venerdì 23 giugno 2017

INSIEME RACCONTIAMO 22- Px







#Insieme raccontiamo#Patricia Moll

INSIEME RACCONTIAMO 22

Questa volta al gioco, Insieme raccontiamo, di Patricia Moll del Blog Myrtilla'Shouse ci sono anch'io. Le regole le trovate: 


INSIEME RACCONTIAMO 22

Il suo Incipit è scritto in verde a seguire il mio racconto, dopo l'immagine suggerita da Patricia Moll.

Si sedette sul divano col personal sulle ginocchia. Finalmente un po' di pace. Nessuno tra i piedi, silenzio, la coca fresca accanto e... pace, appunto!
Però qualcosa non andava. Lo schermo del pc pareva vivere di vita propria. Prima di uno strano colore rossastro, ora era pieno di stringhe di codici che continuavano a scorrerle davanti agli occhi senza fermarsi. E non lo aveva ancora acceso.
Improvvisamente, parole di senso compiuti comparvero in mezzo alle stringhe ad un borbottio strano che pareva uscire dallo schermo. Parole incomprensibili... come se fosse un'altra lingua.
Si avvicinò al monitor per leggere ed ascoltare meglio e...



Px

Un fruscio fastidioso: ssccknftdlpzfrstcgsssssccccccbtlprssss
"Ma che cavolo succede?"
Le stringhe mutarono, apparvero vocali: ssscccceeeeeiiiissssccccoooouuuuaaaa. Poi apparve una scritta seguita da una voce metallica e monocorde:
"Chi sei? Sai comunicare?"
Fece un salto sulla sedia. Sbalordita e con le mani titubanti si avvicinò alla tastiera e digitò:
"Sono Alice, tu chi sei?"
"Sono Px del pianeta Puntix, descriviti, come sei fatto?"
"Sono fatta di carne, ho un corpo, una testa, due gambe con piedi, due braccia con gambe. E tu come sei fatto?"
ssssssccccccc:"Non comprendo. Cosa sono: carne, gambe, piedi, braccia, mani? IO sono pensante."
"Anch'io! Non so come spiegarti la composizione di carne, ma la testa serve per pensare, le gambe con i piedi per muoversi, le braccia con mani per: abbracciare, toccare, accarezzare, pizzicare, manipolare, prendere..." tralasciò picchiare, non le sembrava un bel modo di presentarsi.
sssssccccccc:"???"
"Non puoi mostrati?"
sssssccccccc: "Che cosa è: mostrarti?"
"Vederci, guardarci."
ssssscccccc: "???" sssscccc "Non comprendo:vederci, guardarci."
"Osservarci, registrarci, con una telecamera, un obiettivo, vederci con gli occhi."
sssssccccccc:"??? telecamera? obiettivo? occhi?" la voce metallica, stava diventando perplessa, pensosa e meno monocorde. 
"Tu che mi hai trovato, non puoi mandarmi una tua immagine?"
"sssscccccc ???"
"Descrivi il tuo pianeta, dove si trova?"
"sssssssccccccc secon ssssssscccccc setl ssssssccccc..."
Un crepitio più veloce poi un botto, seguito sul monitor da un'esplosione di stelle. Poi più nulla. Solo la solita immagine sul Desktop.
Possibile fosse successo davvero? Che fosse un sogno? 
Alla radio cantava Edoardo Bennato -L'isola che non c'è. 

Ma lo avete letto? Fatelo.

#Liberi i miei versi#Patricia Moll


Chi conosce e legge il blog di Patricia Moll Myrtilla'shouse sa' che le sue poesie meritano. Dalla sua penna escono versi che colpiscono e meravigliano. Chi la conosce sa' che ha dispensato e regalato a moltissime persone che bazzicano nel web i suoi azzeccatissimi acronimi.
Come non nominarla per le sue bellissime poesie?   


Liberi i miei versi

Eccovi la prima poesia che è nel suo libro:

LIBERI I MIE VERSI

Liberi sono i miei versi
Nessun confine
di metrica
li trattiene,
li incatena
in cadenze regolari
convenzionali.
Liberi di andare
si perdono sulla carta
seguendo percorsi
perfino a me sconosciuti
Senza un riferimento preciso
paiono non conoscere la direzione.
Ma sono io
che
non la conosco.
I miei versi
sempre si dirigono
verso la meta
già decisa.

Buona lettura, come lo è stata per me, a chi vorrà acquistarlo.
Eccovi QUI il link di acquisto.

lunedì 19 giugno 2017

Premiazione del concorso letterario RuleDesigner

#Premiazione concorso letterario RuleDesingner. #Historica

CHE EMOZIONE


No no, è proprio vero, è capitato proprio a me, un mio racconto è finito qui:


RACCONTI EMILIANI
 Volume I
(61 racconti, 259 pagine. 
Euro 19
ordinabile in libreria o alla casa editrice 


Avevo scritto e annunciato venerdì 16 giugno (se volete leggre cliccate QUI), che qualcosa di speciale mi stava capitando.
La mia storia è stata selezionato tra 300 racconti prevenuti al concorso letterario RuleDesinger.
164 sono stati i racconti pubblicati in tre antologie:
due antologie emiliane, una romagnola.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
foto di Agnese Andrini

Questo è l'evento a cui ho partecipato sabato 17 giugno nella Sala della musica della Basilica di San Petronio.

