giovedì 13 aprile 2017

La mia mamma



BISNONNA UFFA

Pensieri che si dissolvono si mescolano come nuvole dipanate, che si dilatano inconsistenti confondendosi. Pensieri dolorosi, commozioni di ricordi belli, un groviglio che si sussegue senza sosta. Il tuo corpo è attratto dalla gravità terrestre ma la tua mente lievita altrove, l’asciando ossa e muscoli alle mille  incombenze quotidiane. Sopravvivi. Nella radio canta Elisa “l’anima vola.” Vola mamma, vola libera, leggera e felice, ammira la luce lassù, assieme a papà e  a tutti i tuoi cari.




Dopo il grave ictus che ti ha colpito a settembre, hai resistito avvinghiata alla vita per tutti questi mesi. A dicembre non ti eri ancora arresa e urlavi a squarcia gola un: “Aah Aaah Ah Aaah”, ma per fortuna non di dolore. Non parlavi, ma quando ti hanno chiesto: “Ma Ida perché urla” hai risposto a tono: “E perché no?!!”. La mia mamma era buffa, fantastica e disarmane. Vocalizzavi così forte che nell’R.S.A. dove ti avevano trasferito dopo l’ospedalizzazione ti si sentiva dalle scale. Poi a dicembre, con tutti quei tubicini sempre attaccati, piano piano ti sei arresa, ti sei addolcita, gli occhi sempre chiusi. Occhi che aprivi solo quando venivi chiamata e sorridevi al volto amico. Occhi di un azzurro così intenso che colpivano per la loro bellezza. Da Bisnonna Uffa, con il tuo “Uf, uffa, uf, uffa” bisbigliato, ti sei trasformata nella Bella addormentata. Te ne sei andata piano piano in punta di piedi. L’ultima settimana non mangiavi più, muovevi la testa sul cuscino come per ninnarti, ti facevano l’antibiotico per una tosse insistente e avevi l’ossigeno. Io capendo l’ulteriore declino stavo lì di fianco al tuo letto, ti accarezzavo la mano mentre leggevo, ti parlavo ma non ottenevo risposte. Sapevo ma non volevo riconoscere che era la fine. Eri già stata tante volte sul bordo del precipizio che speravo. Tornavo a casa dicendo “Finito l’antibiotico si ripiglia.” In famiglia mi guardavano ma non commentavano se non un laconico. “Beh, ha 99 anni, è il caso che ci prepariamo.” 
La struttura che ti ha accolto era diventata la mia seconda casa, mi aggiravo per i corridoi, le sale, il giardino, il guardaroba, parlando  ridendo qua e là con i degenti e il personale davvero efficiente e umano. Tutti molto professionali ma con uno sguardo molto attento alla persona che si cela nei malati, chiusi nel loro bozzolo confuso, come eri tu mamma. Ho annusato e visto la loro empatia che mi rassicurava. 
Mamma, il giorno prima di lasciarci, mi hai stupito. Mi hai guardata per tutto il pomeriggio, non hai mai chiuso i tuoi bellissimi occhi, tanto che ho pensato: “Ha finito l’antibiotico e si sta stabilizzando.” Ho anche richiesto la frutta frullata come merenda. Chissà forse ti andava? Invece no! Serravi la bocca guardandomi severa e io non avevo certo voglia di contraddirti. Poi al mattino ti sei addormentata serenamente, anche la fronte era distesa le labbra quasi sorridenti. Te ne sei andata il 28/03/2017.  Tu sei nata nel 1917 i cento anni li avresti fatti a ottobre. Hai attraversato un secolo pieno di cambiamenti. 
Mi manchi. Mi aggiro per casa, vado a fare la spesa, con la sensazione che mi manca qualcosa, che ho perso qualcosa, qualcosa di importante, ma il mio è solo egoismo, perché tu hai vissuto la tua vita e hai diritto di riposare in pace. I ricordi belli e buffi rimangono e mi devo accontentare di quelli. Ieri a tavola mio nipote di sette anni, prima ancora che gli riempissi il piatto ha detto: “Abasta”. Tutti ci siamo messi a ridere. Era ciò che dicevi sempre tu. Potevano essere anche tortellini, ma per te qualsiasi cibo era sempre troppo e non passava pranzo o cena senza sentire il tuo “Abasta.”
Sono tante le persone che incontro e che si ricordano di te. La parrucchiera e le sue aiutanti ti hanno ricordata perché dicevi sempre alle ragazze giovani: «Come sei beeellaaa!», mentre alla tua immagine nello specchio esclamavi:«Che bruttaaaa!» E loro dissentivano, ma tu mantenevi un'espressione buffa e schifata, così ti coprivano lo specchio con un cartellone pubblicitario con una modella. «Ecco Ida guardi come è bella ora.»
Chi mi dice: «Sai, la mia mamma e la tua andavano a raccogliere le viole insieme.»
Chi si ricorda di te e papà che passeggiavate sempre assieme. Ecc. ecc. ecc.
Ora mi aggiro per casa dimenticando cosa dovevo fare o prendere. Un po’ alla volta mi riprenderò.
Oggi intanto  provo a scrivere qui.
Salve gente sono tornata, non so quanto riuscirò a tenere il passo però ci provo.

