sono andata alla ricerca del prodotto finito  e devo ammettere che surclassa di molto la prova in carboncino,  la luminosità che regala è bellissima, 
Eleven A.M:


Sempre nella seconda sala c'è questo bellissimo quadro di una  ragazza di spalle che cuce, che mi ha colpito più degli altri.



Ma non ero ancora passata nell'altra sala dove ci sono  i fari e lì mi sono incantata.
La luminosità che esce da quei quadri con il cielo e il bianco dei fari è bellissima.
Ascolto la spiegazione nelle cuffiette  che mi porta a notare questo quadro con una casa.



La voce racconta che è la casa dove Hopper passò decine di estati, ma la descrive come una casa non bella, ma il tipo di casa che amava il pittore, e qui resto di stucco. E' proprio vero che la bellezza è opinabile perché io la trovo gradevole, e se la casa è reale il paesaggio che c'è attorno non lo sembra. Continua il racconto nelle cuffiette, anche questa casa mostra una caratteristica del pittore, il connubio della realtà con l'irrealtà, la precisione delle casa trasportata molto probabilmente in un  luogo non suo, un luogo immaginario.  
Questo dualismo lo descrive bene Elena Pontiggia  nel libro che ho acquistato: "Scrive Nietzsche che l'arte nasce dall'unione di due elementi: un grande realismo e una grande irrealtà. Edward Hopper li possiede entrambi, e nel grado più alto. Il suo realismo è evidente. Prende forma nei suoi quadri un'America non letteraria e senza mitologia, che porta i segni di un'età contemporanea, anche se vagamente fuori moda: niente grattacieli, automobili, fabbriche, ma binari della ferrovia, case coloniche di legno bianco con i loro tetti a triangolo, mansarde vittoriane coi loro comignoli, fari sulla costa atlantica."
Un'altro quadro che mi è piaciuto molto è di una casa solitaria vicina ad un passaggio a livello, sperduta in un paesaggio piatto e infinito.  
Così come mi è piaciuto South Carolina Morning 1955:


Ma la chicca per me è stata questa:


Le due figure di donne di età diverse sono assieme nella terrazza ma perse nella loro solitudine. Qui non si vede ma sulla destra in basso c'è un tetto molto probabilmente di una rimessa, dello stesso rosso del comignolo, il bosco scuro che delimita la casa fa risaltare il bianco delle mura, e qui  mi sono fermata e ho piantato le radici. Quando finalmente mi sono girata, ho visto mia figlia che si sbracciava verso me... cosa c'era mai là in quella sala dove stava guardando lei di così particolare?
In una parete bianca era rimandata l'immagine in grande del quadro, ma mancava la signora che leggeva il libro. In un angolo opposto vi è una poltroncina e mettendoti a sedere lì, la tua immagine viene proiettata nel quadro. Quella nel riquadro sono io. Devo ammettere di non possedere una grande fantasia, io ho preso semplicemente l'opuscolo che avevo in borsa e ho assunto la posizione della donna nel quadro, ma c'è chi si è divertito a modificare e interpretare il quadro a modo suo. Un ragazzo molto fotogenico, si è fatto fotografare in un atteggiamento di dialogo con la ragazza, mentre indica nella stessa direzione dove guarda lei, un'altra ragazza le ha dato il cellulare in mano e le ha chiesto se per favore fingeva di fotografarla. Questa è stata una vera sorpresa una mostra che si conclude da spettatore passivo a spettatore attivo. 


Hopper muore nella sua casa-studio di New York il 15 maggio del 1967. Un anno prima aveva dipinto la sua ultima opera: "Due attori" Pittura ad olio. Nel quadro c'è una scena teatrale, sotto la luce intensa dei riflettori, due attori in costume che hanno le fattezze di Edward e Jo si chinano nel salutare gli spettatori. Dopo dieci mesi dalla morte del marito, muore anche Jo, lasciando i  quadri al Whintney Museum of American Art.
Two Comedians



martedì 19 aprile 2016

MA TU SAI COME MI CHIAMO?


MA TU SAI COME MI CHIAMO?