L'immagine può contenere: 8 persone, persone sedute e spazio al chiuso
foto di Agnese Andrini

Seduta, nascosta in mezzo a questa moltitudine di persone e da un ventaglio rosso, ci sono anch'io. 

incipit del mio racconto:

FATA TURCHINA
Giovedì 11 luglio 2015 ore 18,30
Arrivo all’indirizzo, che mi è stato dato dall’agenzia, di via Belle Arti 11.  Mi vedo riflessa nella vetrina, il barista è di lato appoggiato al bancone e guarda il televisore appeso alla parete. Entro e sparo la prima cavolata che mi salta in mente «Ciao sono Beyoncé».
 Il barista si gira verso di me appoggiando entrambe le mani al bancone «Prego?!!».
 Io «Scusi scherzavo. Piacere sono Laura Basili, mi manda l’agenzia interinale, ma vorrei essere come Beyoncé».
 «Già! E io vorrei essere Indiana Jones ma come vedi mi mancano i capelli e il ghigno.» La sua pelata luccica sotto la luce impietosa e malevola del locale. Mi allunga la mano. «Ricominciamo. Ciao sono Carlo. Il grembiule lo trovi appeso dietro a quella porta, puoi lasciare lì la giacca e la borsa.» Sbigottita  annaspo un «Mi mi assuume!».
 «Senti non ho tempo da perdere, tra un po’ qui ci sarà l’inferno. Prima ti metti il grembiule prima ti potrò spiegare cosa devi fare.» Mi dirigo verso la porta. Ho trovato un lavoro, temporaneo ma pur sempre un lavoro. Quando torno, lui mi allunga un menù rettangolare.
 «Mi piacciono le persone veloci e di poche parole. Prendere l’ordinazione e portare i piatti sempre con il sorriso stampato in faccia, anche quando il cliente è un marone» indica il menu che ho in mano «quelle sono le prelibatezze per studenti squattrinati di mia moglie Anna. Se superi indenne la serata senza fare casini con le comande, ti assumo anche se non sei Beyoncé. Maa… mi spieghi perché Beyoncé?» ora però sorride.
 Sbuffo «Emm… stavo ascoltando una canzone dei Coldplay con Byoncé, quando mi sono vista riflessa nella vetrina e ho pensato, così come sono, questo non mi assumerà mai, non sono certo una Beyoncé!».
 Carlo ride, «Ma se vuoi essere come Beyoncé, mi spieghi perché ti sei mezza rasata e quel po’ di capelli che ti restano sono  blu?».

Il mio racconto è ambientato in una strada nella zona universitaria del centro di Bologna, via Belle Arti. Una storia ironica, per teenager. Il mio è un racconto leggero e frivolo, ma il tenore degli altri è ben diverso. Ne ho avuto sentore e stupore arrivata a casa nel cominciare a leggerli. Mi meraviglia sempre la bravura di chi sa scrivere e ti attanaglia nella sua storia con sensazioni, emozioni, sentimenti. Ha ragione il curatore del concorso Stefano Andrini che nel presentare l'antologia ha sottolineato:"Una grande orchestra sinfonica... Gli strumenti narrativi che la compongono ci sono tutti e danno vita ad una sorta di romancero padano suggestivo e coinvolgente come un Bolero di Ravel. La memoria, prima di tutto. Con le sue sonorità a volte sbiadite, a volte pacificanti e in altri casi struggenti o addirittura disperate...Questi racconti sono di un popolo a cui piace, ancora, contare storie...".  E io aggiungo che sono storie che meritano di essere lette e che in queste sere estive mi faranno compagnia prima di addormentarmi. Io che amo leggere romanzi sono rimasta, per la seconda volta dopo, Storie di Gatti, piacevolmente colpita dai racconti che ti danno la possibilità di concludere la trama in una lettura veloce.

Nella foto Stefano Andini curatore del concorso è in mezzo, alla sua destra Francesco Giubilei, con il microfono, direttore della casa editrice Historica, alla sua sinistra Gianluigi Pagani di Associazione Amici di San Petronio.

L'immagine può contenere: 3 persone, persone in piedi, telefono e spazio al chiuso
foto di Agnese Andrini

A tutti gli autori dei racconti selezionati è stato dato un attestato, di un lucido color oro che appena sono tornata a sedere con il mio premio tra le mani, ha fatto esclamare mio nipote: "Ma nonna è d'oro!", Come contraddirlo? Per me è il cartoncino dorato più prezioso che abbia mai ricevuto. Pensavo di veder sorridere la famiglia al completo sulla battuta, ma invece nessuno ha reagito con ilarità, anzi mio marito era anche un po' commosso.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Eccomi! Ingobbita dall'emozione mentre lo ricevo da Gianluigi Pagani.

L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono

Ecco il cartoncino d'oro e d'argento che vale un firmamento.

L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono, occhiali

Con Stefano Andrini

Ora se vedete il curatore così accaldato un motivo c'è. Il luogo scelto per la premiazione degli autori, è un suggestivo sotto tetto della Basilica di San Petronio. Siamo vicini al campanile, e dalle finestre si dominano i tetti di Bologna. E' un monumento storico che non può essere contaminato da corbellerie come i condizionatori. 

campanile


Ma la vera chicca di questa sala è stata per tutti, la finestrella con griglia in legno che si apre sull'interno della Basilica. In questo sotto tetto c'erano gli alloggi dei servi, pare qui abbia dormito anche il servo di Michelangelo, mentre lavorava ad una statua a Bologna. La servitù, da quella finestrella, controllava che non avvenissero furti nella Basilica.  
Ecco la veduta dell'interno chiesa da lassù:

L'immagine può contenere: tabella e spazio al chiuso
foto di Agnese Andrini

Che dire, ho passato un bellissimo pomeriggio carico di emozioni con la mia famiglia.

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono
Quelli che si sentono giovani ma non lo sono più da un pezzo.


Le mie bambine e la Birba di nipote,
. Mio genero è girato di spalle, sta leggendo vicino al banco dove sono sistemati i materassi.  Abbiamo scoperto che in editoria i libri vengono scherzosamente definiti così.

Ora non ci restava che concludere in bellezza la serata. All'uscita ho fotografato questa torre che si trova in  Corte Galluzzi. E' una delle tante torri di Bologna, non per nulla viene chiamata anche, città dalle 100 torri. 


