martedì 24 gennaio 2017

Insieme raccontiamo 17


INSIEME RACCONTIAMO 17

Anche questo mese Patricia Mol del blog myrtilla' shouse, ha lanciato il suo incipit per il gioco Insieme raccontiamo ed eccomi qua con il mio seguito. 
I racconti possono essere scritti con 200 /300 caratteri spazi inclusi o con 200/300 parole. Devono essere segnalati e pubblicati nel proprio blog o scritti direttamente nei commenti di Myrtilla'shous entro il 30 del mese di gennaio.
Ho scelto la versione lunga, veramente sono le mie dita che picchiano sulla tastiera hanno scelto per me.
Come mio solito non sto capita, ho sforato di 45 parole, perciò le ho evidenziate in grossetto.
Sarà Patricia a decidere se mettere le ultime battute, oppure no, nel suo resoconto. Il racconto mi sembra quadri anche senza l'ultima parte, anzi lascia quel che di sospeso che permette di fantasticare, comunque le ritroverete qui da me.



Incipit di Patricia Mol, come mio solito lo pubblico in verde, a seguire il mio.

IL RELITTO

Era l'alba. Gli piaceva scendere in spiaggia a quell'ora. In giro non c'era nessuno perché i vacanzieri erano andati a dormire da poco.
Il silenzio interrotto solo dalla voce del mare lo rasserenava.
Girovagando, aveva oltrepassato il promontorio. In una piccola baia seminascosta l'aveva trovata.




Da tre mesi aveva perso i suoi genitori in un incidente d'auto e abitava con il nonno.
Il suo era un sonno agitato cupo e greve che lo faceva svegliare poco prima che il sole sorgesse. 
Si vestiva e usciva nel buio dalla porta sul retro direttamente sulla spiaggia, per incamminarsi verso quella piccola baia, mentre il cielo piano piano si tingeva di rosa e si rischiarava. 
Piano piano anche i suoi pensieri cupi si schiarivano un po', ma il suo corpo restava pesante come se fossero di piombo e il suo petto non si alleggeriva.
Respirava quell'aria salmastra come uno che stava per annegare  e finalmente riusciva a raggiungere l'agognata aria. I polmoni gli facevano  quasi male per tutta quella vita che gli entrava dentro.
Si riempiva i polmoni per poi rumorosamente espirare. Lo sciabordio del mare, il cielo rosato, il sorgere del sole, il risveglio dei bianchi gabbiani e dei neri martinpescatori lo facevano sentire più  leggero e la sua respirazione piano piano tornava normale.  
La piccola baia era diventata la sua meta, si sedeva sull'arenile lì davanti a quel rottame e si domandava il come e il perché quella nave fosse finita proprio lì. 
Di chi era? 
Cosa trasportava? 
Così, piano piano la mente si estraniava e cominciava a fantasticare. 
Come per magia la nave si trasformava, la ruggine spariva rivelando uno scafo bianco e blu  che luccicava ai primi raggi di sole.
Lo stridio dei gabbiani diventava gioioso e con voli radenti si sistemavano sul parapetto di prua, come a vedetta. Erano pronti per avvisare con il loro grido l'arrivo di quell'imbarcazione uscita da un sogno.

foto di A.M. Fabbri

Una ciurma indaffarata si muoveva sul ponte della nave. Aspettavano il capitano.
Improvvisamente si rendeva conto che era lui il capitano che tutti aspettavano. Aspettavano i suoi ordini per nuove strabilianti avventure.
Puntuale alle ore sette il suo orologio da polso suonava.
Filippo si destava da quel sogno a volte concluso a volte no,  ma pronto per essere ripreso il giorno successivo. 
Poi si incamminava dirigendosi verso il canale ad attendere il peschereccio del nonno.

foto di A,M. Fabbri


22 commenti:

  1. Ben scritto, Anna Maria :-))
    Un sogno estatico a compensazione della durezza della realtà, quindi? Ma qual è poi la vera realtà? ^_-

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    1. E' Filippo nella sua interezza ^_-
      Comunque Ivano il tuo commento mi fa tirare un sospiro di sollievo, il ricevere un ben scritto da te mi gratifica.
      Più questo gioco avanza, più mi sento picciol cosa in mezzo a grandi.
      Sono più preoccupata della forma che della sostanza.
      Ti dirò che il racconto è nato, oltre che per l'Incipit e la foto di Patricia, dalle foto che ho fatto io recentemente andando a mangiare il pesce al mare.
      Ho voluto inserire per forza quei gabbiani in postazione ^_-

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  2. ma che bello il tuo racconto ... un bellissimo sogno
    mi è piaciuta molto quella frase
    Piano piano anche i suoi pensieri cupi si schiarivano un po', ma il suo corpo restava pesante come se fossero di piombo e il suo petto non si alleggeriva.
    hai descritto molto bene quel dolore di perdita ...ci si sente proprio così....
    hai ripreso alla grande ... bravissima .. un abbraccione

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    1. Embè! Fa parte della vita.
      Prima o poi devi fare i conti con la perdita di persone care. Più gli anni si accumulano, come i miei, più è probabile aver vissuto queste esperienze e queste sensazioni dolorose.
      Cara Giusi, la mamma si è stabilizzata, anche se il suo è sempre un'equilibrio molto precario. Io mi sto adeguando a questo nuovo stato e ho ripreso a pubblicare. Che poi sia "alla grande" è tutto da vedere.
      Un caldo abbraccio amica mia.