Alcuni giorni fa la più piccola delle mie figlie mi ha fatto trovare sulla mia pagina facebook  questa frase.
Mi ha fatto piacere e riflettere perché è legato a uno dei mille motivi per cui a casa nostra si può ridere, ma soprattutto per le date azzeccate, mia madre è del 1917 e ci sta che la sua mente sia confusa, ma questa sua confusione sui nomi in definitiva le è sempre appartenuta.
Ogni sera  finito il lavoro questa mia figlia passa a salutarci e sentire come va. Tutte le sere la prima risposta che mi viene in mente è "bene" quando nella giornata non si sono verificati inghippi di nota, ma sopratutto il primo pensiero è: "Ma che cavolo vuoi che abbia da raccontarti io pensionata casalinga che non si sposta dalle mura domestiche??? Tu di robe da raccontare ne avrai senz'altro più di me!". Invece tutte le sere mi scopro che racconto episodi e riflessioni sulla mia noiosa giornata, che a volte fanno sorridere, e che noiosa non è stata affatto. 
La frase che mia figlia ha pubblicato è legata ad uno dei mille episodi di vita quotidiana di casa nostra, che mi ero ripromessa di raccontare ma che poi, come tante mie attività, latitano senza trovare sfogo perché le mie giornate sono poi abbastanza pienotte e la scrittura viene assorbita dai sogni nelle mie fiabe, favole, storie fantasy ecc.. che si vanno aggiungendo al cassetto che poverino ormai non si chiude più e i fogli sono sparsi ovunque sulla scrivania, sugli scaffali, per casa... eccoli qua:





Ora che ci penso è ora che metta un po' d'ordine in questa confusione.
Come mio solito sto divagando, e non vi racconto l'antefatto, la mia oltre che una confusione di archiviazione, è anche una confusione mentale innata.

SCENA:
Ore 13,15 di un giorno feriale.
Tutti i soggetti del racconto sono seduti intorno ad una tavola apparecchiata.
-Birba di un nipote di anni sei.
-Copia di nonni (sessantenni che fanno finta di essere giovani ma hanno già superato o stanno per superare i 65)
-BisnonnaUffa (la novantottenne, forse come età mentale la più giovane)

DIALOGO
BisnonnaUffa si porta alla bocca un pezzetto di carne con il coltello.
Birba -Ti tagli!-
BisnonnaUffa -Non è vero!-
Birba: -Stai usando il coltello, ti tagli.-
BisnonnaUffa scandalizzata: -Io non ho fatto niente.-
Nonna: -Mamma ha ragione  Birba, usa la forchetta.-
BisnonnaUffa: -Non è mica vero, chi lo ha detto.-
Birba: -L'ho detto io!-
BisnonnaUffa: -Io chi?-
Birba: - Io - e con mia sorpresa aggiunge -Tanto tu non lo sai come mi chiamo! Come mi chiamo?
Tutti in trepida attesa aspettavamo la risposta di BisnonnaUffa: -Come ti chiami???- percepivo lo sforzo ... come un nome sulla punta della lingua ma che non usciva... poi finalmente un luccichio negli occhi e esultante dice - Bimbaaaa-
Ovviamente la risposta di Birba è un urlo disperato: - SONO UN MASCHIOOOO-
 Ridiamo, ride anche lei. E' da sei anni che la Birba di un nipote viene chiamato da lei: - La Bimba- molto probabilmente ricordi di tempi andati, io sua unica figlia sono chiaramente femmina e ho avuto due femmine, perciò nella sua lunga vita era abituata ad un mondo al femmine.
Ma Birba non demorde e incalza: - Come mi chiamo?-
-Ti chiami...- e mi guarda, ma gli occhi di Birba mi dicono non aiutarla. sono in mezzo a due fuochi,
-Sì mamma come si chiama?- ... non ce la faccio e restiamo in trepida attesa... lei ride -Ti chiami, ti chiami...-
aggiungo un piccolo aiuto: - Tho...-vuoto... - dai mamma lui è Thom... - un lampo di luce si accende nei suoi occhi: -Tomaaa-
- Sì la toma delle scarpe- dico ridendo, che cavolo come si può non ridere, anche Thomas ride, però dopo un po' mi chiede: - Ma cosa è la toma delle scarpe?
Alla sera lo racconto a mia figlia, la zia del pargolo che ha postato la frase sulla mia pagina facebook, così salta fuori un ricordo nostalgico di BisnonnaUffa di quando era piccola lei: -No lei ha sempre fatto confusone sui nomi, il mio lo sbagliava sempre-
-Già è vero. La sua è una confusione mentale che ha sempre avuto e il fatto che i vostri due nomi (mi riferisco alle mie figlie ) cominciano con la stessa lettera non l'ha mai aiutata. Bà!!! Spesso anche io dalla fretta chiamo il papà o Birba con il nome del gatto, credo che sia molto peggio.-
Effettivamente da qualcuno avrò pur preso tale la mamma tale la figlia.


BisnonnaUffa che prende il caffé  in un bar.