Corte Galluzzi collega piazza Galvani a via d'Azeglio, dove c'è la casa di Lucio Dalla, ma noi siamo usciti verso la piazza. 


Ecco, qui sotto, l'uscita  nella facciata del palazzo e nel mezzo della piazza la statua di Galvani.


Di fronte c'è il portico del Pavaglione e sotto al portico, là dove si vedono gli ombrelloni con i tavolini, c'è il bar Zanarini che fa angolo con via Farini. Lo so che non è un luogo culturale come il museo civico archeologico o la libreria Zanichelli, dove andava Giosuè Carducci, o la biblioteca l'Archiginnasio (se vi capita di venire a Bologna, andate a vederla perché è una vera chicca), che si trovano proprio sotto questo portico, ma a noi andava di festeggiare con un aperitivo, e ci siamo diretti là.


Poi abbiamo girovagato per il centro come turisti, per fermarci in fine stanchi e affamati in una pizzeria. 


 Questo è il rientro a casa con il tramonto. Che dire? Anche il cielo mi è sembrato più bello.

venerdì 16 giugno 2017

ancora non ci credo ...



RACCONTI EMILIANI

Ancora non ci credo, ma sta succedendo davvero a me?
Domani sarò in questa sala, e verificherò se è proprio vero.
Domenica se non subirò un'atroce delusione (ma anche se fosse vi svelerò l'arcano) e la mia famiglia sarà in grado di fare foto decenti mi farò viva. Vi racconterò cosa ho combinato e cosa mi sarà capitato.


L'immagine può contenere: sMS


L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, sMS

Come avrete capito si tratta di libri e pare che in questi libri ci siano anche i racconti di due comici:
Duilio Pizzocchi
e
Andrea Vasumi

L'immagine può contenere: 2 persone, sMS

mercoledì 7 giugno 2017

Storie di Gatti - Nuovi racconti a quattro zampe per Amatrice e Accumoli

#Storiedigatti#l'amorenoncrolla#solidarieta'

STORIE DI GATTI



L'immagine può contenere: gatto e sMS


Che emozione, il 3 giugno 2017 è finalmente uscito anche il cartaceo di Storie di gatti
Che ve ne pare? Già dalla copertina non viene voglia di acquistarlo?
Fate attenzione, dite di sì, il mio gattone Cesare vi controlla.
Un mio racconto è dentro a questo libro antologia, ma non so proprio perché ci sia finito. Gli altri racconti prendono e si fanno leggere in un battibaleno. Spaparanzata sul divano con il libro tra le mani, mi dicevo:"leggo questo poi vado a letto, ancora questo poi vado..." alla fine li ho letti tutti e 24. 
E' un libro di 124 pagine che si legge volentieri e velocemente. Orgogliosa di far parte di questo branco gattoso e solidale.
So che in internet sui nostri amici pelosi circola: tra video, vignette e foto,di tutto e di più,
ma in questi racconti c'è altro: in alcuni si avverte più la paura, in altri l'aiuto, in altri l'affetto e l'amore che commuove, in altri ancora il coraggio e in parecchi anche l'ironia.
Il passo felpato dei gatti è silenzioso, riservato e elegante anche quando si tratta di porgere una zampa a chi è in difficoltà.
Il libro lo si trova su amazon. 
Prenotate 
(QUI) 
Con questo semplice clic e relativo modico acquisto di 9,97 euro, farete parte del nostro branco, rafforzando il gruzzolo che la Croce Rossa Italiana utilizza per la zona terremotata del 24 agosto 2016, del centro Italia. 
Con il libro precedente Buck e il terremoto, sono stai raccolti poco più di 1500 euro per Accumoli e Amatrice, con Storie di gatti si continua la catena della solidarietà, e se proprio proprio vi scappa di comprarlo e dopo la lettura fate una piccola recensione su amazon, sappiate che Cesare il gatto ringrazia e vi ritiene cavalieri e dame dal Cuore D'oro.
Per ricostruire occorrono fondi e tempo, ne so qualcosa anch'io che non sono di quella zona, ma emiliana. Parecchi paesi vicino a me portano ancora le tracce del terremoto del 2012 e i lavori continuano. Se sono ancora in ristrutturazione alcuni centri dei paesi emiliani da 5 anni, immaginate là che ne è trascorso meno di 1 con un inverno rigido e difficile alle spalle.
Dicono che cani e gatti non vanno d'accordo, ma questi libri smentiscono il detto, cani e gatti si sono uniti per aiutare.
In questi libri ci sono storie che nonostante il tema traumatico e doloroso hanno un risvolto sempre di speranza. 
Pensate che questo progetto nasce da una spinta emotiva con spirito "fai da te" e senza casa editrice di un gruppo di tenaci. Io che non possiedo neppure una competenza (amo scrivere, ma da qui al saperlo fare è un'altro paio di maniche) ho avuto la fortuna di essere accetta tra loro per questa seconda edizione, con il racconto La casa sperduta.
Questo bellissimo branco, composto da animali e umani che non si arrende facilmente, ha avuto il coraggio di mettersi in gioco anche in un video senza pretese, con pochissimi mezzi pur di far avanzare il progetto. Sarò un po' scema, ma quando lo guardo e penso a cosa è riuscita a creare Silvia Algerino con quel poco che le abbiamo inviato mi commuovo. 
Coraggio gente ora fate il vostro dovere, qui vi chiedo davvero poco: guardate il video.
Più salgono le visualizzazioni, più vi iscrivete al canale e mettete il like, più fate pubblicità al progetto solidale, perché nella vita crollano le certezze, crollano i palazzi, crollano le montagne, ma l'amore non deve crollare mai, l'amore è la colonna portante delle nostre vite.  



Il branco di umani e animali ha anche un sito
se vole passare scoprirete chi siamo.