Anna Maria Fabbri

25 commenti:

  1. Non so bene cosa dirti per lenire questo tuo dolore perchè non ci sarà alcuna parola capace di farlo ... bisognerà imparare piano piano a farsene una ragione ....bisognerà ... ma sembra innaturale e non possibile ... eppure è così ... materialmente non sono più con noi ma ci hanno lasciato tutto il loro amore anche se al momento non ci basta...
    ti lascio questa poesia e ti abbraccio con tutto il mio affetto...
    La morte non è niente.
    Sono solamente passato dall'altra parte:
    è come fossi nascosto nella stanza accanto.
    Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
    Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
    Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
    parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
    Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
    Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
    di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
    quando eravamo insieme.
    Prega, sorridi, pensami!
    Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
    pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
    La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
    è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
    Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
    Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
    Rassicurati, va tutto bene.
    Ritroverai il mio cuore,
    ne ritroverai la tenerezza purificata.
    Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
    il tuo sorriso è la mia pace.

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    1. Giusi è una poesia davvero molto bella e sono convinta che nel ricordo di una persona ci sia continuità. Le persone che fanno parte del nostro percorso di vita restano nella memoria. Dicono che il tempo lenisca. Aspetto. forse col tempo sfumeranno gli ultimi mesi e resterà l'essenza del ricordo di lei positivo, è quello che tento di fare quando la mancanza mi colpisce. Prima ero super indaffarata ora devo riorganizzarmi la giornata.
      Grazie <3 <3 <3

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    2. Anche a Te e famiglia con tanto affetto.

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  2. Un grande abbraccio, noi siamo qui per quel che può valere.
    Molto bello il post, un tributo alla memoria.

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    1. Grazie Glò, ben ritrovata e già che ci sono ti auguro anche una Buona Pasqua.

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    2. Buona Pasqua anche a te e un grandissimo abbraccio!

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  3. Anna Maria, mi dispiace molto.
    Credo che lei si meriti il giusto riposo, e piano piano passerà anche a te, del dolore resterà nient'altro che il dolce ricordo di lei. E poi c'è il nipotino che troverà sicuramente il modo di riempirti le giornate.
    Un abbraccio.

    Maira

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  4. Quanto mi dispiace te l'ho già detto Anna Maria.
    Purtroppo è la ruota della vita, Gira gira e gira fino a quando è così stanca che decide di riposarsi.
    Ora, pensala felice e serena. Pensala mentre vi sorride da lassù e vi protegge insieme a tuo papà.
    E stai serena tu! Lei non ti abbandonerà mai!
    Un abbraccio ed un bacio! Patri

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  5. auguri di cuore a tutti !!!! ciao ragasss ;)

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  6. Ho letto la storia vissuta e ho sentito tra le righe tutto il tuo dolore e nello stesso tempo i miei occhi si sono offuscati ricordando la stessa esperienza passata da poco con mio padre. Quanta nostalgia... non ho parole per un tuo conforto ma ti capisco... così è la vita!
    Un forte abbraccio e gli auguri per una serena Santa Pasqua

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  7. Cara Anna Maria la morte di una mamma è sempre un evento dolorosissimo e ci vorranno mesi perché tu riesca a rielaborare la perdita, dopodiché, sono certa, la ritroverai, la ricollocherai e te la sentirai talmente accanto a te che non esisteranno più distanze.
    Cerca di stare serena. Nonostante tutto buonissima pasqua a te e e tutti i tuoi cari, di cuore, un abbraccio.
    sinforosa

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    1. Ciao Sinforosa, capisco che è come tu dici (lo è stato anche per il io papà) do' tempo al tempo. Ora sono giù ma tengo botta, di giorno mi riesce un po' meglio.
      Buona e serena pasquetta.

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    2. Eh, lo so. Quando si perde anche l'ultimo genitore ci si sente orfani, a qualunque età succeda, non c'è niente da fare. Pare che le nostre radici ci siano state strappate e ci si sente esposti alle intemperie, incapaci di stare in equilibrio. La morte, la vita sono e restano veri misteri. Un abbraccio
      sinforosa

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  8. Risposte
    1. Grazie Sciarada, buona e serena pasquetta.

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  9. Ho pianto leggendoti. Arrivo in ritardo rispetto al post, come sempre. Ma il mio abbraccio per te è forte, vero e carico d'affetto. La tua mamma sarà fiera di aver donato la vita ad una persona così straordinaria come TE!

    Siamo qui, con te e per te, quando tu vuoi... <3

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