Il mio gattone Cesare detto Cesarone

sabato 9 aprile 2016

GLI INCANTASTORIE A FAVOLE A MERENDA anno 2016

#libriperbambini
GLI INCANTASTORIE
A
FAVOLE A MERENDA

Anche quest'anno a Calderara di Reno sono tornate le FAVOLE A MERENDA e il gruppo degli INCANTASTORIE ha presentato questi libri:

Prima lettura
LA GRANDE FABBRICA DELLE PAROLE
Agnés De Lestrade e Valeria Docampo
ed. Terre di mezzo
Eta di lettura 4-7 anni
Libro che ha vinto nel 2010 il premio Pix Papillotes

Il libro narra di uno strano paese dove le parole bisogna comprarle e inghiottirle. La grande fabbrica delle parole lavora giorno e notte, ma non tutti possono comprarle perché le parole più usate costano molto.
Philéas è un bambino che vorrebbe dire "ti amo" alla sua dolce Cybelle ma non ha abbastanza soldi nel salvadanaio, ma in un cassonetto in mezzo a carabattole e fichi secchi ha trovato...
E' un libro molto dolce che insegna che non c'è solo un linguaggio parlato ma anche quello dell'empatia, del sorriso, dello sguardo e del gesto gentile, e che non sempre si ottiene tutto comprando, perché le parole devono venire prima di tutto dal cuore.





Seconda lettura
I CINQUE MALFATTI
Beatrice Alemagna
Ed Topipittori

Storia buffa e divertente di cinque amici malfatti. Sì proprio così ognuno di loro era nato con una imperfezione, ma non se ne curavano un granché. Un giorno arriva un tipo straordinario, bello, liscio, perfetto, con un naso al posto del naso, un corpo bello dritto, nemmeno un buco nella pancia e pure una bella capigliatura che scandalizzato, anzi disgustato dal loro modo di vivere li giudica apertamente. E' così che loro trovano, anzi scoprono, che le loro imperfezioni sono i loro punti di forza, sono le loro qualità personali, ma soprattutto il libro finisce osannando l'empatia e l'amicizia, lasciando il tipo Perfetto lì a bocca aperta e...








UNA SPOSA BUFFA, BUFFISSIMA, BELLISSIMA.
Beatrice Masini ill. Anna Laura Cantone
ed. Arka
età consigliata 4 anni
Ha vinto il premio Andersen 2003 categoria 0-6

Filomena è una sarta molto brava sa fare tutti i vestiti ma soprattutto fa vestiti da sposa bellissimi e per questo tutte le ragazze del paese vanno da lei. Ma finalmente viene il giorno che Filomena deve cucire il suo abito da sposa. Aveva un sacco di idee in testa. Forse un po' troppe...
Un libro molto carino e ironico che insegna che forse le cose più semplici sono le più appropriate.



Quarta lettura
IL GRANDE PLOFF

Chiara Carrer
Ed. Fabbri editori
Ha vinto il premio per illustrazione l'Apel les mestres di Barcellona e il premio Andersen 1999.

Vicino ad un lago vivono sei conigli che vengono spaventati dal grande PLOFF e scappano.
Chi li vede passare chiede loro -Perché scappate?- e la risposta è sempre -è arrivato il grande Ploff- Cosi un esercito di animale scappa assieme ai conigli, finché il leone dalla folta criniera li ferma e chiede - ma che cos'è il grande Ploff?-...
E qui lascio al lettore scoprire cos'è PLOFF.



Inutile dirvi che per me questi sono pomeriggi indimenticabili. Il poter guardare lo sguardo dei bambini mentre ti ascoltano è bellissimo. Mi perdo in quegli occhi incantati e in quei sorrisi che puntuali arrivano e mi squaglio lì davanti a loro.

giovedì 7 aprile 2016

BOLOGNA CHILDREN'S BOOK FAIR




SONO STATA QUI



7 aprile, ultimo giorno per gli addetti al lavoro di BOLOGNA CHILDRE'S BOOK FAIR.
Come è stato bello bazzicare da queste parti, sfogliando libri per l'infanzia e per ragazzi, lucidarsi gli occhi con immagini bellissime. Mentre mi aggiravo per padiglioni e stand mi sono sentita una nonna ringiovanita, come se avessi bevuto una pozione magica che mi ha trasformata in una bambina che sguazzava in mezzo a tutte queste meraviglie, come dentro un barattolo di marmellata o ancor meglio di nutella.





Il 4 aprile c'è stata la presentazione dei libri finalisti per il premio Andersen 2016 che si concluderà il 29 maggio.