Indice dei racconti e degli autori di

STORIE DI GATTI

A MODO MIO
A OGNUNO LA SUA OPERA
DEDICATO A
SCARLETT
di Sandra Buttafava
GOLIA DAGLI OCCHI GIALLI
di Emma Frignani
A BILBO
di Maria Beatrice Venanzi
DUCHESSA E LA BANDA DI GATTI MAGICI
di Daniele Savi
POLPETTA
di Tiziana Balestro
OGGI SONO NERVOSO
di Paolo Forte
DOPO
di Daniele Imperi
UNA VITA DIVERSA
di Giulia Mancini
RANDAGIO MA NON TROPPO
di Corinna Campanella
TUTTO A POSTO, TRANNE LA CODA E I BAFFI
di Gloria Maria Magnolo
LA GATTA E IL MONACO RISORTO
di Anna D’Alessio
OLTRE IL PONTE
di Deborah Leonardi
EROE IN INCOGNITO
di Lucia Cabella
INA LO SA
di Licia Luisetto
MEMORIE DI UN GATTO D’ASTRONAVE
di Giuseppe de Micheli
DA NONNO A NIPOTE
di Anna Lelli Mami
IL GUARDIANO
di Marco Stabile
IL SUO GATTO È COME NESSUN GATTO
di Gaspare Burgio
SIMBA, UN GATTO CON UN NOME
di Barbara Businaro
MIAO
di Velma J. Starling
BIANÈ, MEGLIO INTERI
di Stefania Lai
LA CASA SPERDUTA
di Anna Maria Fabbri
DONNA MARIA LA GATTARA
di Silvia Algerino
FRANKIE
di Serena Bianca De Matteis 

Cesare il gatto ringrazia



e vi offre un breve anticipo
della storia che mi ha raccontato
e che io fedelmente ho trascritto.
Alla domanda se è storia vera,
mi ha risposto con un sornione:
"Ron ron".

La casa sperduta 
di Anna Maria Fabbri 

 La natura germogliava e colorava i prati, la vita brulicava industriosa dopo il letargo invernale. Carla, dall’orto, guardava quei due graziosi gattini tigrati che giocavano e si rincorrevano nel prato. Erano già diversi giorni che li osservava aggirarsi attorno a casa, ma non vedeva mai la loro mamma. Molto probabilmente era una gatta randagia e autoctona, che li aveva già abbandonati al loro destino.  Carla aveva cominciato a mettere una piccola ciotola con un po’ di latte nell’angolo della casa, che puntualmente ritrovava vuota. Amava la primavera, era la stagione che la riconciliava con il mondo, il suo spirito sindacalista si addolciva anche con quell’umanità bastarda che invecchiando comprendeva sempre meno. Da quando era in pensione lei e suo marito passavano più tempo in quella stretta vallata con la terra dura e sassosa, disturbata solo dal rumore dei trattori, lontani dalla vita frenetica della città.  Amava leggere, la cura dell’orto e le camminate in mezzo a quella natura che spingeva e sbocciava mai stanca di rinnovarsi. Un giorno, un miagolio disperato e forte le face interrompere la lettura. Incuriosita, stava per uscire, quando si scontrò sulla porta con suo marito, che si teneva stretto una mano tutta graffiata. − Che ti è successo? − Ho tentato di prendere in braccio uno dei due gattini ma mi ha morsicato e graffiato come una tigre furiosa. − Ma sono randagi, si sarà spaventato a morte.  − Ho capito, però oggi ce n’è solo uno e piange disperato!


giovedì 18 maggio 2017

Il pacchetto




Storie di Gatti: Nuovi racconti a quattro zampe (Buck e il Terremoto Vol. 2) di [Amici di Buck, AAVV, Mancini, Giulia, Algerino, Silvia, Imperi, Daniele, Starling, Velma J., Lelli Mami, Anna, de' Grimani, Elena, Riddo, Elisa]

Che cosa è questo?
Un regalo?
Che emozione!
Che sia il libro “Storie di Gatti”?
Noooo,  non è possibile! Esce a fine maggio!
Rompo, rompo. Rompere la carta di un regalo porta fortuna.
Vedo un pezzetto!
Vedere vedere!
Bellissimo! Ha una copertina bellissima.
Voi vederla anche tu?
No tu no!
E perché?
Perché per vedere tutta la copertina devi aspettare gli altri pezzi del puzzle. 
In Storie di Gatti ci sono tanti racconti di mici speciali. Vi posso garantire che sono molto curiosa di leggerlo, è un libro che merita un posto in primo piano nella mia libreria, appoggiato come un quadro davanti a tutti gli altri libri.
Perché?
Perché, è il primo libro che contiene una mia storia.  La storia del gattino Ramingo. Va’ bé! Il mio micione Cesarone me l’ha dettata e io l’ho scritta. È per merito suo se il racconto è stato selezionato. Devo ammettere che il sornione ha fantasia, ma soprattutto cuore e solidarietà. Lui è sempre pronto a regalare fusa a profusione a chi ha bisogno di conforto e aiuto. E sì, lui sa cosa vuole dire essere solidale, offrire non solo il suo cuore ma anche un gesto concreto. Con questi racconti donati per la pubblicazione di “Storie di Gatti”, si continua la raccolta di fondi iniziata con “Buck e il Terremoto” per la Croce Rossa Italiana a favore delle zone del centro Italia colpite dal terremoto del 24 agosto 2016.  Là c’è molto da fare e costruire.
Sono molto orgogliosa di Cesare che mi ha regalato questa bellissima esperienza, coronando un mio sogno insperato: un racconto pubblicato e per di più a favore di una buona causa. Il nostro racconto, (mio e del mio gattone), insieme a tanti altri racconti felini, fa parte di una piccola goccia in un mare di bisogni, per una zona duramente colpita dal terremoto.
Canto a squarcia gola felice saltellando per casa trasformando una canzone di Jannacci:
Si potrebbe poi
Sperare in un mondo migliore
Vengo anch’io? No tu no.
Ma perché?
Perché basta acquistare su Amazon
“Storie di Gatto”
e il mondo un po’ migliore diventerà.
Mio nipote di sette anni mi guarda dubbioso. Pensa che sua nonna sia impazzita, ma poi alla fine si fa contagiare e si unisce al mio canto. 

