venerdì 12 gennaio 2018

Racconto LA NOIA



Racconto scritto per
Trame Graffi(a)te
La noia

(Guttuso) Figura, tavolo e balcone

Seduta alla scrivania Arianna sollevò le braccia mugolando e stirando la schiena. Il libro da inviare all'editore era finalmente revisionato e corretto.
L'alba con la sua brezza mattutina era ormai passata e la giornata si preannunciava calda. Si tolse il cardigan e lo butto sulla scrivania appoggiandoci il capo. Sentì suo marito che si alzava e andava in bagno. Improvvisamente la stanchezza si impossessò del suo corpo. Lo voleva aspettare per prendere un caffè assieme prima che andasse al lavoro, poi sarebbe andata a letto. Il tempo le sembrò infinito, il torpore duro da sconfiggere. Le sarebbe piaciuto avere un suo parere su quella pagina che non la convinceva del tutto.
Lui arrivò già belle e vestito, prese il giornale 24 ore e scorse i titoli. Uscì di casa senza svegliarla.
Erano due mondi paralleli con scarse possibilità di intersecarsi, uno diurno e uno notturno. La parola di lei contro i numeri di lui.

Trame graffi(a)te è un esercizio che Michele Scarparo posta nel suo blog:
Tutti i mercoledì apre le porte a chi si vuole cimentare nella scrittura. Le regole sono poche: scrivere un racconto che vi suggerisce il quadro pubblicato, arricchendolo.
La domenica Michele raccoglie tutti i racconti pervenuti e chi desidera leggerli può rispondere alle due domande in forma anonima: 
1- La cosa che mi è piaciuta di più.
2- E quella che mi è piaciuta meno.
Esprimere un giudizio è sempre una buona cosa e l'anonimato può aiutare chi lo esprime ma soprattutto chi lo riceve, che può così farne tesoro.   


8 commenti:

  1. Bellissimo il tuo racconto e bellissima iniziativa, indagherò. Buona giornata.
    sinforosa

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    1. Ciao Sinforosa felicissima di averti dato una dritta, Ho già letto da Michele il tuo racconto davvero azzeccato e bello.
      Un abbraccio,

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    2. Ma grazie, Anna Maria, un abbraccio a te.
      sinforosa

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  2. Mario e Gaia avevano passato tutta la notte a parlare. La donna dopo 15 anni di matrimonio cominciò a lamentarsi con il marito: "Tu fai l'intellettuale, il politico e io tutti i giorni pulisco, faccio la spesa, cucino e accompagno i ragazzini a scuola. Ma tu non lo vedi. Sei troppo abitudinario. Anche quando fai l'amore ripeti le solite cose, una palpatina ai seni, qualche bacio e poi di fretta cerchi il mio ingresso. Entri, ti dimeni un paio di minuti e poi ti giri dall'altra parte. Mario rimase seccato: "Tu lo sai che io sono fatto così, ma ti amo". Gaia rispose: Tu invece non mi conosci e non hai capito cosa significa quello che distrattamente non hai nemmeno ascoltato.Insomma, io non ti amo più!" e stancamente poggiò la testa sul tavolo.

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    1. Accidenti Gus che devo dire?
      La classe non è acqua.
      Dai scrivilo anche da Michele che ci divertiamo un po'.
      :)

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    2. Gus nel mio post se clicchi su Scrivere per caso, arrivi nel blog di Michele.
      Buona giornata.

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  3. La tua interpretazione del dipinto mi piace nella sua totalità e se dovessi scegliere cosa mi è piaciuto di più e cosa di meno sarei in difficoltà.
    Un abbraccio Anna Maria e buona serata!

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