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  3. Buongiorno Anna Maria, la natura, il mare e la fantasia sono compagni essenziali delle nostre sofferenze interiori, un rifugio per ricalibrare le forze e andare avanti; bel racconto.

    P.S. Una delle mie migliori amiche ha vissuto la tua stessa esperienza e ho visto ciò che comporta. Un abbraccio e scusa il ritardo.

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    1. Grazie Sciarada, carinissima a passare da qui e non sei affatto in ritardo, ho pubblicato ieri.
      Il mio racconto è pura fantasia, anche se in un momento di superata paura e dolore, la prima volta che sono tornata al mare ho provato una sensazione così forte che mi commuovevo al sol rimirare quell'immenso azzurro che si confondeva con il cielo. Il suo sciabordio in una giornata serena e calma è davvero rigenerante.

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  4. Ciao Anna Maria, certo che lo metto tutto! Lo sai che le mie regole sono... elastiche :))
    Bello davvero!
    Un senso di dolore, di abbandono... la voglia di ritornare a vivere nonostante tutto.
    Mi piace davvero... picciol cosa... ma vah!Grande sei!
    Bacio

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    1. Grazie, per la tua elasticità, mi accorgo che sono diventata prolissa.
      Oggi mio nipote mi ha detto che parlo il nonnese... Ahahahahahaha
      Ho la mania di spigare un po' troppo le cose ;)
      Il suo è stato un modo raffinato per dirmi che rompo.
      A Hemingwey bastavano sei parole per fare una storia, a me ne servono 100 per una semplice frase.
      Bacio.

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    2. ma dai che non è vero ... a volte si ha voglia di parlare di più.... il gioco comunque era iniziato con la regola di scrivere un breve racconto e mi ricordo era stato difficilissimo .....l'ho riletto ancora e mi è piaciuto ancora tanto ... rassegnati è molto bello

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    3. Ahahahahah... la regola la capitana la scrive ancora poi c'è chi è ligio e chi no ^_-
      Grazie di cuore Giusi, i complimenti sono sempre ben accetti.

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  5. Complimenti per il tuo bellissimo blog! Ti seguo!
    Se ti va di ricambiare passa da me:
    http://marycosmesi.blogspot.it

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    1. Grazie Mary, piacere di conoscerti, ti verrò a trovare senz'altro.

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  6. Bellissimo questo racconto!

    Ho appena scoperto il tuo bellissimo blog e mi sono immediatamente unita ai tuoi lettori fissi!
    Ti aspetto da me se ti va!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

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  7. Ciao Benedetta, piacere di conoscerti ma soprattutto mi fa piacere che ti piaccia il mio piccolo blog.
    Vengo a trovarti sul tuo blog molto volentieri.

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  8. Com'è intenso questo tuo racconto, Anna Maria... Sei riuscita a descrivere magistralmente stati d'animo difficilissimi da riportare a parole. Filippo, poi, è un nome che mi piace tanto... è musicale, favoleggiante...
    Sai, questo tuo stralcio potrebbe benissimo essere una parte di una storia più ampia, è molto d'atmosfera...
    Brava! é stato come essere davanti al mare all'alba, è stato come toccarlo con mano, è stato... emozionante...

    Un abbraccio!

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    1. Ma ma... mi accorgo solo ora che hai aggiunto il nome Irene!
      O Santa puzzola! Sta a vedere che un po' alla volta ti stai palesando.
      E ora Regina delle regine come ti devo chiamare?
      Grazie carissima di essere passata da qui nonostante il tuo impegno di mamma.

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    2. Anna Maria, chiamami come preferisci... ahahahhaha Io sono sempre io! :) eh si, quest'anno ho deciso di aprirlo con qualche modifica personale, ci avevo proprio dedicato un post, il primo di gennaio :****

      p.s. comunque regina delle regine, come me lo dici tu, è irrinunciabile! ahahahahahahah

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    3. O bella!!! Ora mi vado a cercare il post ;)

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  9. Il tuo racconto prende e scalda. Grazie di avercelo donato.

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    1. Grazie a te di averci donato il tuo. :)))

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