Chissà perché Cesare, il nostro gattone, ci guarda perplesso!



PRENOTA LA TUA COPIA

Chi mi conosce sa quanto sono stonata, perciò siete fortunati che non ho messo audio e video. Scusate il tono leggero e frivolo per un evento così drammatico che ha raso al suolo interi paesi, con 283 vittime, ma oltre all'aiuto concreto dei fondi che si raccolgono con STORIE DI GATTO e BUCK E IL TERREMOTO, penso che regalare un sorriso, dopo tanta disperazione, non faccia male.

Ecco chi con passione e impegno ha collaborato al libro STORIE DI GATTI:
Anna D'Alessio, Anna Maria Fabbri, Anna Lelli Mami, Barbara Businaro, Corinna Campanella, Daniele Imperi, Daniele Savi, Deborah Leonardi, Elisa Riddo, Emma Frignani, Gaspare Burgio, Giulia Mancini. Giuseppe De Micheli, Gloria Maria Magnolo, Lucia Lisetto, Lucia Cobello, Marco Stabile, Maria Beatrice Venanzi, Paolo Forte, Sandra Buttafava, Sara Gavioli, Serena Bianca De Matteis, Silvia Algerino, Srefania Lai, Tiziana Balestro, Velma J. Starling.

Da Silvia Algerino di LETTORE CREATIVO invece troverete tutti i tasselli del puzzle che compongono la copertina. con delle piccole perle gattose di vari autori.
STORIE DI GATTI:
Puzzle n°1
Puzzle n°2
Puzzle n°5

Spero di avervi incuriosito abbastanza. 
Ora comprate e rilassatevi leggendo, leggendo, per... donare donare donare.


Allora!!! Smettila di leggere e fammi due coccole!

martedì 9 maggio 2017

The Chainsmokers & Coldplay - Something Just Like This (Lyric)


PIANGO...
ma sto bene

E così ascoltando questa canzone, anche questa mattina piango.
Che ci posso fare? Ultimamente butta così? Se dentro avevo una diga che faticava a tracimare ora dilaga dai miei occhi.
Mi è già successo anche in passato nei momenti bui, e non parlo di inezie ma di botte toste. Finita l'emergenza, sia che sia una perdita o la lieta risoluzione di una grave malattia, mi commuovo con un non nulla. Basta poco per colpirmi nel profondo e farmi scombussolare con un rimescolio di budella.
Così oggi mentre pulisco casa con il televisore acceso su un programma con videomusica Tac... vengo colpita e mi fermo ad ascoltare questa canzone.
Guardo il video.
Mi piace un sacco.
Penso sia bello e che sia da condividere.
Ovviamente chi ascolterà la canzone e guarderà il video, penserà che non sono normale, ma poco importa. In questo video mi sembra di vedere mio nipote, la luce dei miei occhi. E' proprio lui, uguale uguale.



E piango, piango.
Un pianto liberatorio, sentimenti e sensazioni che devono uscire, e senti che quella commozione è bella, è bellissima. Ti ridona la voglia di sorridere, di togliere il velo grigio che ti copriva il mondo e di goderti la vita che ti è stata regalata, grazie a te mamma. Sei tu la mia ferita recente che mi ha lasciata nuda e scoperta, senza protezione, lasciandomi in balia dei sentimenti nostalgici e commoventi. Di te mi restano solo i ricordi.   
Sto tornando a poco a poco ad assaporare la vita.
Quale modo migliore se non ascoltare musica e dedicarmi a lui, il mio nipotino, che oggi pomeriggio mi farà dannare per fare i compiti?
Giusto scriverlo qui? Non so!
A chi cavolo potrà mai interessare?
Non me ne preoccupo, non sto cercando follower. Questo blog è nato come sfogo, è la mia finestra sul mondo.
D'altronde il mio non è un blog di consigli di scrittura e di discussione, non saprei neanche farlo, non ne ho le basi e le certezze. Ho solo il diploma di scuola magistrale per insegnate di scuola dell'infanzia, che hai miei tempi (sono del 1952) si otteneva facendo solo tre anni.
Però mi piace scrivere favole, così sono attratta da chi ne mastica di scrittura e di letteratura, come l'ape è attratta dal polline. Il leggere i loro blog, mi ha aiutato e fatto compagnia nei mesi duri, lungo corridoi di ospedale e nelle veglie notturne. Il loro dibattere mi sorprende sempre (mi fa pensare e immagazzinare come una formica.) In questo periodo non ho partecipato alle loro discussioni o ai loro giochi, la mia presenza era molto più importante nella vita reale. E non ho rimpianti.
Oggi spolverando casa mi commuovo davanti al video dei Coldpley, la canzone è bellissima (infondo al post c'è la traduzione).
Così ho pensato che era ora di spolverare anche il blog. C'è un sacco polvere anche qui, Devo aprire le finestre e fare entrare aria nuova. Eeee niente...  ricomincio mettendo questa canzone.
In questo lungo periodo, mi sono resa conto di quanto sono fortunata. Ho accanto persone che amo e che mi sopportano. Questo pensiero va alla mia famiglia, agli amici che ci sono da quando ero bambina e ragazzina, a colleghe con cui ho condiviso problemi e tante ore della giornata. 
Ma anche il blog mi ha fornito una bella schiera di amici virtuali, che nonostante i mie lunghi silenzi hanno continuato a lanciare segnali di fumo come gli indiani. Devo ringraziare Patricia Moll del blog Myrtilla's house che via email mi mandava saluti, Giusi Giordano del blog Semplicemente Giusi ci sentiamo spesso e volentieri e Marina Guarneri del blog Il taccuino dello scrittore a  cui ho chiesto un favore.
E già! In questi lunghi mesi, ho proprio chiesto aiuto e favori.
Proprio io che spesso dico: "Chi fa da se fa per tre", ho avuto la sfacciataggine di chiedere aiuto. In definitiva il mio è più un atteggiamento dettato dalla paura di disturbare che superbia di autosufficienza, così non ho trovato una porta aperta, ma un portone.
Sono 5 anni che non salto il concorso Andersen. Le idee le avevo, ma il tempo e soprattutto la testa per rielaborarle era altrove. Così ho chiesto a Giusi Giordano e a Marina Guarneri se avevano tempo e voglia di leggermi, loro non si sono tirate indietro.
Meravigliose creature, a cui va un gigantesco:

 <3 GRAZIEEEEEEEEEEEEEEE. <3

In genere ho bisogno di lasciare decantare un  po' ciò che scrivo per sentire se fila e vedere gli errori, sempre che li veda. Gli eventi non me lo avevano permesso, però la bozza delle favole c'era.
Non che mi illuda che le mie due favole siano così strepitose da vincere, però sono senz'altro un po' meno zoppe e più corrette, e le mie due fate madrine, Giusi e Marina, mi hanno consentito di metterci la metà del tempo. 
La vita è strana, ti coglie e sorprende nei momenti più impensati.
Da settembre a marzo ho diradato la mia presenza sul blog, ma scribacchiavo sul quadernino che ho sempre in borsa, così ho partecipato ad altri due concorsi di racconti.
Strano, molto starano per me. Ho sempre fatto solo il concorso Andersen.
Ma come vi dicevo la vita è strana, 4 giorni prima che la mia mamma se ne andasse, mi è giunta la comunicazione da: 


BUCK E IL TERREMOTO
Un libro solidale i cui proventi vanno alla Croce Rossa Italiana
Per le zone terremotate di Amatrice e Accumoli.

Buck e il Terremoto raddoppia: spazio ai gatti - LETTORE CREATIVO

 il mio racconto per Storie di Gatto  è stato accettato
e a breve seguirà la pubblicazione con racconti di passi felpati e fusa. 
(I proventi vanno alla Croce Rossa Italiana sempre della stessa zona).

Ma in quei giorni ero troppo giù per esultare. La mamma aveva smesso di mangiare e faticava a respirare, non era il momento di gioire.
Quindici giorni dopo la sua dipartita, mi è giunta un'altra notizia dal secondo concorso.

Il mio racconto è stato accettato per:
Racconti Emiliani - casa editrice Historica.

Pochi giorni fa mi è giunta un'altra e-mail che mi comunica che il libro sta procedendo a grandi falcate verso la stampa.
Ecco la quarta di copertina:

Una grande orchestra sinfonica, sia pure sui generis. 
E' questa la vera protagonista dell'antologia
"Racconti Emiliani e romagnoli" pubblicato da Historica,
che raccoglie i testi vincitori della quinta edizione 
del Concorso letterario RuleDesigner. Gli strumenti
narrativi che la compongono danno vita ad una sorta
di romanzo padano coinvolgente come un Bolero 
di Ravel. Una sfavillante interpretazione, 
quella dell'antologia, che si avvale di due solisti
d'eccezione: i comici Duilio Pizzocchi e Andrea Vasumi.

La premiazione ci sarà il 17 giugno nella sala della musica, della Basilica di San Petronio a Bologna. 

Perdirindina perdirindà! Comincio a rendermene realmente conto solo ora! 
Ma è successo davvero a me?
Quando mi sono arrivate queste notizie, non ho gioito ma un po' mi hanno sostenuto e aiutato in quel triste momento. 
Che sia stato un ultimo e caro saluto da parte della mia mamma? 
Un modo per dirmi, è ora che me ne vada, ma per te la vita continua?
Oggi sono felice e danzo, per la nascita di questi libri. che collocherò e custodirò nella mia libreria in bella vista. Anche l'occhio vuole la sua parte.
Amo la vita, le sue sorprese e i suoi ricordi.

Traduzione del testo
Something Just Like This

Ho letto libri antichi
leggende e miti
Achille e il suo oro

Ercole e le sue doti
il controllo
di Spiderman
e Batman

con i pugni chiusi
e chiaramente non vedo me stesso
su questa lista
Lei ha detto dove vuoi andare?

Non sto cercando qualcuno
con poteri sovrumani

qualche supereroe
la felicità delle
favole

Solo qualcosa
cui posso rivolgermi
qualcuno che io possa baciare
"Voglio qualcosa proprio come questo!"

Voglio qualcosa proprio come questo! (Ritornello)

Ho letto libri antichi
leggende e miti
i testamenti hanno rivelato
la luna e la sua ecclisse
e Superman srotola
un abito prima di spiccare il volo.

Ma io
non sono il tipo di persona
che si adatta.

Lei ha detto "Vuoi andare?
quanto vuoi rischiare?"

Non sto cercando qualcuno
con poteri sovrumani
Qualche supereroe
la felicità delle favole

Solo qualcuno a cui posso rivolgermi
qualcuno che mi possa mancare
"Io voglio qualcosa proprio come questo"

Rit: Voglio qualcosa proprio come questo

Rischiare?

Non sto cercando qualcuno
con poteri sovrumani
qualche Supereroe e
la felicità delle favole

qualcuno a cui posso rivolgermi
qualcuno che mi possa mancare

Rit. 





venerdì 28 aprile 2017

INSIEME RACCONTIAMO 20


INSIEME RACCONTIAMO
n° 20








L’incipit di quella malandrina di una Patricia Moll del blog Mirtilla’shouse  per
INSIEME RACCONTIAMO 
di questo mese è:


(Le regole le troverete da lei, ma io sono sempre molto discola e lei è molto cara e tollerante.)