Questi sono i libri nelle varie categorie:


Miglior libro 0-6 anni
QUANDO IL SOLE SI SVEGLIA Giovanna Zoboli, Philip Giordano; ed. Topipittori
SULLA COLLINA Linda Sarah ill. B. Davie; ed. EDT-Girolangolo
MENTRE TU DORMI Mariana Ruiz Jonson; ed. CARTUSIA


Miglior libro 6-9 anni
IL GIORNO CHE SONO DIVENTATO UN PASSEROTTO  I Chabberl ill.Gurdi; ed Cocinelle
LO YARK Berand Santini ill. Laurent Gopaillard; ed. Editions Officina Libraria
LOTTA COMBINA GUAI Astrid Lindgren ill. Beatrice Alemagna; ed. Mondadori


Miglior libro oltre i 12 anni
UN PESCE SULL'ALBERO Lynda Mullary Hunt; ed. Uovonero
80 MIGLIA Antonio Ferrara; ed. Einaudi Ragazzi
MELODY Sharon M. Draper; ed. Feltrinelli


Miglior libro oltre i 15 anni
IO SONO NESSUNO Jenny Valentine; ed. Piemme
REATO DI FUGA Ghristophe Léon; ed. Sinnas
RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO Jennifer Niven; ed. DeAgostini


Miglior libro di divulagazione
LE QUATTRO STAGIONI Anne Crausaz; ed. Ippocampo
MINI Nicola Davies ill. Emily Sutton; ed. Scienze
SIAMO NOI LA STORIA Yvan Pommaux Christophe Yila Samers; ed. Babalibri


Miglior libro fatto ad arte
OCCHI DI VETRO Fratelli Mancuso ill. Mara Cerri; ed. Elise Edizioni
IL BARBARO Renato Moriconi; ed Gallucci
LEI VIVIAN MAIER Cinzia Ghglian; ed. Orecchio acerbo


Miglior libro illustrato
IL CAVALIER PANCIAPALLA Gilles Bachelet; ed. Il castoro
REGOLE DELL'ESTATE Shaun Tan; ed. Rizzoli
HERMAN e ROSIE Gus Gordon; ed. Motta jiunior


Miglior libro mai premiato
UNA STRANA CREATURA NEL MIO ARMADIO Mercer Mayer
IL SARTO DI GLOUCESTER Beatrix Potier; ed. Interlinea
STORIA DI GIULIA Christian Bruel Amma Bozellec; ed. Settenove


Migliorlibro a fumetti
I DIARI DI CERLSE I. LO ZOO DI PIETRA J. Chamblain; ed. Panini Comics
PRIMAVERE E AUTUNNI Ciaj Rocchi Matteo Demonte; ed. Becco Giallo
IL SABATO é COME UN PALLONCINO ROSSO Linlers; ed. La nuova frontiera.


E questo è il logo che è stato studiato per il premio alla libreria dell'anno in memoria dello scrittore Roberto Denti e sua moglie Gianna che fondarono a Milano la "LIBRERIA DEI RAGAZZI".

Poi di nuovo a spasso ad ammirare col naso all'insù i bellissimi disegni di illustratori famosi, anzi avevo anche fatto qualche foto per farvela vedere ma mi hanno fermato dicendo che potevo solo fotografare da lontano



Questo invece è il famoso MURO, dove gli illustratori si presentano e lasciano la loro mail o numero di telefono.



Ma non mi sono accontentata e sono tornata il giorno dopo per sentire questa conferenza:

E non me ne sono di certo pentita, anche se la prima parte l'ho sentita stando sulla porta perché la sala era già piena, ma chi la dura la vince e sono riuscita a conquistarmi un posto dietro in  piedi, ma meritava di essere vista e ascoltata. 
Sono tornata verso la macchina con un sorriso beato e ebete, e non mi importava se la gente per strada pensava che avevo un sorriso stolto da svanita perché in definitiva un po' lo sono, questi momenti di felicità è meglio assaporarseli, prima di ritornare alla routine quotidiana.
Alla fine della fiera per addetti ai lavori c'è stata la premiazione dei due libri per il Premio Strega ragazze e ragazzi, i vincitori sono:
Susanna Tamarro SALTA BART
Chiara Carminatiti FUORI FUOCO    

Ma la settimana non è finita, vi metto il programma del 8-9-10 aprile per il WEEKEND DEI GIOVANI LETTORI portate i vostri bambini ci sono tantissime attività e letture, i bambini non pagano e il biglietto per l'adulto è di 5 euro che può scalare con l'acquisto di un libro.
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