 Porca miseria! Era in ritardo e si era pure persa. Non essere capace a leggere le cartine era grave e non avere il gps era pure peggio.
Da quello che ricordava non doveva attraversare un bosco ma una città.
Menomale che ne stava uscendo e forse così avrebbe incontrato qualcuno a cui chiedere informazioni. E magari far benzina… accidenti! Il serbatoio era quasi vuoto. Ma non aveva fatto il pieno prima di partire? Forse l’auto aveva qualche problema o sbagliando strada l’aveva allungata…
“E come mai così buio?” si chiese.
Lasciata l’oscurità creata da quegli enormi castagni così alti da non lasciare intravvedere il cielo, aveva sperato nel sole e invece… “Ci mancava ancora il temporale!”
Tuoni e fulmini a raffica a là, nel prato alla sua sinistra… la casa… quella che aveva sognato la notte precedente e quella prima ancora. Da settimane la sognava ormai.
Vecchia, in pietra, con un torrentello su un lato… costruita su un terreno incolto a fianco di un fosso pieno di acqua… sotto un cielo nero che illividiva a causa dei lampi violenti come esplosioni nucleari.
E quella finestra a piano terra illuminata…
L’auto inchiodò improvvisamente come se avesse premuto di colpo il freno ma lei non lo aveva nemmeno sfiorato.

E qui continua il mio racconto:

LA SQUADRA
Inquieta, cominciai a pensare che quella non era una esperienza da catalogare nella vita reale.
Forse i che sogni fossero un presagio? 
Ma che presagio e presagio,  ne sono più che convinta , io non ho alcun potere soprannaturale. Comunque un occhio a quella casa è il caso di darlo. A qualcuno dovevo pur chiedere informazioni.
Scendo dalla macchina, la pioggia mi sferzava così forte che in un attimo sono come un pulcino bagnato e spargugliato. Intirizzita busso a quella porta di legno malconcia, che con uno scricchiolio di cardini arrugginiti si apre solo un po’.    
«Aiutoooo…» Una mano mi ha agguanta e mi trascina dentro. C’è buio e odore di muffa.  Tremo come una foglia.
Una voce irata mi fa trasalire « Melissa! Era ora! È da tre giorni che ti chiamiamo! Ma tu fai la bella addormentata e sorda per giunta!» E che cavolo! È la voce di Nino.
 I miei amici del mondo Gigamagic sono tutti lì, che mi osservano con espressioni indignate.
Dal regno dei nani c’è: Nino, Ninì e Ninà. Dal regno elfico: Vito, Allo, Centaura. L’ultima arrivata, è la giovane recluta fata  Misotys, lei è l’unica che mi sorride. Alla squadra  manca solo Chicco degli Hobbet. Già nella mia squadra per la salvaguardia dei due mondi “Tunturlo” e “Gigamagic” sono riuscita ad inserire anche un Hobbet.
«Si può sapere cosa avete?!! Cosa è successo?»
«Ehloro ci ha affidato una missione tre giorni fa, la situazione è grave si rischia una guerra nucleare e tu non rispondi. Ecco cosa succede!» Questa volta è Vito a redarguirmi. 
Non c’è che dire ho fatto incavolare nani e elfi.
«Ok, ok partiamo, ma dov’è Chicco?»
Nino «Chicco, Chicco! Non c’è tempo da perdere. Bisogna fermarli!»
«Mi state dicendo che è tre giorni che in questa zona piove così?»
Un coro di «Sììììììì» mi trapassa le orecchie.
«Che mezzo abbiamo?»
«Un NUVOLCARGO!» Vito, il miglior pilota del mondo magico, è proprio alterato, non è da lui. 
«Eee?»
Nino sarcastico «E che ti aspettavi dopo che hai distrutto un nuvoljet?»
Vito sconsolato «E per giunta è un rottame di nuvolcargo. Alla squadra di Vaniatosa hanno assegnato un fiammante ultimo modello di nuvoljet.»
Non ho tempo di dispiacermi, se siamo in ritardo sarà il caso che ci diamo una mossa.
«Ok! Troviamo il lato positivo della situazione.» La facce che ho davanti sono molto dubbiose. «Forza ragazzi, con un nuvolcargo sembreremo così innocui che ci potremo avvicinare indisturbati.»
Nei miei panni bagnati sto tremando dal freddo. « Coraggio. Entriamo ad asciugarci nella stanza di evaporazione, così facciamo il pieno al nostro mezzo.»
Allo «Con tre giorni di pioggia quella lumaca è già bella piena di vapore acqueo!»
Centaura «Chi va’ piano va’ sano e va lontano.» Finalmente, la sorella di Allo ha deciso di essere di nuovo mia alleata.
Tutti sono già nella loro postazione.
Impartisco l’ordine«Accensione motori.»
Il nuvolcargo trema, un rumore di ferraglia arrugginita ci assorda… Mi sveglio con la faccia schiacciata sul computer.
Sono crollata sulla tastiera mentre scrivevo… Però il sogno non era male… lo scrivo… ma poi come finisce? Ci vuole qualcosa di ironico, demenziale per risolvere un conflitto… Non posso nemmeno spedire la flotta in Australia, i tunturlini lo hanno già fatto… troppo banale, troppo scontato!

Và beh! Mi sa che è meglio andare a letto.


I miei racconti per INSIEME RACCONTIAMO:
IL TRENO
RELITTO
IL RACCONTO IL SALTO HA FATTO UN SALTO


lunedì 24 aprile 2017

Noa (Achinoam Nini) and Andrea Bocelli - Beautiful that Way - in Vatican...


Noa e Andrea Bocelli

Pensieri in liberà
Ci sono momenti in cui ti commuovi per un nonnulla.
Uno sguardo, un sorriso,
una pubblicità, 
un racconto, 
una frase pescata in un libro,
una canzone.


è come se il tuo guscio protettivo si squarciasse
e resti lì,
 nudo, indifeso, 
in balia delle intemperie.
Ma quando ti accarezza il vento
ti scalda il sole, 
ti sciogli in una calda pioggia leggera 
che sgorga dai tuoi occhi
e
ti bagna il viso.


SENZA TREGUA
Corro e mi arrabatto,
inciampo e mi rialzi.
Non mi arrendo.
Supero morosi,
senza tregua mi barcameno,
sfruttando il vento
che mi sferza indulgente,
ma quando mi accarezza,
mi arrendo
e sorrido alla vita.
(A.M. Fabbri 2015)

giovedì 13 aprile 2017

La mia mamma



BISNONNA UFFA

Pensieri che si dissolvono si mescolano come nuvole dipanate, che si dilatano inconsistenti confondendosi. Pensieri dolorosi, commozioni di ricordi belli, un groviglio che si sussegue senza sosta. Il tuo corpo è attratto dalla gravità terrestre ma la tua mente lievita altrove, l’asciando ossa e muscoli alle mille  incombenze quotidiane. Sopravvivi. Nella radio canta Elisa “l’anima vola.” Vola mamma, vola libera, leggera e felice, ammira la luce lassù, assieme a papà e  a tutti i tuoi cari.




Dopo il grave ictus che ti ha colpito a settembre, hai resistito avvinghiata alla vita per tutti questi mesi. A dicembre non ti eri ancora arresa e urlavi a squarcia gola un: “Aah Aaah Ah Aaah”, ma per fortuna non di dolore. Non parlavi, ma quando ti hanno chiesto: “Ma Ida perché urla” hai risposto a tono: “E perché no?!!”. La mia mamma era buffa, fantastica e disarmane. Vocalizzavi così forte che nell’R.S.A. dove ti avevano trasferito dopo l’ospedalizzazione ti si sentiva dalle scale. Poi a dicembre, con tutti quei tubicini sempre attaccati, piano piano ti sei arresa, ti sei addolcita, gli occhi sempre chiusi. Occhi che aprivi solo quando venivi chiamata e sorridevi al volto amico. Occhi di un azzurro così intenso che colpivano per la loro bellezza. Da Bisnonna Uffa, con il tuo “Uf, uffa, uf, uffa” bisbigliato, ti sei trasformata nella Bella addormentata. Te ne sei andata piano piano in punta di piedi. L’ultima settimana non mangiavi più, muovevi la testa sul cuscino come per ninnarti, ti facevano l’antibiotico per una tosse insistente e avevi l’ossigeno. Io capendo l’ulteriore declino stavo lì di fianco al tuo letto, ti accarezzavo la mano mentre leggevo, ti parlavo ma non ottenevo risposte. Sapevo ma non volevo riconoscere che era la fine. Eri già stata tante volte sul bordo del precipizio che speravo. Tornavo a casa dicendo “Finito l’antibiotico si ripiglia.” In famiglia mi guardavano ma non commentavano se non un laconico. “Beh, ha 99 anni, è il caso che ci prepariamo.” 
La struttura che ti ha accolto era diventata la mia seconda casa, mi aggiravo per i corridoi, le sale, il giardino, il guardaroba, parlando  ridendo qua e là con i degenti e il personale davvero efficiente e umano. Tutti molto professionali ma con uno sguardo molto attento alla persona che si cela nei malati, chiusi nel loro bozzolo confuso, come eri tu mamma. Ho annusato e visto la loro empatia che mi rassicurava. 
Mamma, il giorno prima di lasciarci, mi hai stupito. Mi hai guardata per tutto il pomeriggio, non hai mai chiuso i tuoi bellissimi occhi, tanto che ho pensato: “Ha finito l’antibiotico e si sta stabilizzando.” Ho anche richiesto la frutta frullata come merenda. Chissà forse ti andava? Invece no! Serravi la bocca guardandomi severa e io non avevo certo voglia di contraddirti. Poi al mattino ti sei addormentata serenamente, anche la fronte era distesa le labbra quasi sorridenti. Te ne sei andata il 28/03/2017.  Tu sei nata nel 1917 i cento anni li avresti fatti a ottobre. Hai attraversato un secolo pieno di cambiamenti. 
Mi manchi. Mi aggiro per casa, vado a fare la spesa, con la sensazione che mi manca qualcosa, che ho perso qualcosa, qualcosa di importante, ma il mio è solo egoismo, perché tu hai vissuto la tua vita e hai diritto di riposare in pace. I ricordi belli e buffi rimangono e mi devo accontentare di quelli. Ieri a tavola mio nipote di sette anni, prima ancora che gli riempissi il piatto ha detto: “Abasta”. Tutti ci siamo messi a ridere. Era ciò che dicevi sempre tu. Potevano essere anche tortellini, ma per te qualsiasi cibo era sempre troppo e non passava pranzo o cena senza sentire il tuo “Abasta.”
Sono tante le persone che incontro e che si ricordano di te. La parrucchiera e le sue aiutanti ti hanno ricordata perché dicevi sempre alle ragazze giovani: «Come sei beeellaaa!», mentre alla tua immagine nello specchio esclamavi:«Che bruttaaaa!» E loro dissentivano, ma tu mantenevi un'espressione buffa e schifata, così ti coprivano lo specchio con un cartellone pubblicitario con una modella. «Ecco Ida guardi come è bella ora.»
Chi mi dice: «Sai, la mia mamma e la tua andavano a raccogliere le viole insieme.»
Chi si ricorda di te e papà che passeggiavate sempre assieme. Ecc. ecc. ecc.
Ora mi aggiro per casa dimenticando cosa dovevo fare o prendere. Un po’ alla volta mi riprenderò.
Oggi intanto  provo a scrivere qui.
Salve gente sono tornata, non so quanto riuscirò a tenere il passo però ci provo.

Anna Maria Fabbri